Mamma orsa con i suoi cuccioli
Mamma orsa con i suoi cuccioli

Siamo tutti l’orsa Gaia e chi uccide un animale uccide anche noi: ecco perché dobbiamo ribellarci al potere antropocentrico

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La vicenda dell’orsa Gaia riguarda tutti noi

La maggior parte degli italiani non vuole l’uccisione dell’orsa Gaia Jj4, animale peraltro appartenente ad una specie protetta tutelata da leggi dello Stato.

Mentre scrivo, l’ISPRA – Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale – ha autorizzato il trasferimento dell’orsa Gaia all’estero. Pare improbabile possa essere reimmessa in natura e comunque è necessario aspettare l’evolversi della situazione.

Personalmente ho paura di chi non riesce a comprendere il dolore altrui: che riguardi una persona o un animale che differenza fa?

E’ una storia triste e dolorosa quella di Gaia e ci sbatte violentemente in faccia tutta la nostra impotenza. 

Di fronte all’arroganza del potere, di fronte all’ignoranza di chi è chiamato a gestire la res publica, perde d’importanza anche il definirsi animalista o meno.

Posso anche comprendere – ma non accettare – che a qualcuno non interessino le sorti degli orsi del Trentino.

A questo qualcuno, però, vorrei dire che il modo di Fugatti & Company di approcciarsi alla questione orsi, è un modus operandi che, se verosimilmente applicato ad altri ambiti, non può che preoccuparci tutti.

Questa visione antropocentrica della realtà determina scelte speciste incentrate nell’affermare la predominanza dell’uomo sul pianeta.

Un pianeta che, di fatto, appartiene a tutti e non soltanto a noi animali umani: gli animali non sono una nostra proprietà e noi non abbiamo diritto alcuno di maltrattarli ed ucciderli.

Per questo la preoccupazione in merito alla triste storia dell’orsa Gaia ci riguarda tutti, a prescindere da orientamenti animalisti o meno.

E ci riguarda tutti perché stiamo assistendo ad un teatrino politico dove personaggi incompetenti, ignoranti ed arroganti ci stanno urlando in faccia che a decidere sono loro.

Malgrado ci siano leggi in merito e malgrado, come in questo caso, non ci sia stato confronto alcuno con altri interlocutori.

L’Ordine dei Veterinari della Provincia di Trento dice no all’uccisione dell’orsa

Dopo la comunicazione di Fugatti di procedere all’uccisione dell’orsa mediante eutanasia, l’Ordine dei Veterinari della provincia di Trento si è fatto avanti.

Ha infatti escluso pregressi dialoghi interlocutori con la Provincia e si è detto contrario all’uccisione di Gaia.

L’orsa è  in perfetta salute e quindi non si giustifica un eventuale intervento eutanasico.

In un comunicato stampa l’Ordine ha precisato quanto segue: “Si sollecitano i colleghi professionisti veterinari addetti a vario titolo, e iscritti presso l’Ordine della provincia di Trento, di non assumere alcuna iniziativa che possa provocare la morte del soggetto per eutanasia, se non in precedenza concordata con il presente Ordine.

Il presente documento è a tutela e garanzia professionale di tutti i veterinari della Provincia e vincola gli stessi al suo rispetto”. 

Cattura dell'orsa Gaia Jj4
Cattura dell’orsa Gaia Jj4

Gli orsi in Trentino: togli gli orsi, metti gli orsi, uccidi gli orsi

Nel caso non fosse noto, è stato l’uomo ad estinguere gli orsi sulle Alpi, salvo poi, in un rigurgito di coscienza, decidere di fare il possibile per reintrodurli.

A tale scopo parte nel 1999 il progetto Life Ursus con l’intento ben preciso di salvare i pochi  orsi rimasti ai quali sono stati poi aggiunti dieci esemplari importati dalla Slovenia.

Il tutto, naturalmente, grazie ad un finanziamento dell’Unione Europea. I dati ci dicono che in oltre 20 anni gli attacchi all’uomo sono stati circa 5.

E’ vero che gli orsi sono aumentati – non era questo l’obiettivo di Life Ursus? – ma con un tasso di accrescimento medio, tra il 2025 ed il 2021, del 10,3% – Fonte Rapporto Grandi Carnivori 2021

Non si può certo parlare di invasione.  Gli orsi evidentemente si trovano bene, si riproducono anche perchè non sterilizzati e ad oggi si contano circa 100 esemplari.

Orsi che contribuiscono a pubblicizzare il Trentino, sia ben inteso.

Il presidente Maurizio Fugatti e quel precedente del 2020

Correva l’anno 2020 e oltre agli orsi pensavamo al Covid e alla pandemia da poco iniziata.

In qualità di presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti firmò un’ordinanza impopolare.

Era infatti previsto l’abbattimento di un esemplare di orso – sempre lei, Gaia – in seguito ad una violenta aggressione ai danni di due persone.

L’ordinanza venne poi ritirata anche grazie alle tante polemiche scatenate e all’intervento delle associazioni animaliste.

Si era quindi optato per il suo costante monitoraggio mediante il radiocollare risultato poi scarico.

La politica attuata per la gestione degli orsi in Trentino non è certo da applauso e Fugatti pare trattare la questione in modo inopportuno.

Gli abitanti della regione, un tempo contenti per la rinnovata presenza dei plantigradi, ora non lo sono più.

A parte che gli orsi non sono lì per accontentare o dispiacere nessuno, dal momento che la loro presenza è fondamentale in termini di biodiversità, bisogna dire che sono stati commessi molti errori.

Gli incidenti si prevengono con una corretta informazione: la mancanza di educazione e di conoscenza hanno reso difficile la convivenza.

Il problema alla base è peraltro sempre lo stesso: la nostra visione antropocentrica della realtà.

Pretendiamo di essere i padroni esclusivi di boschi, montagne, mare, animali, ma non è così.

E gli incidenti che si verificano in tutti questi ambienti che spesso e volentieri noi invadiamo senza prudenza, rispetto e conoscenza, ne sono la prova.

Fugatti: “Ora non dobbiamo preoccuparci di dove vive Jj4 e di come vive”

L’Ispra ha già dato l’ok per uccidere Mj5 che sarà eliminato dopo il parere positivo per uccidere anche Jj4 e M62. 

Nel frattempo il presidente si esprime con questi toni: “Ora non dobbiamo preoccuparci di dove vive Jj4 e di come vive”.

Di fatto Jj4 è rinchiusa nel Casteller, il carcere degli orsi nato negli anni 60 come ospedale per animali selvatici.

Il centro ha tre recinti ed ospita anche M49 Papillon, l’orso fuggitivo riuscito a scappare già 2 volte.

C’erano anche gli orsi M57 e Dj3 trasferiti poi in Ungheria e Germania.

Adesso per Gaia occorre attendere l’11 maggio per l’udienza del TAR in merito all’abbattimento.

Nel mentre varie associazioni animaliste stanno pensando a come poter intervenire concretamente in aiuto di questi orsi.

La mala gestione del ripopolamento e i danni dell’antropocentrismo 

Dopo il primo ventennio di ripopolamento, c’è stato un drastico dietrofront: gli orsi ora sono troppi, bisogna abbatterli, Fugatti li vuole dimezzare ed è stato molto duro al riguardo.

E’ chiaro perché deve preoccupare tutti i cittadini italiani una così ignorante e superficiale gestione del problema orsi?

Perché i politici non hanno chiesto un confronto assiduo, serio e costruttivo con gli esperti per monitorare l’andamento del Life Ursus?

Zoologi, etologi, scienziati: che ciascuno faccia il suo, ma questo non succede.

Succede invece con gli orsi quello che succede con i cinghiali: si chiedono pareri ai cacciatori che ovviamente vedono nella loro uccisione l’unica soluzione possibile.

Vorrei che, indipendentemente dalle decisioni finali assunte, ci fosse spazio per un dialogo costruttivo e sensato tra politici e cittadini. Forse si chiede troppo?

Cuccioli di orso giocano sotto lo sguardo della madre Corsera
Cuccioli di orso giocano sotto lo sguardo della madre

La mamma di Andrea Papi: “Mio figlio non ha colpa, l’orso non ha colpe”

Vorrei anche fare presente che da quando è morto Andrea Papi – e su questo non si tollerano mancanza di rispetto e battute prive di empatia – la maggior parte degli italiani s’è desta.

Non solo la maggior parte dei cittadini non è d’accordo in merito all’abbattimento di Gaia, ma non lo sono neppure i genitori di Andrea.

Queste le parole di Franca Ghirardini, mamma di Andrea, alle telecamere de Le Iene: “Mio figlio non ha colpa, l’orso non ha colpe. È l’uomo che ha creato questa cosa qui che ha colpa, gli è sfuggita la situazione di mano sulla gestione degli orsi”.

I cittadini e la mala gestione del potere: come è possibile ribellarsi?

Se da un lato i politici – quasi tutti – pensano di poter disporre del potere senza darne conto, anche noi cittadini abbiamo un enorme potere a disposizione.

Non mi riferisco solo al voto con il quale esercitiamo la nostra preferenza politica, mi riferisco anche alle scelte che possiamo compiere in piena autonomia.

Chi frequenta i social avrà certamente notato gli hashtag più ricorrenti in questi giorni: #iostocolorsa #fugattidimettiti #orsalibera

E soprattutto: #boicottiamoiltrentino – hashtag nato nel 2014 dopo l’uccisione di Daniza – e tornato in voga proprio adesso.

Seguono #iononvadointrentino, #novacanzeintrentino #iononcomprodaltrentino e via dicendo.

Tanto per dire, la nazionale svizzera di orienteering ha annullato gli allenamenti nel bosco. Certo, per la paura di altri attacchi: ma senza il precedente di Andrea allora questi ragazzi si sarebbero allenati nel bosco ignari ed esposti al pericolo?

Inutile negare il potere dei social che riescono con un click a raggiungere milioni di persone, talvolta, occorre dirlo, con fake news.

Ma se questi milioni di persone condividono lo stesso pensiero – indipendentemente da credo politici e religiosi – il successo degli hashtag è assicurato.

Tanto è vero che in Trentino stanno già chiamando a corte i più famosi esperti di marketing legati al turismo proprio per non danneggiare la stagione in arrivo.

Noi cittadini abbiamo anche un altro grande potere: quello orientare le nostre scelte di acquisto dove meglio riteniamo opportuno.

Un diritto e un potere che spesso ci dimentichiamo di esercitare. Ma se pensiamo che ogni nostra azione avrà una ricaduta in termini economici, sarà molto probabile che i politicanti possano tenerne conto prima di prendere delle decisioni.

Pensiamoci, al supermercato, quando andiamo a fare la spesa: fragole anziché mele, stracchino invece del puzzone di moena, pasta e non polenta e via di seguito.

Salviamo Gaia e noi stessi dal potere antropocentrico

Ai più, purtroppo, interessa soltanto il potere e immaginatevi un ominicchio che riesce a “sconfiggere” un orso facendolo uccidere.

Ho fiducia, però, in tutti coloro che si adoperano con tenacia e perseveranza per cambiare le cose.

Ho fiducia e ringrazio le associazioni animaliste e gli attivisti che in prima persona, ogni giorno, dedicano le loro energie in difesa degli animali.

Ci vogliono azioni concrete e raccolte firme valide: inutile disperdere energie per iniziative che non hanno nessuna validità legale.

Salvare Gaia è salvare anche noi stessi: dalla logica violenta e miope del potere antropocentrico e da quanti vogliono assoggettare noi cittadini ai loro voleri, proprio come fanno con l’orsa Jj4.

Rosella Schiesaro

Photo Credit La Stampa  Corriere della Sera Rai News

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Info Rosella Schiesaro

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Nata a Savona, di origini toscane, Rosella Schiesaro ha svolto per più di vent'anni attività di ufficio stampa e relazioni esterne per televisioni, aziende e privati. Cura per LiguriaDay la rubrica Il diario di Tourette dove affronta argomenti di attualità e realizza interviste sotto un personalissimo punto di vista e con uno stile molto diretto e libero. Da sempre appassionata studiosa di Giorgio Caproni, si è laureata con il massimo dei voti con la tesi “Giorgio Caproni: dalla percezione sensoriale del mondo all’estrema solitudine interiore”. In occasione dei centodieci anni dalla nascita del poeta, ci accompagna In viaggio con Giorgio Caproni alla scoperta delle sue poesie più significative attraverso un percorso di lettura assolutamente inedito e coinvolgente.

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