Conca di By
Conca di By

Da Genova alle Alpi Pennine, eccoci nella Conca di By tra musica e verdi pascoli

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Conca di By. Chi la conosce alzi la mano.

In realtà a Genova ci sono parecchie persone che la conoscono. E’ uno di quei luoghi fuori Liguria dove è quasi più facile ascoltare parole pronunciate con cadenza zeneise che con gli accenti autoctoni.

Conca di By
Conca di By

Qui la lingua autoctona è il patois valdostano della Valpelline, quell’angolo della Valle d’Aosta centrale stretto tra la bella città di Aosta “la Roma delle Alpi”, il rude Passo del Gran San Bernardo e le vette del Grand Combin, della Grande Tete de By, del Mont Gelè, al confine con la Svizzera.

La Conca di By è un pianoro erboso e disabitato a duemila metri di quota, con una qualche somiglianza a quella che era la conca del Breuil prima dell’invenzione di Cervinia.

Mucche di razza valdostana

Pascoli fioriti circondati da creste rocciose e innevate, punteggiati da radi alpeggi in pietra, dove ruminano giovani manzi dal manto scuro, di quella razza Valdostana Pezzata Nera che costituisce il gruppo bovino autoctono originario dell’arco alpino.

Dalla Conca una scarpata ripida scende verso un ramo laterale della Valpelline dove si spargono tra prati e boschi le borgate del comune di Ollomont- La via normale per salire alla Conca è un facile sentiero che parte dalla più alta frazione di Ollomont, Glassier, a 1550 metri di quota e sale con un dislivello di circa 450 metri. Un’ora e mezzo di cammino possono bastare anche per i più “pigri” degli escursionisti.

C’è anche una strada che raggiunge la Conca, lunga e sterrata ma facile per ogni tipo di auto e splendidamente panoramica, dalla quale guardando verso sud si vede benissimo la punta triangolare della Grivola, poco meno di 4000 mt nel cuore del massiccio del Gran Paradiso.

Per comprensibile ragioni di tutela ambientale la strada è sempre aperta per gli allevatori degli alpeggi ma è percorribile in auto dai turisti solo in occasione di eventi culturali all’aperto organizzati nello splendido paesaggio alpino.

Passeggiata in Conca di By

C’è un edificio in pietra, legno e mattoni, al limitare della Conca, la Casa Farinet, che ospitò a lungo Luigi Einaudi (che tra le altre sue attività fu anche il secondo Presidente della Repubblica Italiana, dal 1948 al 1955).

I prati intorno a Casa Farinet sono una delle sedi degli eventi di un festival musicale, Combin en Musique, che ogni estate richiama un pubblico di estimatori in diverse località della Valpelline.

Festival organizzato e gestito totalmente da genovesi, un nutrito entusiasta drappello di artisti, musicisti, grafici, giornalisti che dedicano gran parte della loro estate alla cultura-in-montagna.

Praparativi del Festival musicale

Cultura musicale ma non solo, c’è spazio anche per le arti figurative, le escursioni geologiche, insomma la musica, pur preponderante e con musicisti anche di fama internazionale, come il genovese Dado Moroni, è solo una delle numerose forme di Cultura che queste montagne “colonizzate” dai genovesi offrono a chi sale quassù per conoscerle e amarle.

Sono fortunati quei genovesi, quei liguri, che scelgono di trascorrere una parte della loro estate in Valpelline, a Ollomont e di salire quando se ne presenta l’occasione alla Conca di By.

Musica all’aperto

Sono posti dove alle nove del mattino, mentre gran parte dell’Italia boccheggia nell’anticiclone africano e volano gli aerei a spegnere incendi, il termometro dell’automobile segna 9 gradi sotto un cielo limpidissimo e fresco.

E può anche succedere, ma non è mai possibile saperlo in anticipo, di trovarsi seduti a cene conviviali in cui il pesto preparato con vero basilico genovese si affianca alla vera fontina d’alpeggio e al pane di segale con le castagne.

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Info Gianni Dall'Aglio

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Genovese, per ragioni familiari divido (anzi, raddoppio) la mia vita tra Genova e Sanremo. Dopo la laurea in Geologia ho lavorato all’Università di Genova ma da più di vent'anni collaboro con case editrici locali e nazionali come autore di libri, guide, articoli su turismo, storia, arte e scienze; sono Direttore Responsabile del Gazzettino Sampierdarenese, socio del Club per l'UNESCO di Sanremo e delegato regionale del FAI, Fondo Ambiente Italiano. La mia famiglia comprende anche cinque gatti e un numero quasi incommensurabile di alberi di bosco e piante da giardino.

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