Europa sovrana: Le promesse all’Italia in 10 punti

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Van der Leyen, in un’insolita veste sovranista, da Lampedusa non può che concordare con la linea della difesa dei confini.

“Siamo noi a decidere chi entra e non entra in Europa e non i trafficanti'”.

Ha dichiarato la presidente della Commissione europea questa mattina.


La crisi migratoria non è solo un fenomeno italiano, ma una questione che interessa tutta l’Unione Europea. In una mossa che segna un marcato cambio di rotta nella politica UE, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, si è presentata a Lampedusa, delineando un piano in dieci punti che mira a sostenere l’Italia nella gestione dei flussi migratori.

Curiosità: in un momento così significativo per la convergenza di interessi tra Italia e Europa, alcune delle principali testate della stampa italiana stentano a riportare la notizia.

Europa sovrana: Le promesse all’Italia in 10 punti:

1. Solidarietà e Supporto Concreto
Il primo punto sottolinea l’urgente necessità di prestare assistenza a Lampedusa, attraverso un intervento coordinato di Frontex e altre agenzie europee, per gestire con efficacia l’arrivo e l’identificazione dei migranti. Questo rappresenta un passo significativo verso un’Europa più unita e solidale, che condivide il peso delle crisi migratorie.

2. Ricollocazione dei Migranti
L’intenzione è quella di attivare meccanismi di solidarietà volontaria tra i Paesi membri, facilitando il trasferimento dei migranti da Lampedusa ad altre destinazioni, promuovendo così una distribuzione più equa dei rifugiati in tutta l’Unione Europea.

3. Rafforzamento dei Rapporti con i Paesi di Origine
Questo punto del piano si focalizza sul rafforzamento della cooperazione con i paesi di origine, utilizzando le strutture di Frontex per facilitare il rimpatrio dei migranti, un’operazione cruciale nel mantenimento dell’ordine e della sicurezza.

4. Lotta ai Trafficanti
Il quarto punto sottolinea la necessità di aumentare gli sforzi nella lotta contro i trafficanti, implementando legislazioni più severe e potenziando la collaborazione con i paesi di origine e transito, in modo da smantellare le reti criminali.

5. Intensificazione della Sorveglianza in Mare
In questo punto, si parla dell’intensificazione della sorveglianza marittima e aerea, esplorando anche la possibilità di lanciare nuove missioni navali per prevenire gli arrivi illegali e proteggere le frontiere esterne dell’UE.

6. Contrastare la Logistica dei Trafficanti
L’UE intende prendere misure concrete per interrompere la logistica dei trafficanti, garantendo la confisca e la distruzione delle imbarcazioni utilizzate per il traffico di esseri umani, un’iniziativa chiave per contrastare il fenomeno della tratta.

7. Efficienza nel Processo di Asilo
L’introduzione di personale specializzato dell’Agenzia UE per l’asilo per affiancare le autorità italiane, accelererà il processo di esame delle domande di asilo, garantendo una gestione più efficiente e rapida.

8. Creazione di Corridoi Umanitari
Per spezzare il ciclo della migrazione illegale, l’UE promuoverà l’implementazione dei corridoi umanitari, una strategia che offrirà alternative valide e sicure ai migranti, combattendo contemporaneamente le false narrazioni propagate dai trafficanti.

9. Collaborazione con le Agenzie ONU
In un tentativo di garantire una protezione continua dei migranti, l’UE intende rafforzare la collaborazione con le agenzie ONU, in particolare l’UNHCR e l’OIM, per assicurare la salvaguardia dei diritti umani anche durante i rimpatri.

10. Cooperazione con la Tunisia
Infine, l’UE prevede di intensificare la cooperazione con la Tunisia, elaborando nuovi progetti per combattere il traffico illegale di migranti e sbloccare fondi significativi per sostenere queste iniziative.

Con questo piano, l’Unione Europea dimostra una nuova direzione nell’approccio alla questione migratoria, promettendo un sostegno concreto all’Italia e lavorando per una soluzione più unita e solidale. L’Italia non è più sola: l’Europa intera è ora impegnata a costruire un futuro più sicuro e sostenibile per le comunità di tutti gli stati membri.


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Articolo a cura di un collaboratore indipendente. N.d.R: L’opinione degli autori non coincide necessariamente con quella della Redazione.

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