Inaugurazione dell'anno giudiziario, la fotografia della criminalità a Genova

Inaugurazione dell’anno giudiziario, a Genova aumentano i crimini commessi da minori

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In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2024, la magistratura genovese fotografa la situazione regionale e genovese in termini di criminalità. Nella sua relazione, il procuratore generale di Genova Mario Pinelli ha evidenziato il problema dei crimini commessi dai minorenni e come molti di loro siano in mano alla criminalità organizzata.

Se infatti i reati commessi dai minori di 14 anni diminuiscono in generale, aumentano però i procedimenti a carico di imputati minorenni di età superiore ai 14 anni (1.844 iscrizioni contro le precedenti 1.665), con una crescita del 30% rispetto al 2021.

Minori stranieri non accompagnati, l’ombra della criminalità organizzata

Un aumento importante si registra, continua il Procuratore, nei minori stranieri indagati, per lo più non accompagnati, da 777 a 1.110 casi, con una crescita addirittura del 43%. Si registra «una diffusa estrinsecazione di violenza, resa palese anche dalla crescita di reati quali le rapine».

Questo tipo di reato commesso da minorenni passa infatti da 102 a 125 procedimenti, i furti da 277 a 335 e i reati in materia di stupefacenti da 246 a 263. Anche le violenze sessuali sono più che raddoppiate, con diversi episodi di violenza di gruppo. Un’attenzione in particolare alle casistiche con vittime minorenni, che sono passate da 38 a 55. 

«Il quadro, cosi sommariamente esposto, in assenza di decisi interventi anche sul fronte repressivo, sarà purtroppo destinato ad aggravarsi ulteriormente, specie con riferimento a tutta la vasta galassia di reati, in primis quelli predatori, che, allo stato, non determinano alcuna tangibile conseguenza per gli imputati minorenni», spiega Pinelli.  

Una riflessione va fatta come inclinazioni criminali in molti ragazzi si manifestino quasi subito dopo il loro arrivo in Italia. Ciò può far supporre realisticamente che prima ancora della partenza dalle coste del nord Africa questi giovani siano instradati in canali di illegalità per mano delle organizzazioni criminali. Potrebbe esserci dietro un’affiliazione di tipo mafiosa anche nell’aggregazione di baby gang.

Oltre al problema dei migranti, il Procuratore ha parlato dell’aumento della violenza di genere, delle problematiche carcerarie e la difficoltà nella gestione dei processi per i magistrati

Si è detta d’accordo anche la presidente della corte d’appello di Genova Elisabetta Vidali, che ha ragionato anche sulle problematiche date dai tanti tentativi di riforma dell’iter processuale. «In discorso principale è chiedere, e lo chiedono tutti i giuristi, un fermo alle riforme perché purtroppo seppur con i migliori intenti il legislatore pone mano alle regole e, ogni volta che pone mano, per noi saltano tutti i sistemi di applicazione e dobbiamo riadattarci e questo crea un ulteriore rallentamento dell’azione giudiziaria», ha dichiarato Vidali.

Un’altra criticità che emerge dalla cerimonia di ieri è la mancanza di risorse, sia in termini economici che di organico, che si riflette anche nella gestione dei processi. «Viaggiamo ormai verso il 50% di posti scoperti, sia per quanto riguarda il personale amministrativo che per i magistrati. Il personale è mediamente anziano e appena può ovviamente si pensiona, perché la fatica è doppia in questo momento a lavorare. Quindi noi avremmo l’impegno e il metodo per affrontare l’arretrato, non abbiamo le risorse né gli strumenti, ma siamo tutti pronti comunque a impegnarci per questo fine».

Vidali nel suo intervento si è concentrata su due problemi emergenziali in Liguria: i morti sul lavoro e le violenze di genere

«Sono due tematiche in crescita nell’ambito dei fenomeni criminosi del nostro distretto, che va da Imperia a Massa. Per entrambi ci vuole un lavoro sinergico con le altre istituzioni, ci vuole un lavoro di prevenzione per quanto riguarda gli infortuni, ci vuole un lavoro culturale per quanto riguarda la violenza di genere».

Sui minori non accompagnati, Vidali commenta l’incremento dei numeri di questo fenomeno e come il numero di reati commessi da questo segmento di giovani sia molto più alto rispetto a città paragonabili a Genova, come Milano, Firenze o Bologna. «Quindi probabilmente ha ragione anche il Procuratore generale quando dice che c’è il rischio di infiltrazioni di carattere criminale, organizzazioni che hanno buon gioco a reclutare i soggetti più fragili».

Il maxiprocesso del Ponte Morandi, le sfide per il tribunale per garantire che sia fatta giustizia

La vicenda più clamorosa in termini anche giudiziari degli ultimi anni in Liguria rimane il procedimento sul crollo di Ponte Morandi. Un processo epico anche per i numeri delle persone coinvolte tra accusati, avvocati e parti civili (solo i difensori sono più di un’ottantina), oltre che per la mole dei documenti.

Videla in tal senso si complimenta con i colleghi che «si stanno impegnando al massimo anche il numero delle udienze è significativo, ma sono riusciti a trovare un metodo per concentrare le udienze. Certo, per fortuna alcuni reati non si prescriveranno mai, ma per altri reati minori i termini della prescrizione si avvicinano… ma se si pensa che ci sono 75 terabyte di documenti da esaminare, vagliare e di cui dare conto quando i giudici dovranno redigere la motivazione, si capisce che è un lavoro immenso. Anche solo a leggere i capi di imputazione, sono 1500 pagine, figuriamoci poi il resto del processo!»

Ancora nessuna data certa per la sentenza, ma la magistratura genovese garantisce il massimo impegno per procedere il più rapidamente possibile.

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Info Laura Casale

Laureata in Comunicazione professionale e multimediale all'Università di Pavia, Laura Casale (34 anni) scrive su giornali locali genovesi dal 2018. Lettrice accanita e appassionata di sport, ama scrivere del contesto ligure e genovese tenendo d'occhio lo scenario europeo e internazionale.

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