Masso del Diavolo
Masso del Diavolo

A casa del Diavolo non può fermarsi nessuno!

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Il Diavolo a casa sua non vuole visitatori.

Secondo la leggenda, se ne accorsero in una notte alcuni viandanti. Stanchi dal lungo viaggi accesero un fuoco vicino ad un grosso sasso, situato sui monti sopra le Cinque Terre, nel tentativo di ripararsi dal vento freddo.

I malcapitati notarono inoltre una giovane figura di donna che non riusciva stranamente a smettere di danzare. Ma l’ultima raffica di vento fu per loro fatale! Il gruppetto si trovò nell’oscurità e scorse qualcosa di ancora più terrificante. Qualcuno emise uno strano suono e – la storia racconta – in mezzo alla polvere, videro il Diavolo in persona che li fissava e li cacciò via.

Quella misteriosa roccia dove i viandanti cercarono riposo corrisponde oggi al gigantesco macigno poco lontano da Biassa, passato il crinale sulla via che porta a Monasteroli e Schiara, nel cuore delle Cinque Terre.

Il Masso del Diavolo rimane così avvolto nel mistero e corrisponde al complesso dei menhir di Tramonti (Campiglia, La Spezia) che in realtà sono tre.

Per anni sono stati oggetto di studio per gli archeologi. Soprattutto dopo che il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, fu notata l’ombra del menhir di Tramonti proiettata nella metà esatta di un muro a secco posto davanti allo stesso.

Accanto al megalite inoltre sono poste due pietre: una con un foro circolare e l’altra con uno rettangolare, che alimentano l’ipotesi di un’antica funzione rituale, sebbene in seguito al loro ritrovamento su quella più grande sia stata posta una croce come a cristianizzarla.

Un’altra curiosità misteriosa che interessa l’affascinante menhir è legata agli indecifrabili lampi di luce che dal Masso del Diavolo che si alzavano verso il cielo.

E sembravano volare fino a quella che veniva considerata l’Isola dei Defunti, ovvero presumibilmente la Corsica.

Lampi, donne danzanti e leggende diaboliche aumentano il fascino di un luogo magico in cui passeggiare, guardandosi però sempre le spalle.

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Info Francesco Crisanti

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Docente di lettere e storico dell'arte, ma anche collezionista di dischi, libri e fumetti. Ha pubblicato: "Un capolavoro senza tempo. La Basilica di San Piero a Grado", una guida sull'Abbazia di Borzone oltre ad un testo di narrativa per ragazzi intitolato "Ventitré" e ha un cassetto pieno di nuovi progetti, testi e idee che non vedranno mai la luce o forse sì... ci penseremo domani.

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