Panorama Noli dal Castello

Discendesi in Noli con esso i piè…

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“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli / montasi su in Bismantova e ‘n Cacume / con esso i piè, ma
qui convien ch’om voli” Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, canto IV, vv. 25-27.

Porta San Giovanni
Porta San Giovanni

Per indicare quanto è difficile la prima parte della salita sul monte del Purgatorio, Dante la paragona a quattro località italiane famose per le asprezze ripide delle strade (o piuttosto dei sentieri) che le raggiungono. E una di queste quattro è Noli.

Non ci sono documenti che certifichino la presenza di Dante a Noli durante gli anni del suo esilio
ma essa è data per molto probabile, per non dire certa, da alcune tradizioni popolari nolesi che si
tramandano da secoli e soprattutto da un attento lavoro di ricerca storica, letteraria e topografica
compiuto negli anni recenti da uno studioso nolese, Giovanni Toso, lavoro documentato
dall’interessante volume “Dante, Noli e il Purgatorio. La scoperta dell’anello mancante da 700
anni nella vita del poeta e nella Commedia”.

Insomma, parrebbe proprio che il cosiddetto Sommo Poeta abbia soggiornato a lungo a Noli, tanto quanto gli sia stato sufficiente per farsi venire l’idea di costruire il suo monte del Purgatorio
copiando quasi pietra su pietra, gradino su gradino, sentiero per sentiero il monte Ursino, cioè la
collina che dalla spiaggia e dal centro storico di Noli sale sino al Castello che fu dei Marchesi Del
Carretto, prima che Noli diventasse la quinta Repubblica Marinara legata politicamente a Genova
con una sorta di libera associazione.

Usando questa ipotesi storico-letteraria come intelligente alibi ogni tanto vengono organizzate
escursioni guidate al Castello che partendo dalla bella Loggia della Repubblica Nolese, al limite tra
centro storico e Aurelia, raggiungono (in salita leggera) la chiesa e il palazzo dell’antico
Vescovado, oggi trasformato in hotel chic con ristorante stellato, e poi affrontano la salita al
Castello; qui la salita si fa ripida e un po’ sconnessa, ma è molto interessante dal punto di vista
storico ed emotivo sia perché mettendo “esso i piè” su quei sassi, su quei gradoni, si può
immaginare di camminare fianco a fianco a Dante “ghibellin fuggiasco” ricercato dal governo di
Firenze, sia perché si può vivere la salita come un’esperienza spirituale, una forma di espiazione e
purificazione analoga a quella vissuta da Dante nel suo viaggio ultraterreno.

Noli: quell’escursione dantesca

Panorama dal Castello verso Spotorno e Bergeggi
Panorama dal Castello verso Spotorno e Bergeggi

Purtroppo non sono in grado di fornire indicazioni precise sulle modalità, la frequenza e le date di
queste escursioni; il bailamme della pandemia ha sconvolto la programmazione degli eventi turistici per mesi e mesi e forse occorrerà vivere “alla giornata” anche l’estate incipiente, fra prenotazioni obbligatorie, gruppi a numero chiuso e rischi della variante Delta (sperando che poi non arrivino la variante Epsilon, e poi la Zeta, la Eta, la Theta…).

Io ho partecipato a una escursione organizzata poche settimane fa dalla Delegazione di Savona del FAI, Fondo Ambiente Italiano, durante la quale la guida, un giovane architetto nolese, ha raccontato al gruppetto di volenterosi e accaldati escursionisti la storia di Noli, dalle sue probabili origini in epoca romana al XX secolo, e ha fatto notare ogni volta che era possibile le analogie orografiche e topografiche tra la collina di monte Ursino che stavamo salendo e il monte del Purgatorio così come viene descritto nella Commedia; e le analogie in effetti ci sono.

L'architetto Alessandro Piovano durante l'escursione
L’architetto Alessandro Piovano durante l’escursione

A conclusione di tutto, al sommo della salita, c’è la visita all’interno del Castello, custodito dai volontari dell’associazione “Civitas Nauli”; dell’edificio rimangono solo alcuni ruderi, originariamente era parecchio più vasto, ma sono ruderi suggestivi e splendidamente
panoramici. Insomma, quell’escursione dantesca durata in tutto un paio d’ore è stato un magnifico modo di conoscere una località tra le più belle della Liguria in maniera meno usuale, meno banale del semplice sbattersi su una spiaggia e fare il bagno.

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Info Gianni Dall'Aglio

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Genovese, per ragioni familiari divido (anzi, raddoppio) la mia vita tra Genova e Sanremo. Dopo la laurea in Geologia ho lavorato all’Università di Genova ma da più di vent'anni collaboro con case editrici locali e nazionali come autore di libri, guide, articoli su turismo, storia, arte e scienze; sono Direttore Responsabile del Gazzettino Sampierdarenese, socio del Club per l'UNESCO di Sanremo e delegato regionale del FAI, Fondo Ambiente Italiano. La mia famiglia comprende anche cinque gatti e un numero quasi incommensurabile di alberi di bosco e piante da giardino.

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