Giuliano Saba

In’side Art: Giuliano Saba

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Giuliano Saba: la personale a Gualtieri di uno scultore artigiano nella foggia e nella fantasia che costruisce un sogno con il metallo e i pennelli.

Amici lettori bentornati nel nostro salotto culturale di In’side art. Oggi abbiamo con noi Giuliano Saba un artista sardo ma alessandrino di adozione che da domenica 7 a Domenica 28 Aprile 2024 espone le proprie opere presso l’accogliente Bar degli artisti del caffè in P.zza Bentivoglio, 60 a Gualtieri (RE).

L’evento, curato dall’Associazione culturale Space art – itinerari artistici, è organizzato dai curatori Prof.ssa Cristina Boccella e Giuseppe Landini, presentato al numeroso pubblico dal prof. Franco Canova mentre la guest star è Andrea Donati.

Sempre a Gualtieri, Giuliano Saba parteciperà alla collettiva “Disconnessioni contemporanee” che si terrà dal 27 aprile al 14 maggio 2024, presso lo Spazio Espositivo “G. Guercini”.

Dopo aver visto le opere di Giuliano Saba ho subito avuto l’impressione di essere di fronte ad un ricercatore, un artista che lavora e studia sempre alla ricerca della tecnica migliore, attraverso messaggi profondi.

Ricerca con passionalità gli spunti di riflessione ottimali per arrivare prima al cuore di chi ammirerà la sua opera e appunto, mentre ci lasciamo coinvolgere dalla sua arte che ne dite di accompagnare la sua visione con un po’ di buona musica del tipo Daryl Hall and CeeLo GreenI Can’t Go For That No Can Do – CeeLo Green joins Daryl Hall on Live From Daryl’s House.

A questo punto vi aspettate di conoscere il curriculum e la bio di Giuliano Saba, giusto? E invece no! Queste cose le lasciamo agli storici dell’arte, io di lui mi limito a dire che è del 1949, nato a Sud della Sardegna e ora Piemontese per residenza e fratellanza; ha un aspetto serio, quasi austero ma gli occhi gli brillano che è una bellezza, ha barba, baffi e capelli bianchi come uno dell’800 ma è più giovane di uno sbarbato nato dopo il 2000.

Giuliano Saba è un artista generoso, altruista, gli piace stare amichevolmente in gruppo per una buona causa, la sua voce è tonica e musicale, ride sempre e piange quando si emoziona di fronte al sentimento autentico.

Uomo di mare, di sole e di terra, Giuliano Saba è un artigiano dalle mani d’oro che lavora il metallo con il cuore e impasta la tinta con energia, rispetto e delicatezza, proprio come un ballerino che danza sulla scena.

Per voi amici lettori di Liguria day, tra le sue opere esposte, ho scelto di descrivere quella che per scelta dell’artista è volutamente senza titolo pur con un impatto fortissimo sullo sguardo dell’osservatore.

Giuliano Saba, “senza nome”

Ottima la decisione di utilizzare due sole tonalità il rosso e il nero, quest’ultimo di base, la prima una texture uniforme su tutta la superficie.

Opera realizzata a mano nel 2020 con tecnica acrilica su legno nel formato 100×70, nella la mia immaginazione l’avrei intitolata “Vibrazione in rosso senza bisogno di parole” e dopo averla vista ho pensato subito al rock, ad una scossa elettrica, alle onde radio invisibili e allo stesso tempo ho visto passione ed emozione che ho percepito sia con gli occhi e che sulla pelle.

Il quadro è senza titolo ma di fatto non ne ha bisogno, su di esso il colore magistralmente dosato da Giuliano Saba dice tutto.

E a questo punto faccio un simpatico fuori programma e chiedo a voi, amici lettori, quali emozioni vi rilascia quest’opera e, secondo la vostra fantasia, come l’avreste intitolata?

Ma a proposito di domande, non sono finite qui. Eh sì perché al nostro bravo artista ho voluto rivolgere 9 domande e ½ che vi riporto di seguito con annesse la sue risposte.

1) Giuliano, nasci scultore o pittore?

Forse scultore perché mi costruivo i giocattoli già quand’ero ragazzino. Pittore lo diventai dopo, quando iniziai a disegnare “Capitan Miki” spinto da un compagno di banco di nome Vittorio Mallica. Poi nel mondo dell’astrattismo sono entrato 14 anni fa per curiosità.

2) Che ne pensi del mondo dell’arte vista ancora come espressività realizzata manualmente?

Il futuro dell’arte? Spero che abbia un futuro, intanto al mondo dell’arte auguro un buon presente.

3) Sei a cena con Picasso cosa vorresti chiedergli?

A cena con Picasso non avrei il coraggio di aprire bocca, starei zitto e farei parlare solo lui ascoltandolo in rispettoso silenzio, poi direi: “Gracias maestro inimitabile!”

4) Dove trovi la forza per lavorare la materia sia scultorea che pittorica?

La forza della creatività nasce dalla luce violacea della fiamma della saldatura nella vecchia officina del fabbro del paese e prosegue con la voglia di insegnare ai giovani a fare arte.

5) In futuro vorresti realizzare opere con altri linguaggi che finora non hai mai ancora realizzato?

​Nel futuro non creo nulla, io creo nel presente e nel presente vorrei realizzare un’opera dedicata a tutti i saldatori.

6) Chi è il tuo mito?

Il fabbro del mio paese Sebastiano Cabitza e tutti gli artisti forgiati di quella pasta.

7) Il tuo piatto di pasta preferito?

Il mio piatto di pasta preferito? Orecchiette con broccoli o cime di rapa.

8) Fai arte per te stesso o per gli altri?

Faccio arte per passione non per mestiere, lo faccio per piacere mio e per il piacere altrui, amo le sfide e le critiche.

9) Vuoi dire qualche parolaccia in dialetto all’intelligenza artificiale?

Non amo scrivere parolacce e critico da sempre chi lo fa. Stan Laurel, Oliver Hardy, Tatì, Buster Keaton, Totò, Charlie Chaplin, hanno fatto ridere il mondo senza mai pronunciare una parolaccia. Ad una intelligenza artificiale, alla Gigi Proietti, direi: “ Nun mè rompe er cà!”

½ ) Sei a letto con la donna più bella del mondo e ti chiede di cantare una canzone per lei, cosa gli canti?

Alla richiesta a letto di una donna di cantarle una canzone direi in primis che sono stonato ma per vederla felice le canterei “O’ sole mio” perché le donne sono il sole che splende ovunque e poi guardandola negli occhi le sussurrerei: “Sii sempre la benvenuta nel mio presente per sempre”.

Amici lettori di Liguria day siamo giunti al termine del nostro incontro con l’artista, ringraziamo Giuliano Saba e tutta la sua splendida equipe che lo ha accompagnato nella conduzione di questa sua prima mostra a Gualtieri.

E grazie a voi lettori che ci seguite sempre con fiducia ed interesse, vi aspettiamo al prossimo artista. Vi anticipo che si chiama Carlo e verrà da Savona, la sua tecnica è molto, molto, molto bella e vi stupirà.

“L’arte non è uno specchio su cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo.” Bertolt Brecht

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Info Walter Festuccia

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Walter Festuccia, Roma 16 Marzo 1958, diplomato come aiuto scenografo presso il Cine Tv di Via della Vasca Navale di Roma. Artista per natura, artigiano per tradizione, pittore, scrittore. Per il mio stile utilizzato nello scrivere, amo definirmi jazzista della parola, tutto di me è racchiuso in queste definizioni. La mia scrittura, anche se è apparentemente espressa in maniera ironica e demenziale, lascia sempre una finestra aperta oppure un indizio rivolto all'attualità, tutto in un mix di fantasia quasi astratta che diventa con ciò il mio linguaggio espressivo. Come pittore, l'astrazione, l'informalità e l'uso manuale e gestuale della materia sono il mio "io" dentro di me che quando dipinge o scrive si lascia guidare dalla passione e dall'immaginazione attraverso la quale riesco a "vedere" la scena e a "sentire" i dialoghi di ogni mio componimento. Firmo testi e opere come Walter Festuccia oppure Walter Fest.

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