persone e pandemia
Opera di Walter Festuccia

Le persone e la pandemia. Gli effetti percepiti

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La sfida ambientale del periodo storico attuale e senza precedenti ci insegna a ritrovare noi stessi.

Ogni periodo della vita di ognuno è importante e degno di essere amato, perché ci permette di accettare la nostra persona, per come la percepiamo.

Vivere nella società ci conduce a entrare in relazione con ciascuno di altro: in modo da confliggere le nostre prospettive con quelle degli altri.

Il condizionamento sociale è inevitabile, eppure non potremmo farne a meno, in alcun modo, per relazionarci con noi stessi e con il prossimo, per coltivare culturalmente i valori umani, responsabili di farci vivere e colorare, con elementi preziosi, ogni angolo delle nostre esperienze.

Come l’alternarsi delle stagioni contribuisce a condizionare gli umori delle persone, la manifestazione di una pandemia – dal greco antico: «πᾶν», “tutto” e «δεῖμος», “terrore” – nelle nostre realtà, ha drammaticamente predisposto le aspettative personali sul futuro a subire un traumatico cambiamento.

È avvenuta una calamità collettiva, rapidamente e senza precedenti e le nostre vite sono cambiate forzosamente.

Per come tale cambiamento possa essere stato percepito, la vita individuale ha risposto conseguentemente allo stimolo minaccioso del problema pandemico, emergendone le reazioni.

Le risposte individuali all’emergenza internazionale, per quanto diversificate, sono state autentiche. Rispetto a sé stessi, alle proprie fondamentali debolezze e alle strategie a disposizione per affrontare e porre soluzioni a problemi personali, di fronte a una sfida collettiva universale.

Le più profonde esperienze, ci hanno insegnato a fare tesoro dei traumi, per non lasciarci andare nel corso degli eventi. Ma bensì riscoprire l’importanza di lasciare andare il passato al passato, ricordandolo – dal latino: «recordare» “richiamare al cuore” – e amandolo. Perché qualsiasi esperienza ci ha permesso di essere ancora vivi nel presente.

La pandemia ha sconvolto le nostre vite.

Eppure ancora oggi possiamo dire di essere vivi nel presente, di avere modo di colorare, con le rinnovate emozioni, i nostri giorni, condividendoli con sé stessi e con gli altri, di ricordare chi non c’è più, con amore.

Percependo noi stessi con la autentica consapevolezza del nostro passato, possiamo amarci per tornare ad amare le bellezze del mondo.

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Info Laurent Vercken de Vreuschmen

Professore di lingue romanze e scrittore. Tra le sue pubblicazioni, le sillogi poetiche: Qualcuno di inadeguato (2018) e Gli sbagliati (2020).

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