Earth overshoot day 2023

Earth Overshoot Day 2023, da oggi siamo a debito sulle risorse ambientali

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Potrebbe venire da festeggiare sentendo che l’Earth Overshoot Day 2023 è stato il 2 agosto, ben 5 giorni dopo quello dell’anno scorso (28 luglio), ma c’è ben poco di positivo in questo dato.

Ogni anno la ONG Global Footprint Network calcola l’impronta ecologica di ciascun Paese (la carbon footprint) tenendo conto di tutti i gas serra totali prodotti dalle attività quotidiane ed economiche svolte dal genere umano, per ogni nazione del mondo.

Le disparità sono enormi: a fronte di Paesi come la Finlandia che riescono persino ad accumulare riserve naturali altri come il Lussemburgo o il Qatar esauriscono le loro risorse nel giro di un mese o poco più.

A livello globale, stiamo consumando l’equivalente di 1,7 Pianeti Terra ogni anno

Se non si apporteranno a breve cambiamenti importanti, la cifra salirà a 2 pianeti nel 2030. Malgrado la tendenza stia rallentando negli ultimi anni, per riuscire a ridurre del 43% le emissioni di gas serra entro il 2030 sarebbe necessario spostare in avanti l’Earth Overshoot Day di ben 19 giorni per i prossimi sette anni.

Inoltre i dati raccolti ancora non riescono a stabilire a cosa sia dovuto questo assestamento. Il merito è di sforzi reali di decarbonizzazione o si tratta solo di un fortunato effetto collaterale dovuto al rallentamento dell’economia? Sicuramente la pandemia ha avuto un ruolo importante nel definire l’Earth Overshoot Day 2020 (16 agosto), il dato migliore in questa analisi dal 2009. Tornando al primo lockdown, è facile ricordare tante città del mondo che sperimentavano un calo drastico dell’inquinamento.

Bloccando persone e aziende, il Covid-19 ha permesso il crollo verticale delle emissioni di gas serra. Tuttavia, la spinta alla normalità, a tornare “come prima”, ai modelli produttivi pre-Covid non ha permesso di creare una tendenza positiva.

Earth Overshoot Day: l’Italia è tra i Paesi con il più alto debito ecologico

Abbiamo registrato l’Overshoot Day nazionale il 15 maggio, ciò significa che siamo in anticipo di 250 giorni sul consumo delle risorse naturali locali. Se tutto il mondo vivesse con la stessa impronta di carbonio, servirebbero quasi 3 piani Terra per provvedere alle necessità.

Secondo il Global Footprint Network, i consumi alimentari (25% dell’impronta totale) e i trasporti (18%) sono i settori che più incidono sull’impronta italiana. Una buona pratica potrebbe essere sostenere le produzioni alimentari locali e gli allevamenti biologici, una tematica sempre più forte parlando di sostenibilità alimentare.

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