Necropoli di Villa Panphilij
Necropoli e colombari di villa Panphilij

La necropoli di Villa Panphilij

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Il livello di civiltà di un popolo può essere giudicato dalla qualità del culto dei morti. Più complesso e popolato il mondo dell’aldilà, più è ricca la cultura di una popolazione. Gli antichi romani e le loro diverse tipologie di sepolcri dimostrano una profonda fede nella vita oltre la morte.

A Roma non esistevano soltanto i mausolei monumentali quelli degli imperatori e dei nobili sulla Appia Antica. Ma lungo tutte le vie consolari si aprivano necropoli di varia natura. Ogni classe sociale aveva diritto ad una degna sepoltura. Le tombe più frequenti sono quelle a colombario, sparsi un po’ in tutta la città: se ne trovano lungo l’Ostiense, l’Appia la Flaminia e anche sull’Aurelia.

All’interno del parco di Villa Pamphili esistono necropoli nei pressi dello splendido Casino del Belvedere, gioiello barocco del casino Algardi, oggi sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio. La Villa ospita un’estesa area funeraria di epoca romana. Nei diversi Colombari, il Grande, il Piccolo e quello di Scribonio Menofilo, si posso ammirare gli incredibili affreschi che ornano le pareti di questi loculi.

Sicuramente esiste una forte relazione con il quartiere Trastevere all’epoca assai popoloso. il cosiddetto Grande Colombario (da cui provengono le pitture conservate al Museo Nazionale Romano) e il Piccolo Colombario, entrambi sono stati rinvenuti negli anni 1820-1830 da scavi effettuati dalla famiglia Doria Pamphilj.

Nell’Ottocento già erano state scoperte centinaia di nicchie. Nel 1984 con ulteriori scavi nel sepolcro sono state rinvenute oltre 500 nicchie dove venivano riposte le urne di altrettante persone ognuna ricordata col proprio nome su un’apposita targhetta, di età augustea.

Spesso queste sepolture collettive erano costruite da una famiglia più abbiente, che vendeva i posti a chi ne aveva bisogno e permetteva l’accesso ai parenti di svolgere periodicamente i riti funebri. La frequentazione assidua di questi Colombari giustifica le decorazioni, a volte davvero pregevoli.

Gli affreschi più importanti sono stati staccati e giacciono ora nei magazzini del Museo di Palazzo Massimo.

Queste scene di contorno dovevano creare un contesto leggero e sereno accanto alle figure delle divinità vicine ai defunti. A tutt’oggi si conservano alcuni resti murari di sepolcri dalla fine dell’età repubblicana alla metà del II sec. d.C.

Tutte le foto sono di proprietà di Sabrina Rinaldi. Si prega di non utilizzare se non previa autorizzazione.

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Sono nata a Roma, la mia base formativa è in ambito storico-culturale, diplomata in Arti Applicative con diploma di Maestro d’Arte. In seguito alla mia formazione e ad un corso su marketing, organizzazione e sviluppo turistico, ho potuto collaborare con associazioni culturali del territorio. Scrivo sul blog esploraromablog.com. Realizzo percorsi sia a Roma che in altre realtà locali. La mia grande curiosità verso ciò che mi circonda mi ha dato sempre lo spunto di promuovere e raccontare la crescita del territorio e delle aziende, valorizzando le diverse realtà storico-culturali che esprimono la vera essenza della territorialità, indicando: percorsi artistici, culturali, enogastronomici e strutture turistico recettive. Ho anche collaborato con uno Studio d’Arte fino al 2022 per 6 anni, come Esperta in fotografia diagnostica per i Beni Culturali, e come referente Social Media Manager, Web Marketing con gestione e costruzione del sito e dei diversi canali social.

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