Clandestini: “un esempio da seguire”. L’Europa guarda alla soluzione Italiana. La fine del mito del buon selvaggio?

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La soluzione italo-albanese alla immigrazione clandestina fa scuola in Europa

La recente intesa italo-albanese in materia di migrazione sta ricevendo applausi a livello europeo.

Oliver Varhelyi, Commissario europeo all’Allargamento, ha espresso interesse per questo “modello interessante”, sottolineando la solida cooperazione in atto tra Italia e Albania per la sicurezza europea.

Questo approccio sta guadagnando attenzione anche in Germania, dove il governo di Olaf Scholz, nonostante i suoi recenti inasprimenti nelle politiche di accoglienza, esplora opzioni per esternalizzare le procedure di asilo.

Non emergono preoccupazioni per potenziali violazioni di diritti.

Diversi paesi europei, inclusi Germania, Francia, Austria e Danimarca, considerano di adottare un approccio simile. Il modello italo-albanese sembra offrire un deterrente efficace per i flussi migratori irregolari, un’opzione attraente per governi europei alle prese con crescenti pressioni migratorie e un’opinione pubblica sempre più esasperata.

In Italia, fonti vicine a Palazzo Chigi confermano il pieno coinvolgimento dei vicepremier Salvini e Tajani nell’accordo, smentendo voci di disaccordo interno.

L’esempio italiano, pertanto, non solo sembra rispondere efficacemente alle sfide migratorie nazionali, ma si pone anche come un modello potenzialmente replicabile a livello europeo, influenzando le future politiche di migrazione nel continente.

Sembra passata decisamente in minoranza l’antica tendenza a idealizzare gli immigrati attraverso il mito del “buon selvaggio“. Questa espressione, coniata nel XVIII secolo, in pieno furore romantico, dipinge gli individui non occidentali come puri, non corrotti dalla civiltà e intrinsecamente nobili.

Sebbene possa sembrare – a chi la pratica -una prospettiva lusinghiera, in realtà è un’illusione pericolosa che ignora la complessità della natura umana e il cui scopo è prevalentemente quello di confermare i pregiudizi di superiorità dell’osservatore.

Affrontare l’immigrazione clandestina richiede un approccio equilibrato e realistico che riconosca sia le potenziali sfide sia i rischi. Aver sostenuto che gli immigrati, per il solo fatto di essere tali, portino intrinsecamente valori positivi è stato un errore di valutazione che le sinistre europee stanno pagando a caro prezzo.

Il nuovo corso dei conservatori che valuta l’immigrazione clandestina con un approccio pragmatico e non ideologico piace e fa proseliti. Esiste ora la possibilità che le politiche migratorie europee siano in futuro guidate da considerazioni realistiche sulla capacità di integrazione, sull’equilibrio sociale e sul rispetto delle leggi e dei confini nazionali, piuttosto che da idealizzazioni romantiche.

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Articolo a cura di un collaboratore indipendente. N.d.R: L’opinione degli autori non coincide necessariamente con quella della Redazione.

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