Il NO di Enrico Rizzi alla caccia con arco e frecce
Il NO di Enrico Rizzi alla caccia con arco e frecce

Enrico Rizzi: “In Liguria caccia con arco e frecce come nel Medioevo”. Una collocazione storica confusa

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E’ guerra contro l’emendamento della Lega: NO ad arco e frecce per abbattere gli animali

Non si placano le polemiche per l’emendamento della Lega che autorizza la caccia con arco e frecce.

Non piace ai più, non soltanto ad animalisti ed ambientalisti: pare infatti un’inutile barbarie quella autorizzata tra il 27 e il 28 luglio dal Consiglio regionale della Liguria.

La giunta regionale ha dal canto suo replicato alle polemiche sull’approvazione dell’emendamento sulla caccia con arco e frecce.

Così si legge in una nota: “Il provvedimento sulla regolamentazione in Liguria della caccia con arco e frecce, già consentita da una legge nazionale del 1992, non è un’iniziativa della giunta regionale, ma è stato approvato dal Consiglio Regionale in modo trasversale da maggioranza e opposizione con 23 voti favorevoli su 28 presenti”.

Insomma, dopo l’estate 2022 passata a scongiurare l’uccisione dei cinghiali al Parco della Maggiolina, dopo la decisione di abbattere sempre più esemplari, adesso arriva in Liguria l’ennesima doccia fredda.

Enrico Rizzi e la sua dichiarazione a Liguria Day

L’attivista per i diritti degli animali in Italia e nel mondo Enrico Rizzi non ci sta ed interviene in merito alla vicenda.

Questa la dichiarazione di Enrico Rizzi rilasciata a Liguria Day:

“Mentre continuiamo ad assistere alla ridicola propaganda social a difesa degli animali da parte del ministro Matteo Salvini visto che nel concreto ad oggi nulla è stato fatto dal suo governo per inasprire le pene verso chi maltratta gli animali, il suo partito in Liguria autorizza la caccia a dei poveri animali indifesi con tanto di arco e frecce.

Un ritorno alla preistoria come se fossimo rimasti fermi al Medioevo. Peccato che il Medioevo è appunto finito da un bel po’. Uccidere gli animali con una freccia è folle, disumano, vomitevole.

Mi auguro che il Presidente Toti si renda conto della fortissima indignazione che sta scatenando nell’intera penisola e che intervenga subito per fermare questa scelta disumana”.

I cittadini, dal canto loro, hanno subito iniziato a protestare ed  hanno organizzato una mailbombing indirizzato al Presidente della Regione Giovanni Toti.

L’intervento dell’Associazione AIDAA e la mailbombing a Toti

Anche l’AIDAA – Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente –  ha già minacciato una denuncia a carico del presidente Toti e di tutti i consiglieri che hanno votato a favore.

Una simile pratica di caccia può di fatto essere configurata come maltrattamento animale ed è quindi possibile procedere in quanto viola il codice penale.

Nel mentre è stato inviato un lungo testo indirizzato al Governatore ligure per ribadire il generale sconcerto dinanzi ad una simile decisione.

Tra i concetti espressi viene anche ribadita l’antistoricità di un simile provvedimento.

“Riconosco però che non esiste un concetto universale di ciò che è etico e ciò che non lo è, dipendendo questa valutazione da tempi, luoghi, culture e persone diverse; certamente l’uomo preistorico avrebbe trovato bizzarre e incomprensibili queste discussioni.

Non siamo più però nella preistoria e almeno qualche base etica comune dovrebbe sussistere, la prima essendo che non si dovrebbe infliggere a nessuno sofferenza non necessaria.

La delibera approvata non rispetta questa base, i cacciatori con l’arco non sono tutti campioni olimpici (e del resto anche i tiratori olimpici non fanno sempre centro perfetto, altrimenti non esisterebbero le competizioni) ed è fin troppo facile ipotizzare situazioni con animali trafitti da una freccia che vagano e agonizzano anche per giorni; del resto ormai con l’avvento di Internet non è difficile trovare documentazione fotografica sul punto.

C’è un motivo, la maggiore efficacia e precisione, per cui i moderni fucili hanno sostituito i vecchi archibugi, gli archibugi hanno sostituito le spade e le frecce, e le spade e le frecce hanno sostituito le clave.

Fino a che punto di barbarie vogliamo tornare indietro nel tempo? E per favorire chi, poi? Un ristrettissimo gruppo di appassionati di arcieria che ben potrebbe soddisfare le sue passioni con le competizioni di tiro con l’arco, o partecipando a rievocazioni storiche medioevali, cioè del tempo a cui appartiene quello strumento?

Per quanto sopra espresso sarei grato se voleste rivedere la delibera sopra esposta, negando quindi la possibilità di svolgere attività venatoria con arco e frecce”.

Bruno Bozzetto
Bruno Bozzetto

La petizione per dire NO alla caccia con arco e frecce

Oltre alla mailbombing è stata organizzata una petizione che al momento ha già raccolto quasi 47000 firme con l’obiettivo di arrivare a 50000 in tempi brevissimi.

E’ forte lo sconcerto che accompagna questa assurda decisione e ci si interroga sul perché si arrivi ad autorizzare una pratica ancor più crudele della caccia con la carabina.

Ogni giorno assistiamo ad una narrazione schizofrenica per quanto riguarda gli animali.

Post, anche di politici, che spendono parole di gratitudine per i cani bagnino che salvano vite umane. O per i cani antivalanga che riescono a recuperare i dispersi.

E ancora spot simil elettorali di capodogli che danzano nel Mar Ligure: una cartolina idilliaca della nostra regione da mostrare al migliore acquirente.

Insomma, tutto bello fino a quando torna utile.

Poi, si cambia registro. Si impugnano arco e frecce per trafiggere cinghiali, caprioli, e via dicendo.

All’orrore della caccia – che già di per sé nel 2023 non dovrebbe più sussistere – è stato aggiunto l’abominio di armare i cacciatori di strumenti in grado di procurare agli animali sofferenze tanto indicibili quanto inutili.

Una decisione folle che la maggior parte dei cittadini pretende che venga rivista nell’ottica del rispetto degli animali e dell’ambiente in cui tutti viviamo. 

Firma qui la Petizione

https://www.change.org/p/vietare-la-caccia-con-arco-e-frecce-agli-animali-in-liguria

Rosella Schiesaro©

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Photo Credit Green Me

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Info Rosella Schiesaro

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Nata a Savona, di origini toscane, Rosella Schiesaro ha svolto per più di vent'anni attività di ufficio stampa e relazioni esterne per televisioni, aziende e privati. Cura per LiguriaDay la rubrica Il diario di Tourette dove affronta argomenti di attualità e realizza interviste sotto un personalissimo punto di vista e con uno stile molto diretto e libero. Da sempre appassionata studiosa di Giorgio Caproni, si è laureata con il massimo dei voti con la tesi “Giorgio Caproni: dalla percezione sensoriale del mondo all’estrema solitudine interiore”. In occasione dei centodieci anni dalla nascita del poeta, ci accompagna In viaggio con Giorgio Caproni alla scoperta delle sue poesie più significative attraverso un percorso di lettura assolutamente inedito e coinvolgente.

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