Cambiamenti climatici Glasgow
Proteste contro i cambiamenti climatici

Cambiamenti climatici: Glasgow può essere l’ultima chiamata

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A causa dei cambiamenti climatici prodotti dalle emissioni di gas climalteranti dell’uomo in atmosfera la fine della nostra civiltà potrebbe già essere messa in discussione entro il 2050.

Questo scenario è la sintesi di un rapporto scientifico presentato dal direttore del Break Trought National Center for Climate Restoration di Melbourne in Australia.

Questo futuro che si preannuncia catastrofico per l’umanità  proviene dal paese il cui premier , Scott Morrison, avrebbe deciso di disertare l’appuntamento di Glasgow la seconda settimana di novembre.
Appuntamento nel quale è prevista la CoP 26, in cui 197 capi di stato si riuniranno per decidere, possiamo dirlo, le sorti dell’umanità.

Questo summit è, per importanza, secondo solo a quello di Parigi del 2015.

Durante quell’incontro, lo ricordiamo, venne elaborato e sottoscritto un documento teso a richiedere a tutti i paesi di proporre azioni tese a contenere le emissioni di Co2 al fine di mantenere l’aumento delle temperature globali medie a fine secolo entro i 2 gradi. E di impegnarsi poi ad avviare un processo di de carbonizzazione totale entro il 2050.
Qualcuno ricorderà che il presidente Trump l’anno successivo alla firma posta da Obama a quell’accordo decise di ritirare la sua delegazione in quanto scettico sul problema dei cambiamenti climatici.

Adesso con Jon Biden anche la delegazione USA sarà al tavolo organizzato dall’ONU nella città scozzese di Glasgow dal 6 al 13 Novembre.

Da questo global meeting dipende il futuro di tutti noi.

Se la CoP 26 fallirà il suo obiettivo di trovare un accordo collegiale tra tutti i paesi coinvolti, allora prepariamoci a doverci difendere da  eventi meteo catastrofici ad ogni latitudine del pianeta.

Senza impegni politici e finanziari c’è un alto rischio di fallimento.

Allo stato attuale i 114 paesi che rappresentano il 49% delle emissioni globali di Co2 hanno presentato un NDC (National Determined Contribution) che proiettano un aumento del riscaldamento globale a 2,8 °C. Una direzione che espone l’umanità a confrontarsi contro scenari devastanti.

Gli scienziati ci dicono che superati i 3 gradi sarà molto difficile riportare la lancetta verso valori più bassi. Mentre sarà molto probabile che l’azione esotermica proseguirà spontaneamente, anche in assenza del contributo dell’uomo.

Andremo quindi  incontro a situazioni climatiche mai sperimentate prima in 200.000 anni di vita del’ uomo sapiens.

La spinta a fare il meglio possibile potrebbe arrivare dai giovani.

Da quei 24 milioni che hanno aderito allo sciopero globale il 24 settembre e si sono ritrovati in tutte le piazze del mondo.

Questa di Glasgow potrebbe davvero essere l’ultima chiamata per i grandi della terra. Quei 5 paesi che da soli, se trovassero un accordo, potrebbero mutare le sorti del futuro del mondo.

Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres si dice molto preoccupato dall’inerzia dei paesi e ricorda a tutti noi che “ i cambiamenti climatici non aspettano le nostre decisioni. Occorre agire subito con coraggio e determinazione altrimenti molto presto sarà troppo tardi per incidere sul fenomeno.”

Walter Pilloni

Divulgatore Ambientale

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Info Walter Pilloni

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Affermato Imprenditore, da anni porta avanti la missione di divulgatore ambientale. Laureato in Giurisprudenza, ha pubblicato centinaia di articoli su clima e ambiente, realizzato 3 libri e un programma tv. Per le sue frequentazioni dei mercati asiatici, è stato nominato Ambasciatore di Genova nel mondo. E' consigliere comunale di VINCE GENOVA.

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