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Foto e video di Mauro Repetto Pinna

Alla scoperta delle bellezze di Genova: la baia e la spiaggia di Capolungo

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L’itinerario per arrivare al borgo di Capolungo può iniziare dal porticciolo di Nervi: percorrere i due chilometri della passeggiata a mare Anita Garibaldi e arrivare così alla spiaggia e al borgo di Capolungo anche detto S.Ilario mare. Ovviamente si può anche iniziare a percorrerla dalla Stazione di Nervi o da vari punti dei soprastanti Parchi di Nervi. La passeggiata Anita Garibaldi corre proprio tra il mare di Nervi, con le sue scogliere e un mare sempre limpido e il verde e le ville dei Parchi di Nervi con i suoi Musei, regalando scorci indimenticabili. Questo nelle giornate di tramontana, ma anche quando soffia il libeccio con il mare in burrasca e sulla passeggiata arrivano gli spruzzi delle onde che si frangono sugli scogli è uno spettacolo da non perdere.

Siamo nel Golfo Paradiso (il nome è tutto un programma) che comprende i borghi di Nervi, Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco e Camogli e si chiude a levante con Punta Chiappa estremo lembo del promontorio di Portofino.                    

Se volete camminare poco, scendete, quasi in fondo alla vecchia Aurelia  per una creuza vicino alla bella ottocentesca chiesa di Nostra Signora della Mercede e Sant’Erasmo

Qui è conservato uno dei tre dipinti identici di Giovanni Andrea De Ferrari (1569-1669) “Santa Caterina che prega il Santissimo…”. Gli altri due si trovano nella chiesa del Carmine a Genova e a Roma  nella chiesa di Santa Maria dell’Orazione e Morte) che in pochi minuti vi porterà alla baia di Capolungo/Sant’Ilario mare. In questa creuza, via Bruno Bonanno, una nicchia realizzata nel 60° della Società Sportiva S.Ilario fondata nel 1945, ricorda la celebre canzone di Fabrizio De Andrè “Bocca di rosa”: “…appena scese alla stazione del paesino di S.Ilario…” (la ferrovia passa proprio qui sopra alla spiaggia e la stazioncina esiste per davvero anche se oggi è un’abitazione privata…). 

Pur essendo un borgo minuscolo, Capolungo è suddiviso in 6 quartieri: ”a maenna” (la marina), “u puntettu”(anticamente un vecchio ponte che sovrastava un rivo), “a ratella” (per un’antica lite di confine), “a ciassetta” (che è il centro del borgo), “a muntà” (la salita che porta alla chiesa di S. Erasmo, e “a Liggia”(il dirupo). Una curiosità non da poco: a Capolungo vi è l’ultimo tombino per la raccolta e macerazione del verde falciato dai giardini: rappresenta il primo esempio storico di raccolta differenziata. Il compost così ottenuto era fino a pochi anni fa rivenduto ai floricultori della collina di Sant’Ilario.             

Ed eccoci alla spiaggia di Capolungo e al mare: “incredibile dictu” avrebbero detto i latini!!!

Una baia incantata racchiusa tra alte scogliere, antiche case e la splendida villa Necchi, una bella e ordinata spiaggia e in alto le barche degli ultimi pescatori. In inverno un luogo fantastico per crogiolarsi al sole e nelle altre stagioni impossibile resistere a non tuffarsi in queste acque limpide: basti dire che a pochi metri dalla riva vi è una prateria di posidonia che notoriamente vive solo in mare pulito contribuendo a sua volta a filtrare l’acqua e a creare un giusto habitat per pesci e crostacei.

Sopra alla spiaggia l’Antica Trattoria/Pub del Duca che tra le sue specialità offre il pescato del giorno di questo mare. Da non perdere.

Per gli amanti dell’arte e della natura, tornando su in via Capolungo, vi attende Villa Luxoro, parte dei Musei di Nervi, circondata da un magnifico parco con grandi pini e scorci sul mare (Rubaldo Merello forse si ispirò qui per molti dei suoi quadri). Dimora borghese dei primi del novecento donata al Comune di Genova dai fratelli Luxoro in memoria di Giannettino Luxoro caduto durante la prima guerra mondiale, conserva pregiati presepi del 1600 e 1700 nonché quadri, mobili, orologi antichi e pendole. Attualmente il parco della villa è aperto al pubblico ma il Museo temporaneamente non è visitabile.

Si ringrazia la Società sportiva S. Ilario per la cortese collaborazione.

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Info Marco Repetto

Marco Repetto classe ‘47, 75 anni portati bene ma, come diceva Govi “li porto così bene che non ne perdo neanche uno”. Inizia a scrivere di calcio dilettantesco a 18 anni sul glorioso “Lo Sprint” edito dal Centro Sportivo Italiano. Lavora per 15 anni nell’azienda A.C.C.A. grossista di carta per tipografie. Nel 1982 entra in Sagep editrice come direttore Mkt e responsabile editoria turistica per enti e aziende. Nel 1997 fonda con Rosi De Lucia M&R Comunicazione, dal 2020 anche editore di LiguriaDay. E ogni tanto torna al suo antico amore: scrivere

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