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Green Pass: bilancio positivo per ristoranti e musei genovesi

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A due settimane dall’entrata in vigore del Green Pass, gli esercenti sembrano essersi adattati alle nuove disposizioni senza particolari difficoltà.

La maggior parte degli italiani ha accolto la normativa con un approccio positivo, sentendosi più tutelati nel consumare un pasto al ristorante.

I locali che possono disporre di uno spazio esterno con tavoli all’aperto, non hanno risentito di un calo della clientela.

Anzi si ritengono soddisfatti anche dall’importante presenza dei turisti stranieri arrivati nel Bel Paese in questi mesi estivi.

Alcuni locali decidono di riservare i tavoli interni ai clienti muniti di certificato, mentre coloro che non ne sono provvisti possono usufruire dei tavoli esterni, i più ambiti durante la bella stagione.

Questo però ha scaturito una serie di polemiche a causa di alcuni clienti che si sentono discriminati da tale scelta.

Gli esercenti, pertanto, dopo i mesi difficili derivanti dal lockdown, si ritrovano a dover fronteggiare anche questo tipo di problemi.

A complicare le cose, inoltre, vi è anche una minoranza di cittadini che, non essendo favorevoli al certificato verde, suggeriscono i locali “no Green Pass”.

Ossia, posti dove i gestori hanno deciso di non chiedere il documento agli avventori seppur consci di star andando contro la legge e di rischiare pesanti sanzioni.

Quasi mille i luoghi registrati in tutta Italia, dal bar alla palestra, dal ristorante al cinema vengono segnalati con nome, indirizzo e categoria su una mappa realizzata con Google Maps gestita dal gruppo Telegram.

Gli esercenti che hanno aderito a questa iniziativa, ritengono che il certificato limiti non solo la libertà personale, ma che siano una violazione alla privacy.

Insomma, a fronte di una situazione pandemica che stiamo vivendo da oltre un anno e mezzo, c’è chi ritiene che i cittadini debbano essere liberi di circolare liberamente, senza condizionamenti da certificazione verde. Ciò, inevitabilmente, diventa oggetto di dibattito tra l’opinione pubblica.

Per capire come è stato accolto il Green Pass, ma soprattutto come si riesce a gestire la novità, siamo andati a intervistare due rappresentanti del mondo della ristorazione del capoluogo ligure.

Ai nostri microfoni, il signor Tino, uno dei soci della pizzeria Moromare di corso Marconi, nel seguente video ci descrive la sua esperienza dopo le prime settimane dall’entrata in vigore del Green Pass:

Anche il signor Antonio, proprietario del ristorante pizzeria Punta Vagno in Corso Italia afferma di essere soddisfatto del nuovo provvedimento attuato dal Governo. Anche se, comunque, non mancano incertezze e perplessità in vista dell’autunno.

Nel prossimo video, il nostro intervistato ci racconta come sta rispondendo la clientela a seguito della normativa:

Quello che ora viene da chiedersi è se l’arrivo della stagione autunnale, con il conseguente restringimento all’utilizzo della sola parte interna dei locali, spingerà le persone ancora indecise a vaccinarsi.

Può il Green Pass essere considerato un incentivo per non rinunciare alla socialità che abbiamo dovuto accantonare durante i mesi di lockdown? Forse. Ma non sicuro. Qualcuno potrebbe, infatti, decidere di rinunciare a recarsi al ristorante, e non solo, pur di non aderire alla campagna vaccinale.

Tra i luoghi al chiuso che saranno preclusi ai cittadini privi di Green Pass ci sono i musei.

Al contrario, per gli appassionati dei luoghi della cultura, il nuovo certificato non sembra aver suscitato alcuna reazione negativa, anzi. Per i musei genovesi è stato infatti, record di visitatori in quest’ultimo mese di agosto. E in particolar modo nel periodo di ferragosto.

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Nei primi quindici giorni di agosto i visitatori sono raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2020. Si contano 21.033 presenze contro le 11.395 dello scorso agosto.

Dal 1° maggio a Ferragosto, i visitatori sono passati dai 35.682 del 2020 a 96.712 del 2021. Questi numeri così importanti sono dovuti anche al continuo flusso di turisti stranieri che visita la città di Genova e le riviere.

Nessuna flessione nell’affluenza si è registrata dall’entrata in vigore del Green Pass.

Per saperne di più, siamo andati al Museo di Storia Naturale Giacomo Doria, dove la dottoressa Loredana Ciappino, funzionario amministrativo del museo, ci ha raccontato come i visitatori hanno accolto l’introduzione della nuova certificazione. E delle presenze in continua crescita per la mostra Mythos, da due anni in esposizione al museo, che potrebbe essere prorogata visto il numeroso interesse dei visitatori

La speranza della dottoressa Ciappino è che in autunno i numeri possano crescere ulteriormente. Che i visitatori che scelgono di trascorrere qualche giorno in Liguria, vogliano scoprire non solo le bellezze naturali che offre la regione, ma anche il patrimonio artistico e culturale che durante i mesi di chiusura tutti noi abbiamo dovuto un po’ accantonare.

Testo: Elisabetta Majocchi

Video: Elisabetta Majocchi e Igor Fossa

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Sono laureata in Informazione ed Editoria e da sempre ho una passione per la lettura. I miei altri grandi interessi sono la politica interna ed estera. Inarrestabile curiosa, cerco di raccontare la realtà senza filtri, ascoltando la pluralità delle opinioni. Il mio obiettivo è conoscere, osservare e domandare per essere una buona comunicatrice.

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