Luqanka
Luqanka, l'ultimo romanzo di Ketty D'Amico

Luqanka, il nuovo romanzo di Ketty D’Amico

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Ketty D’Amico è autrice di numerosi libri di cui l’ultimo si chiama Luqanka, la leggenda degli spettri-guerrieri, un romanzo fantasy edito da Team Service Editore.

Gli altri titoli sono: “Volevo uccidere l’albero di Natale”, una tenera favola moderna, “La Camelia nera”, un horror, “La notte delle favole cadenti”,una raccolta di favole, “Jeu u sacciu cu’ sunnu i cristiani”, una raccolta di racconti(anche) in dialetto reggino, tutti editi da Chance Edizioni. E’ anche scrittrice di testi teatrali in dialetto calabrese (reggino), ha all’attivo, anche, una collaborazione con delle riviste multi-tematiche on line.

Amante del mare, della musica, del trekking, delle fotografie, dei cagnolini gestisce dal 2014 un Blog dal nome evocativo “Un Folletto in abito da sera”, in cui crea origami con le parole per decorare il suo mondo.

I contatti social per seguirla nel suo caleidoscopico mondo sono: Ketty D’Amico (lacamelianera) su Facebook, Ladypaperina su Instagram e Mrs. Offriend (il canale) su YouTube.

Andiamo a porle alcune domande.

-Come nasce la tua passione per la scrittura e cosa fai nella vita oltre a scrivere?
Sono una scrittrice e fin da piccola ho guardato alla scrittura come a un qualcosa che andava oltre la semplice costruzione di una frase; era per me un modo per creare mondi fantastici nei quali vivere mille avventure. Sono figlia unica e ho dovuto trovare presto metodi per divertirmi anche da sola. La scrittura mi ha aiutato in questo.

E’ da poco uscito a fine dicembre 2023 il tuo quinto libro “Luqanka. La leggenda degli spettri -guerrieri- “. Parlaci di questo libro dal genere fantasy . Di cosa tratta? Quanto tempo hai impiegato a scriverlo?
“Luqanka,la leggenda degli spettri-guerrieri” (Team Service Editore) è il mio ultimo romanzo fantasy che parla di amicizia, di amore, di coraggio e di vendetta, con molti colpi di scena, momenti divertenti e un finale commovente.

Nato all’inizio come un breve racconto si è ben presto strutturato come un qualcosa di più complesso, a partire dal contesto che ha richiesto ben due anni di studio e scrittura. Rispetto ai libri precedenti per la
prima volta i miei personaggi vivono e si muovono in un vasto regno, Reosta, per il quale è stata necessario disegnare una mappa per fare orientare i miei lettori… e anche me.

Ho dovuto fare, anche, molte ricerche per descrivere in modo esatto alcune caratteristiche dei protagonisti, che sono ragni, conigli, serpenti e via dicendo.

La storia vede come personaggio principale Pol, una piccola rana, che si ritroverà coinvolta in un evento legato al Solstizio d’Estate, a seguito del quale i Luqanka, alberi malvagi, prenderanno vita minacciando la serenità del regno di Reosta.

Hai partecipato alla Fiera della Piccola e Media Editoria lo scorso dicembre, a Roma, con “Volevo uccidere l’Albero di Natale”. Di cosa parla questo libro per bambini a tema natalizio?
“Volevo uccidere l’albero di Natale” (Chance Edizioni) è stato il primo libro che ho scritto e il secondo libro che ho pubblicato. A dispetto del nome, è una storia che celebra il Natale e i sentimenti più puri che a esso sono legati: non solo l’amore ma, anche, l’inclusione, il rispetto, la
comprensione e la generosità.

È la storia di una bimba di 4 anni, di nome Anna, raccontata dalla stessa protagonista ormai divenuta adulta. Anna, figlia unica, vede nell’Albero di Natale un nemico perché ruba le attenzioni degli adulti, una cosa per lei non accettabile. Inventa, perciò, mille stratagemmi per mandare via dalla sua casa – e dal mondo – questo “Essere peluscetto e nataleggiante”. Scoprirà alla fine come le parole siano importanti e come è importante far attenzione a ciò che si desidera: essere accontentati talvolta non è una vittoria ma una sconfitta.

Parlaci brevemente dei tuoi libri precedenti: “La Camelia Nera”, “La Notte delle Favole cadenti” e”Jeu u sacciu cu’ sunnu i cristiani”.
“La Camelia Nera” (Chance Edizioni) è un romanzo horror che vede protagonisti una Moglie, un Marito (con le lettere maiuscole volutamente) e la soffitta di una nuova casa, dove il Passato tornerà a farsi vivo. Perché il vero orrore nasce dalla quotidianità.

“La Notte delle Favole Cadenti” (Chance Edizioni) è una raccolta di favole lunghe e brevi che spaziano tra i temi tipici delle storie per bambini come l’amicizia, la nostalgia, l’amore e il dolore per la perdita di qualcosa di caro.
Infine “Jeu u sacciu cu’ sunnu i cristiani” (Chance Edizioni) è una raccolta di racconti scritti in alcune parti in dialetto reggino, con l’intento di per far conoscere la mia terra – Reggio Calabria – attraverso alcune situazioni particolari quali il matrimonio, il funerale, o quotidiane come la
spesa del sabato o la fila alla posta.

La novità rispetto a opere simili sta nel fatto che i racconti sono leggibili anche da chi calabrese non è, con uno stile che prende spunto dal Maestro Andrea Camilleri. Perché il dialetto sia sempre un ponte che unisce e mai un muro che divide.

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Info Daniela Campoli

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Insegnante, giornalista pubblicista dal 2013, blogger, addetto stampa, scrittrice emergente.

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