L'insula delle ierodule
Ostia

Storia di Ostia, l’Insula delle Ierodule 

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Posta sul lato Ovest delle case giardino dell’antica Ostia, l'”Insula delle ierodule“, successivamente chiamata: “Insula di Lucceia primitiva” fu scoperta nel 1969. 

I mosaici e le pitture, ritrovate al momento dello scavo ancora aderenti alle pareti e ai soffitti, sono uno dei più importanti e significativi esempi di decorazione ostiense della media età imperiale. 

Il nome di Insula delle ierodule fu conferito al momento dello scavo in quanto si volle attribuire alle figure femminili rappresentate nei dipinti la funzione di prostitute sacre. 

Recentemente dopo l’individuazione di un graffito inciso sulla parete di un ambiente e interpretato come lo scioglimento di un voto da parte di Lucceia si è rinominata questa casa come Insula di Lucceia primitiva. 

L’edificio fu costruito nel periodo adrianeo intorno al 130 d.C. e pur avendo una pianta del tutto simile alle altre abitazioni di questa zona, la Regio III, si differenzia per la particolare presenza di due colonne che ben definiscono l’ingresso alla sala di rappresentanza.

La casa, dall’aspetto elegante e raffinato è composta da un grande ambiente centrale con stanze comunicanti tra loro. Le numerose finestre sui lati lunghi permettevano il diffondersi di una luce omogenea che legava armonicamente gli ambienti riccamente decorati con mosaici pavimentali e con pitture.

L’Insula aveva sicuramente almeno un piano superiore come lascia supporre la scala interna posta alla sinistra dell’ambiente d’ingresso.

Le pitture molto raffinate sembrano eseguite sotto una unica direzione e ritraggono personaggi femminili in atto di librarsi, arricchite da decorazioni floreali e immagini di animali fantastici. 

Nella sala di rappresentanza le pareti sono ripartite in tre registri da doppie colonnine dipinte su fondo rosso.  Al centro sono raffigurate delicate figure e in tutti gli ambienti la parte inferiore delle pareti è decorata con una zoccolatura policroma in giallo e rosso da cui emergono cespi vegetali, ippocampi, vasi da fiore e teste di fanciullo.  

Bibliografia   

– Pavolini, La vita quotidiana a Ostia, 1986, Roma-Bari; 

– Angelo Pellegrino, Ostia antica: guida agli scavi, 2000, Roma

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Info Stefano Lesti

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Stefano Lesti, classe 1970, vive e lavora a Roma. Scrittore, giornalista, saggista, poeta e divulgatore storico; dirige giornali e la comunicazione di importanti società sportive nazionali.

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