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Green Pass: i primi riscontri in Liguria

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Dallo scorso venerdì 6 agosto, è diventato obbligatorio il possesso del Green Pass per poter frequentare tutti quei luoghi a rischio assembramenti, quali bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema, musei, etc…

L’obbligo del Green Pass, ha suscitato diverse polemiche, non solo da parte dei No Vax. Ma anche da parte di alcuni esercenti che ritengono che il nuovo provvedimento possa compromettere la loro già difficile situazione economica.

La maggior parte degli addetti ai lavori, come i ristoratori, i gestori di bar, teatri e cinema, tuttavia, si sono dimostrati favorevoli alla nuova disposizione attuata dal governo Draghi.

In questa settimana noi di Liguria.Today ne abbiamo sentiti alcuni, a cominciare dalla proprietaria del Grace Café di Piazza Palermo:…

…e dal gestore del Bar Peo di Via Isonzo:

Il virus intanto continua a circolare. E considerando l’aggravante delle varianti, il Green Pass è uno strumento che garantisce la possibilità di svolgere quelle attività e di usufruire di quei servizi che potrebbero comportare dei rischi di contagio con maggiore sicurezza.

In base al decreto legge del 23 luglio scorso, tutti i cittadini dai 12 anni in su sono tenuti a esibire il Green Pass per accedere ai ristoranti al chiuso, al cinema, a teatro e a tutti gli spettacoli al chiuso, ai parchi divertimento, ai centri benessere, in palestra, ai centri culturali e sociali, ai musei, ai congressi, alle sale bingo e ai casinò, nelle sagre, negli stadi, ai grandi eventi e ai concorsi pubblici.

Tuttavia non mancano le perplessità sul Green Pass.

Come ad esempio il fatto che occorre esibirlo per consumare al chiuso al tavolo di un bar, ma non per consumare al bancone. O come il fatto che ancora non è ben chiaro come ci si dovrà comportare con queste normative il prossimo autunno.

Ne abbiamo parlato con Il Bar di Via Pisacane:

 

E con l’Hemingways Pub di Via Caprera:

Confusione, riguardo alla normativa attuale e alla prossima stagione, è stata dimostrata anche dal gestore del bar Caprera, di via Caprera.

Mentre il gestore del bar Tortuga di Via Cavallotti – ai nostri microfoni – ha spiegato il suo scetticismo nell’introdurre l’obbligo del Green Pass nel bel mezzo della stagione turistica anziché attendere Settembre per introdurre questa nuova normativa.

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Oltre ai baristi, abbiamo intervistato alcuni gestori di palestre genovesi che sono tra le categorie più duramente colpite dalla pandemia.

Anche i rappresentanti del mondo del fitness, nonostante siano reduci da un lungo periodo di chiusura forzata, si sono mostrati favorevoli alle nuove misure attuate dall’Esecutivo.

Ne abbiamo parlato con una delle responsabili della Palestra Big Gym di Piazza dello Zerbino:

 

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Il certificato verde può essere mostrato sia in formato digitale sia in formato cartaceo ed è possibile ottenerlo dopo aver ricevuto almeno una dose di vaccino contro il Covid-19, di essere risultati negativi al test molecolare/antigenico nelle 48 ore precedenti o di essere guariti dalla malattia negli ultimi sei mesi.

In questa intervista abbiamo invece raccolto la dichiarazione di una delle responsabili della palestra Hi Fit di Via Lungobisagno Istria a Staglieno.

Ma come sempre non sono mancati i furbetti che hanno cercato di aggirare l’ostacolo in maniera poco lecita.

Dall’entrata in vigore della norma, infatti, si è scatenata anche la corsa al Green Pass Falso, da parte di falsari e cittadini che pur non essendo vaccinati non volevano comunque rinunciare a partire per le vacanze, alla cena fuori, o allo spettacolo musicale.

La vendita dei certificati contraffatti avviene su Telegram, un’app di messaggistica scaricabile sul cellulare simile a WhatsApp. Qui i truffatori vendono Green pass fasulli a un costo che va dai 150 euro ai 350 euro.

Peccato che i finti certificati siano facilmente identificabili, in quanto l’app VerificaC19 utilizzata da ogni esercente, riconosce il documento come non valido.

In caso di identificata contraffazione, sono previste multe da 400 euro a 1.000 euro sia a carico dell’esercente sia a carico del trasgressore e la chiusura da 1 a 10 giorni dell’esercizio, nel caso le infrazioni dovessero essere riscontrate per tre volte in tre giorni diversi.

A questo proposito risale a ieri la notizia della prima multa per Green Pass Falso scattata a Genova in un ristorante dove i carabinieri hanno effettuato un bliz a sorpresa, scoprendo inoltre che all’interno del locale si ballava e mancavano gli appositi dispencer con gel igenizzante per le mani.

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Testo: Elisabetta Majocchi

Video: Elisabetta Majocchi e Igor Fossa

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Info Elisabetta Majocchi

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Sono laureata in Informazione ed Editoria e da sempre ho una passione per la lettura. I miei altri grandi interessi sono la politica interna ed estera. Inarrestabile curiosa, cerco di raccontare la realtà senza filtri, ascoltando la pluralità delle opinioni. Il mio obiettivo è conoscere, osservare e domandare per essere una buona comunicatrice.

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