Papa Francesco e la cagnolina Mialma
Papa Francesco e la cagnolina Mialma

Papa Francesco rimprovera una fedele: “Il nome Mialma non va bene, lo cambi subito!” e sul web si scatena la polemica

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Tempo di lettura: 2 minuti

Papa Francesco, una fedele e la sua cagnolina Mialma

E ci mancava anche il Papa. Quel sant’uomo di Papa Francesco che con una sola battuta è riuscito in un battibaleno ad azzerare il gradimento nei suoi confronti senza distinzione di sesso, età, preferenze sessuali, titolo di studio, professione e via dicendo.

Insomma, Papa Francesco ha fatto bingo. Pare – e sottolineo pare – che abbia rimproverato una signora che avevo chiesto la benedizione papale del suo amato quadrupede.

Apriti cielo! Con tutti i bambini che nel mondo muoiono di fame, con una e più guerre in corso, la signora dedica le sue energie al frugoletto peloso e osa pure chiamarlo “il mio bimbo”.

Eh no! Così non va bene. Anche perché pare – e sottolineo di nuovo il pare – che la signora in questione abbia chiesto a Papa Francesco di benedire la sua cagnolina Mialma, nome che tradotto in italiano sta a significare la mia anima.

“Ho sgridato una donna che voleva che benedicessi il suo cane. Non ho avuto pazienza e l’ho sgridato dicendo:”Tanti bambini hanno fame e lei arriva qui con il suo cagnolino…”

Ovviamente, a distanza di giorni, non si contano i post e gli articoli apparsi in merito alla vicenda ed è anche complicato riuscire a discernere il vero dal falso.

Lettere di veterinari inferociti che richiamano all’ordine il Papa ricordandogli che tra l’altro ha scelto il nome di Francesco, il santo che con gli animali – tutti – persino ci parlava.

Migliaia di post di adulti che si sono sentiti chiamati in causa ed offesi come se ci fossero stati loro al posto della signora Simona.

Tutti contro il Papa che porta il nome del santo amico degli animali

Vip e sconosciuti hanno voluto dire la loro, allibiti di fronte ai comportamenti di Papa Francesco.

“Ogni tanto dice delle cose che…” E segue faccina perplessa”. Questo il post Instagram di Elisabetta Canalis sul profilo dell’Oipa Italia – Organizzazione Internazionale Protezione Animali.

La nota soubrette porta avanti già da anni le sue battaglie a tutela degli animali e di certo un’esternazione così categorica ed un comportamento così poco cortese non l’hanno ben predisposta.

Ma la domanda che sorge spontanea è questa: ”E’ andata veramente come ce l’hanno raccontata?”

Pare che Papa Francesco stesse per benedire la signora quando dalla sua borsa si è palesata Mialma, una tenera e piccola chiwawa che ha fatto sussultare il pontefice.

Non tanto per la presunta richiesta di benedizione del cagnolino, quanto piuttosto per il nome.

La signora Simona, al suo terzo viaggio a Roma per incontrare il Papa, ha presentato in spagnolo il quadrupede .

Quando Papa Francesco ha udito il nome, la risposta non si è fatta attendere: “Rápidamente me dijo que le cambiara el nombre de una perrita” che suona più o meno come: “Cambi subito il nome alla cagnolina”.

Nessuna benedizione era stata quindi richiesta per la cagnolina e, in quanto all’osservazione che le è stata rivolta, Simona l’ha accolta di buon grado.

Le parole della fedele: “Papa Francesco mi ha ricordato il mio caro nonno”

“Sono molto devota al Papa e ho letto il suo comportamento come quello di mio nonno che quando doveva dirmi una cosa lo faceva apertamente”.

Eppure il web si è scatenato: commenti durissimi sono arrivati da tutta Italia per puntare il dito contro il Papa che non ama gli animali.

“Ho letto cose bruttissime nei confronti del pontefice e questo mi rattrista molto.

Quanto accaduto ha dato la possibilità a persone cattive di offenderlo – spiega Simona – e questo davvero mi ha fatto rimanere male perché lui scherzava, era sorridente e per nulla contrariato. 

Mia è un chiwawa da pet therapy e mi segue ovunque: è stata anche ai Musei Vaticani.

Di certo continuerò a chiamarla Mia anche se all’anagrafe è registrata come Mialma”.

Questa presunta benedizione negata al cagnolino, quindi, non c’è stata. Eppure il sentimento popolare è stato tutto pro cane e conto Papa.

Che sia per i precedenti discorsi fatti da Papa Francesco proprio in merito al rapporto con gli animali?

I precedenti di Papa Francesco sugli animali: critiche e frasi scomode

In effetti non è questa la prima volta in cui il Papa punta il dito contro l’affetto, a suo dire esagerato, per gli animali di casa.

Addirittura imputa anche a questo “affetto programmato” – cioè la tendenza di molte coppie a preferire un animale ad un figlio – la forte denatalità che preoccupa molti paesi.

Forse sarebbe opportuno analizzare le reali cause del forte calo demografico: impieghi precari con stipendi inadeguati, una politica sociale che non aiuta in modo concreto le donne che desiderano un figlio, i ritmi frenetici di una vita che ci lascia sempre meno tempo per noi e per gli altri.

L’Oipa ci dice che nel 2022 risultano in Italia – iscritti nelle Anagrafi regionali – circa 13.209.745 cani, 956.308 gatti e 2.226 furetti.

Chiwawa
Winston – Foto Carlo Bernat ©

In Italia sempre meno figli, ma la colpa non è certo degli animali

Tanti, sicuramente: vuol dire che 4 italiani su 10 vivono con un animale in casa, il 44.7% con un cane.

Sono certamente in numero maggiore, ben il 69,2% delle persone interpellate, coloro che non fanno figli per i troppo elevati costi di mantenimento.

Questo quanto emerge da uno studio condotto da Community Research&Analysis dove si legge anche che l’Italia ha un tasso di fertilità tra i più bassi in Europa, 1,24% insieme a Malta con l’1,13& e la Spagna con l’1.19%

Dubito fortemente che chi decide di tenere in casa un animale domestico si ponga la scelta “un cane oppure un bebè”.

Anzi, è plausibile che chi decide di fare un figlio aggiunga poi al “pacchetto” un gatto o cane.

Per una donna, in Italia, fare un figlio è un rischio sotto tutti i punti di vista, in primis per il lavoro.

Dati alla mano, nel 2022 il tasso di occupazione delle donne tra i 25 ed i 49 anni scende dal 72% per quelle senza figli al 53% per chi ha un figlio.

Senza contare le difficoltà economiche di una giovane coppia impegnata ad investire in una casa propria con stipendi molto spesso non in linea con le richieste per mutui e via dicendo.

Fare figli non è un obbligo e devono esserci le condizioni adatte

Se si analizza la situazione Italia restano pochi dubbi: più si va avanti e più le persone decidono di non mettere al mondo figli.

Certo non perché preferiscono tenersi in casa un cane o un pappagallo, ma perché affrontare le profonde incertezze del futuro spesso spaventa.

Specie, poi, se non si hanno aiuti di alcun tipo da familiari e stato: fare un figlio non è un obbligo per nessuno e se le condizioni non lo consentono, meglio evitare.

Così come sarebbe forse meglio evitare giudizi ed esternazioni che non tengono conto della realtà.

Già altre volte, infatti, il pontefice aveva puntato il dito contro quanti considerano cani e gatti membri della propria famiglia.

E il dibattito sull’opportunità o meno di farli anche benedire è ripreso puntuale.

L’amore per i pets non sostituisce quello per i figli

Bisogna però ricordare che c’è una data apposta: ogni anno il 17 gennaio è infatti tradizione portare gli animali in chiesa per la benedizione.

Cani, gatti, capre, furetti: si celebra Sant’Antonio abate, santo protettore degli animali e si fa benedire il proprio beniamino.

L’affetto che lega le persone ai propri animali domestici non va assolutamente a sostituire quello per i figli.

Pare alquanto improbabile: anzi, spesso costituisce un ottimo collante tra i membri di una famiglia.

Non credo che le giovani coppie lascino le culle vuote a favore dei pets, ma piuttosto, come si accennava prima, per preoccupazioni molto pratiche e concrete.

Il Papa può e deve occuparsi dei problemi della Chiesa e dare conforto ai propri fedeli, piuttosto che rimproveri e giudizi non richiesti.

Il rapporto con i propri animali domestici è per ciascuno di noi libero indipendentemente da credo religiosi e formazione delle famiglie.

In quanto al nome, poi, anche qui siamo liberi di esercitare le nostre preferenze in materia.

Mialma è un nome bellissimo e come diceva Victor Hugo: “Fissa il tuo cane negli occhi e tenta ancora di affermare che gli animali non hanno un’anima”.

Rosella Schiesaro©

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Photo Credit Copertina Il Messaggero, Carlo Bernat

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Info Rosella Schiesaro

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Nata a Savona, di origini toscane, Rosella Schiesaro ha svolto per più di vent'anni attività di ufficio stampa e relazioni esterne per televisioni, aziende e privati. Cura per LiguriaDay la rubrica Il diario di Tourette dove affronta argomenti di attualità e realizza interviste sotto un personalissimo punto di vista e con uno stile molto diretto e libero. Da sempre appassionata studiosa di Giorgio Caproni, si è laureata con il massimo dei voti con la tesi “Giorgio Caproni: dalla percezione sensoriale del mondo all’estrema solitudine interiore”. In occasione dei centodieci anni dalla nascita del poeta, ci accompagna In viaggio con Giorgio Caproni alla scoperta delle sue poesie più significative attraverso un percorso di lettura assolutamente inedito e coinvolgente.

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