Nascita di Ostium

Ostium, studi sulla colonia originaria tra mito, leggenda e evidenze archeologiche (seconda parte)

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Riguardo la fondazione di Ostium, le fonti storiche e quelle bibliografiche degli archeologi e degli studiosi non sono ancora concordi e pertanto le date della nascita e le origini geografiche della città originaria restano dunque tuttora controverse e dibattute. 

Secondo la carta “Descrizione topografica della Campagna romana” 1:60.00, elaborata da Luigi Canina nella metà dell’Ottocento, il mistero si infittisce ulteriormente sebbene se ne discuta poco. Infatti, secondo alcuni il primo sito sarebbe dovuto sorgere tra le località di Dragona e Dragoncello, dai tre ai quattro chilometri in linea d’aria più a Nord-Est dell’attuale Ostia Antica. 

Sappiamo tuttavia con certezza che la colonia che prese il nome di Ostium si chiamava precedentemente “ripa latina o romana”, poi “ripa greca” includendo anche le saline, quando il “littus tuscus” o “ripa veiens”, il versante settentrionale del Tevere e le sue saline, di molto anteriori a quelle ostiensi, erano state tolte da circa un secolo agli Etruschi veienti dai Romani che secondo la tradizione erano stati guidati da Romolo.

Non essendo però mai stati rinvenuti reperti anteriori all’età repubblicana nel sito archeologico attuale di Ostia Antica, sembra ancora dibattuta anche la possibile e realistica localizzazione della originaria colonia, fondata secondo la leggenda dal quarto re di Roma Anco Marzio, dal momento che la foce del Tevere dall’VIII al IX secolo fino al IV secolo avanti Cristo subì una diversione da Nord a Sud verso l’attuale foce tale da rendere di fatto improbabile una simile possibilità.

Posto anche in considerazione l’ulteriore grado di avanzamento verso l’entroterra della linea di costa, pari a circa 3.700 metri dal 633 a.C. al 1874, il nucleo originario sarebbe dunque da ritenersi effettivamente collocato nei pressi dell’attuale borgo medievale di Ostia Antica, chiamato originariamente Gregoriopoli, del quale avremo occasione di parlare nel corso dei prossimi capitoli, dove il ritrovamento di reperti di età villanoviana confermerebbero tale ipotesi da parte degli studiosi. 

Nel 49 avanti Cristo, Ostia divenne colonia autonoma e iniziò a dotarsi di propri magistrati: tra i maggiori membri dell’aristocrazia locale che rivestirono più volte la carica: Pubblio Lucilio Gamala (contemporeaneo di Cicerone) e Gaio Cartilio Poplicola (sostenitore di Ottaviano).

Durante il governo di Augusto, Agrippa, fece costruire il teatro tra il 18 e il 12 a.C., e probabilmente fu eretto anche il Foro Ostiense e un acquedotto pubblico.

In seguito il teatro fu ulteriormente ingrandito fino a raggiungere la capienza di quattromila spettatori, mentre alle vecchie case edificate fino ad allora, le domus repubblicane, si sostituirono moderne dimore con giardini e cortili porticati e pavimentati. 

L’avvento dell’uso del mattone fece nascere le insule, case su due piani dotate di vetrate, che venivano affittate, obbligando nel tempo l’amministrazione a dotarsi di una sorta di piano regolatore che consentì di progettare e realizzare interi quartieri urbani in grado di dare alloggio e accoglienza sia ai residenti che a coloro che lavoravano o comunque transitavano per il porto fluviale di Roma imperiale.. 

Fonti storiche e bibliografiche di questa ricerca

– Livio, Periochae, Ab Urbe Condida libri;

– Plutarco, Vita di Silla;

– Fasti Ostiensi;

– G. Calza, Scavi di Ostia I, Topografia generale, 1953, Roma; 

– F. Coarelli, Il castrum di Ostia, in Storia di Roma I, 1988, pag. 136 e ss;. 

– G. De Nisi, Seguendo l’antica via Severiana” edita da Istituto Pio XI, 1985; 

– S. Lesti, Ostium e Portus dalle origine antiche all’età moderna, 2019, Edizioni International Multisport Foundation;  

– R. Meiggs, Roman Ostia, Oxford, 1973;

– C. Pavolini, La vita quotidiana a Ostia, 1986, Roma-Bari;

– G. Ponzi, Il Tevere e il suo delta, 1875;

– Alessandro Ricci, Viaggi, itinerari, flussi umani, il mondo attraverso narrazioni rappresentazioni e popoli; Edizioni Nuova Cultura, 2014, pag 777;

– Fausto Zevi, “Sulle fasi più antiche di Ostia”, in Gallina Zevi – Claridge 1996, Roma; 

– F.Zevi, Costruttori eccellenti per le mura di Ostia. Cicerone, Clodio e l’iscrizione della Porta romana, Rivista di Archeologia, III serie, XIX-XX, 1996-1997, pp. 61-112.

– www.treccani.it

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Info Stefano Lesti

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Stefano Lesti, classe 1970, vive e lavora a Roma. Scrittore, giornalista, saggista, poeta e divulgatore storico; dirige giornali e la comunicazione di importanti società sportive nazionali.

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