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Giovanni Toti “si scusa” e spera nella grazia

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Capita spesso che un bimbo ottenga con un semplice e maldestro “scusa” il perdono dei genitori dopo una marachella. Che siano scuse sentite o solo un escamotage per tornare a giocare in cortile poco importa, tanto si tratta di bambini. Questo meccanismo, però, si ripetete spesso nella società degli adulti, soprattutto in ambiti in cui non basta chiedere scusa. E per quanto la Santissima morale cristiana ci inviti continuamente a porgere l’altra guancia e perdonare, metterci una pietra su così facilmente non è sempre la scelta migliore.

Stando a quanto scritto dall’avvocato Stefano Savi nel nuovo ricorso presentato al tribunale del Riesame, Giovanni Toti si sarebbe reso conto della prospettazione accusatoria e, pur ritenendo di avere sempre agito nell’interesse pubblico, si sarebbe reso conto della necessità di adeguare futuri comportamenti alla stessa. Un nuovo curioso tassello si aggiunge alla vicenda che dallo scorso 7 maggio va in scena in Liguria.

Basterà un “non lo faccio più?”

“La sua volontà di non violare divieti e di non tenere comportamenti anche solo astrattamente penali lo farà astenere dal proseguire con modalità che, la diversa lettura data dall’accusa, considera illecite o comunque non dovute”, proseguirebbe poi la lettera inviata nella speranza di una revoca degli arresti domiciliari. In parole povere, pur continuando a ribadire la propria “buona fede”, Giovanni Toti avrebbe promesso di non chiedere più fondi ai privati per campagne elettorali e iniziative di partito.

Come se non fosse già ampiamente evidente che certe cose non si fanno, proprio come si spiega ai più piccoli, sorge spontaneo un interrogativo: il padre del megamortaio e di altre fantasmagoriche avventure in giro per la Liguria ha quindi ammesso comportamenti non esattamente in linea con una buona politica oppure no? Comunque sia, per il legale non ci sarebbero inoltre più le esigenze cautelari perché non ci sono elezioni imminenti, come se un eventuale comportamento scorretto di un governatore potesse creare danni solo in fase elettorale.

Tra appelli e problemi

“Anche laddove fossero individuabili o individuate eventuali occasioni per la richiesta di finanziamenti, ovvero situazioni di stallo o di conflitto da risolvere nell’ottica dell’interesse pubblico, è da escludere che Toti possa nuovamente, con immutato approccio, interessarsi di tali vicende o, semplicemente, chiedere a privati dei finanziamenti”, sarebbero altre delle dichiarazioni contenute in un ricorso che sembra ricordare quelle maxi giustificazioni scolastiche da presentare ai professori per non essere interrogati.

Mentre si fa appello alla Costituzione e alla legislazione per revocare la misura cautelare o alleggerirla, la Liguria continua a pagare e patire gravi problemi, dalle infrastrutture al preoccupante aumento della povertà. Nell’attesa che le indagini continuino a far luce sull’intera vicenda resta un dato di fatto: ogni braccio di ferro, scusa o propaganda non fa bene ad una regione che merita attenzione e rispetto.

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Info Alessandro Gargiulo

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Anacaprese trapiantato prima ad Udine e poi a Genova, coltivo la passione per la scrittura e il giornalismo fin da piccolo. Come un vero e proprio girovago, sono giunto in città per frequentare il corso di Informazione ed Editoria ed inseguire il mio sogno. Autentico malato di calcio, ho la fortuna di poter raccontare lo sport su LiguriaDay. Mix vincente tra Cannavacciuolo e Adani, spero in una carriera in cui potermi occupare soprattutto di calcio femminile.

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