Ex colonia Devoto
Ex colonia Devoto

Qualcuno mi sta fissando da quelle finestre!

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A circa 40 chilometri dalla città di Genova, esiste un antico edificio fatiscente che si erge in mezzo ai boschi del monte Zatta nel comune di Mignanego.

Si tratta dell’ex Colonia Devoto, struttura eretta nel 1930 con lo scopo di accogliere giovani provenienti da famiglie povere e orfani.

Fu Antonio Devoto, filantropo di Lavagna, che decise di finanziare e costruire questo complesso sulla base di curiosi principi architettonici. La struttura doveva avere 5 piani e 365 finestre, una per ogni giorno dell’anno, anche se non fu mai chiara l’origine di questi criteri e con il tempo fu abbandonata.

Fu colonia per bambini, ma anche casa di recupero per tossicodipendenti in un secondo momento, e le leggende sullo spiritismo iniziarono proprio in questo periodo.

Visioni, allucinazioni e il suicidio del custode ampliarono le storie su questo misterioso edificio.

Quello che resta oggi è uno scheletro con silenti corridoi pieni di vecchie suppellettili vandalizzate. Dall’esterno, si notano i vetri in frantumi delle persiane rosse. Entrando si respira un’aria sinistra, inquietante.

Non si può fare a meno di pensare a chi ha abitato questo luogo lasciando la sua impronta nelle piccole cose: che le loro anime stiano ancora vagando dentro queste mura umide?

Di notte c’è chi giura di aver visto luci all’interno, ombre sulle pareti, ma anche strane persone passeggiare per i corridoi.

Rumori sospetti, grida di bambini e il timore veniva acuito dalle molte finestre, come occhi impertinenti fissavano l’oscurità e le persone non osavano andar oltre di notte. Ho provato ieri sera a ritornare all’ex colonia Devoto, avventurandomi da solo nel buio.

Sono sceso dalla macchina e mi sentivo al centro dello sguardo di molti occhi, non era una bella sensazione e sarà stata la suggestione o la solitudine, ma in quel luogo posso garantire che c’è qualcosa di fantasmatico, degno di un vero Ghostbuster!

Immagine di Copertina: Giorni Rubati
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Info Francesco Crisanti

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Docente di lettere e storico dell'arte, ma anche collezionista di dischi, libri e fumetti. Ha pubblicato: "Un capolavoro senza tempo. La Basilica di San Piero a Grado", una guida sull'Abbazia di Borzone oltre ad un testo di narrativa per ragazzi intitolato "Ventitré" e ha un cassetto pieno di nuovi progetti, testi e idee che non vedranno mai la luce o forse sì... ci penseremo domani.

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