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Una blockchain

Criptostorie: viaggio nella Finanza 3.0. La blockchain

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Quando ero bambino, sognavo a occhi aperti. Viaggiavo verso mondi fantastici pieni di animali, mostri, creature che sembravano nate da un incontro tra Cronenberg e Giger.  Incontravo tanta gente, nuovi amici, alcuni con sembianze umanoidi e altri con caratteristiche zoomorfe.

E pensare che ancora non avevo letto “Il libro degli esseri immaginari” di Borges.

Tra i vari voli pindarici, ogni tanto giocavo con dei pupazzi ma soprattutto con i Lego e le ‘macchinine’. C’era un oggetto però che attirava la mia attenzione più di ogni altra cosa. Lo associavo con molta probabilità alla categoria dei ‘pupazzi’ ma sapevo che aveva un suo nome, strano e particolare: matrioska.

Le matrioska hanno una lunga storia, si dice siano state create in Giappone da un monaco russo e, probabilmente, l’idea di matrioska si basa sul concetto delle scatole cinesi.

Che cosa accomuna la matrioska e la scatola cinese? La possibilità di inserire un oggetto dentro l’altro. Nel caso delle matrioska, il fatto simpatico è che spesso rappresentano una sorta di albero genealogico: le prime due, le più grandi, sono i genitori, poi i figli, i nipoti e così via.

Ma che cosa c’entra la matrioska con la blockchain?

Partiamo dalla definizione stessa: blockchain, letteralmente dall’inglese, significa “catena di blocchi”.

All’interno di tali blocchi vi sono delle informazioni, dati che si concatenano in ordine prettamente cronologico.

L’integrità e la sicurezza dei suddetti blocchi (e di ogni dato al loro interno) è garantita attraverso l’uso del linguaggio crittografico (crittografia – dal greco κρυπτóς, kryptós, “nascosto”, e γραφία, graphía, “scrittura” – utilizzata nel settore informatico per codificare i messaggi e renderli indecifrabili all’occhio umano).

Inoltre, ciò che contraddistingue la blockchain è l’immutabilità. I dati, una volta scritti, non possono essere né modificati, né eliminati.

Proviamo ad analizzare il concetto attraverso fonti di libero accesso. Questa è la definizione che ci fornisce Wikipedia:

«Una blockchain è un registro digitale aperto e distribuito, in grado di memorizzare record di dati […] in modo sicuro, verificabile e permanente».

La blockchain è un DLT, distributed ledger technology,

una tecnologia che funge da registro digitale, aperto e accessibile a tutti, distribuito sull’intera rete di network.

Come un registro fisico, memorizza al suo interno record (dati) di qualsiasi genere. Possiamo utilizzare una blockchain per memorizzare dati bancari o medici; risultati scolastici ed esiti di votazioni politiche; raccolta firme per una petizione. Le idee e gli utilizzi sono vari e molteplici.

Adesso, cerchiamo di tornare all’esempio iniziale: abbiamo detto che la matrioska padre o madre contiene al suo interno la/il figlia/o.

Ogni blocco contiene sempre delle informazioni relative al blocco precedente.

Ogni blocco dati sulla blockchain contiene delle informazioni crittografiche specifiche.

Due di queste sono sequenze alfanumeriche che identificano l’identità e la validità del blocco precedente e dell’intera catena di blocchi.

Se consideriamo queste etichette di informazioni come delle piccole scatole, iniziamo a capire il collegamento con le matrioska. I blocchi sono sì sequenziali ma, allo stesso tempo, portano con loro un pezzetto del loro vicino e un pezzetto dell’intera storia dei blocchi, un po’ appunto come un albero genealogico.

I dati sono quindi conservati in modo:

  • sicuro grazie alla crittografia;
  • verificabile poiché ogni singolo blocco possiede informazioni sul suo vicino e sull’intera catena;
  • permanente, proprio per la condivisione di informazioni tra i vari blocchi.

La domanda che potreste farmi ora è:

la blockchain contiene dei dati immutabili, quindi permanenti.

Ma se tentassimo di cancellarli? Chi o cosa me lo impedirebbe?

Vi risponderò la prossima volta…

 

Leggi anche > Criptostorie: viaggio nella Finanza 3.0. La criptovaluta

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Info Davide Serranò

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Consulente filosofico, cripto-investitore e musicista. Appassionato di Informatica, ha intrapreso la carriera di Data Analyst.

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