120 anni/n. 2 – Dal 1903 ad oggi, la celebrazione dell’anniversario

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Il 22 dicembre 2023, So.Crem ha celebrato il suo 120esimo anniversario con un evento che ha messo in luce il suo impegno nel tessuto sociale genovese.

SPECIALE 120 ANNI DI SO.CREM NUMERO 2


Nella celebrazione del suo anniversario, So.Crem ha potuto sottolineare il suo legame con Genova, rendendo omaggio alla storia e alla cultura della città. L’evento ha evidenziato la resilienza e la dedizione dell’ente nel superare sfide negli anni, riconfermando il suo solido impegno verso la comunità sociale e culturale di Genova.

Un traguardo importante

Il 120° anniversario di So.Crem ha visto la partecipazione di figure di spicco come i giovani laureandi in medicina, lo storico d’arte Giacomo Montanari, la violinista Barbara Bosio, l’Assessora Marta Brusoni, la Professoressa Rosagemma Ciliberti e il Dottor Edoardo Maragliano.

Ogni ospite ha contribuito significativamente con la propria esperienza, arricchendo la celebrazione con diverse prospettive culturali e professionali.


L’evento è partito al mattino, con un laboratorio all’aperto per gli studenti di Medicina dell’Università di Genova, organizzato nel suggestivo contesto del cimitero di Staglieno.

Questa attività ha evidenziato tre aspetti chiave: storia, innovazione e istruzione nel settore medico.

Circa 160 studenti dei corsi di laurea in Medicina, Chirurgia e Odontoiatria hanno partecipato, guidati dalla Professoressa Rosagemma Ciliberti, esperta in Bioetica e Storia della Medicina.

Durante il laboratorio, gli studenti hanno avuto l’opportunità di esplorare i sepolcri di eminenti studiosi, apprendendo il loro impatto sul progresso delle cure sanitarie a Genova.


La giornata si è conclusa con l’intervento di Giacomo Montanari, che ha sottolineato l’importanza del Cimitero Monumentale di Staglieno, non solo come luogo di riposo, ma come simbolo storico e culturale di Genova.

Progettato nel 1835 da Carlo Barabino e realizzato dal suo allievo Giovanni Battista Resasco, il cimitero è apprezzato a livello mondiale per la sua straordinaria bellezza e il profondo significato storico-artistico.

Le riflessioni di Montanari hanno arricchito la comprensione del cimitero, celebrandolo come uno spazio di arte, cultura e narrazione storica.

Eventi e attività ospitate

Gino Campanella

“Un uomo complesso”: le interviste

Intervista a Mirco Bonomi del Teatro dell’Ortica
Intervista a Massimo Bisca, presidente di ANPI Genova
Intervista a Ivano Malcotti, presidente di So.Crem Genova
Intervista a Giovanni Battista Pastorino, consigliere comunale

Una celebrazione a disposizione del sociale, della cultura e della formazione

Il 22 dicembre, giorno dell’anniversario, riveste una significanza storica per la cremazione in Italia, evidenziata da eventi come la Legge Crispi del 1888 e l’acquisizione, nel 1903, dell’area per il tempio crematorio. Queste pietre miliari hanno definito il percorso di So.Crem, consolidando il suo impatto non solo a Genova ma su scala nazionale. Il successo nell’ottenere l’area nel cimitero di Staglieno, nonostante le resistenze delle istituzioni dell’epoca, ha marcato un punto di svolta per l’ente, dimostrando resilienza e lungimiranza in un’epoca di grandi trasformazioni.

Spoglie: riti e funzioni nella storia

Difficile, probabilmente impossibile sapere quando i primi esseri umani abbiano iniziato a pensare a qualche forma di “onoranze funebri ” per i defunti. Vero che i viventi del genere Homo non sono unici nell’ avere il senso della morte e a dolersi per la morte dei propri simili. Scimpanzè, elefanti e cetacei  (e forse anche altri animali) si comportano come noi (che ci riteniamo “più intelligenti” degli altri viventi scadendo troppo spesso in una presunzione veramente ingiustificata); gli elefanti organizzano addirittura veglie funebri.

Forse – e dico forse perché non sono un etologo, non sono un esperto – siamo però gli unici a preoccuparci del destino dei corpi dei nostri defunti; non li lasciamo abbandonati là dove hanno cessato di vivere ma decidiamo in che modo, quando e dove il loro corpo fisico debba trovare la sua ultima (anche se non sempre definitiva) sistemazione.

A parte alcune interessanti eccezioni (ne parleremo) l’umanità ha “inventato” due principali metodi per dare una sistemazione definitiva ai corpi dei defunti: l’inumazione e la cremazione.

L’inumazione (o sepoltura) è il metodo più diffuso, più “normale” per la civiltà europea e occidentale in genere; diverse sono le ragioni culturali e religiose che hanno portato da millenni un parte di umanità, quella a cui apparteniamo e a cui hanno appartenuto i nostri antenati, a preferire la sepoltura. I corpi dei defunti vanno sottoterra.

Ma in altre parti del mondo, in altre epoche storiche, in altre culture, sotto altre fedi religiose, la normalità è stata e tuttora è la cremazione: i corpi dei defunti diventano aria e cenere.

Allo stato attuale delle conoscenze storico-archeologiche, la più antica testimonianza di cremazione data (con un po’ di incertezza) intorno ai 40.000 anni fa, in pieno Paleolitico. La cosiddetta “Mungo Lady” (Signora di Mungo).

Si tratta dei resti di una donna trovati nel 1969 nelle sabbie circostanti il Lago Mungo, un bacino secco nel Nuovo Galles del Sud, nell’Australia sudorientale che si è rivelato molto interessante per gli archeologi perché nella stessa zona in tempi diversi sono stati trovati i resti di due uomini, non coevi, uno dei quali risulta essere il più antico Homo sapiens dell’Australia, vissuto circa 50.000 anni fa.

La Signora del Lago Mungo dopo la sua morte fu parzialmente cremata con un processo rituale definito “evoluto“: le sue ceneri sono state mescolate ai resti delle ossa e ricoperte con ocra rossa (un materiale usato comunemente nei riti funerari presso molte civiltà preistoriche). Tutto ciò fa della Mungo Lady il più antico caso conosciuto sia di cremazione sia di pratica rituale con ocra rossa. 

Il personaggio
“Tanto per non finire: la morte, già così allegra a viverla, ora la dovrei morire?”
Giorgio Caproni


La Società Genovese di Cremazione (So.Crem)

Fondata il 14 aprile 1897 e riconosciuta come Ente Morale nel 1902, rappresenta una realtà consolidata nel panorama del Terzo Settore italiano.

Con l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) nel 2022, So.Crem si impegna a promuovere la scelta cremazionista nel rispetto della dignità del defunto e dei principi etici di libertà, uguaglianza, trasparenza e tutela dell’ambiente.

Tra i servizi offerti, So.Crem si distingue per la gestione della cremazione, l’organizzazione di cerimonie di commiato, la conservazione delle ceneri, l’assegnazione di loculi e la tumulazione degli animali di affezione. Inoltre, l’associazione è attiva nel sostegno culturale e sociale attraverso il Centro Studi Comm. Avv. Edoardo Vitale, dedicato alla formazione sul fine vita e all’elaborazione del lutto, e la rivista semestrale “La Nuova Scelta“, che mira a creare un dialogo tra i soci e l’ente su tematiche sociali e culturali.

So.Crem invita chiunque a sostenere i suoi ideali di civiltà e progresso, offrendo la possibilità di partecipare a iniziative culturali e di esprimere la propria volontà di cremazione attraverso l’iscrizione all’associazione. Con sede e direzione in Via Lanfranconi, 1/4 Sc. A, Genova, So.Crem continua a essere un punto di riferimento per chi cerca un approccio rispettoso e consapevole alla cremazione e al fine vita.


“A livella”

La poesia “La Livella” di Totò, che celebra l’uguaglianza di tutti davanti alla morte, è al cuore della missione di So.Crem. Questo approccio riflette la profonda convinzione nell’importanza dell’umanità e dell’eguaglianza nell’ultimo viaggio della vita, assicurando che ogni persona riceva cure e rispetto.

Annamaria Ortese

Annamaria Ortese (1914-1998) fu una scrittrice italiana di grande rilievo, conosciuta per il suo stile narrativo incisivo e la capacità di esplorare le profondità psicologiche e sociali nei suoi racconti. Nata a Roma e cresciuta in diverse città italiane, la sua opera riflette spesso un senso di estraneità e disillusione, temi ricorrenti nei suoi lavori. Tra i suoi romanzi più famosi, “Il mare non bagna Napoli” (1953) offre uno sguardo critico e intenso sulla società napoletana del dopoguerra. Ortese è stata anche una voce significativa nel dibattito culturale italiano, con una scrittura che spaziava tra reportage, racconti e romanzi. La sua morte a Rapallo nel 1998 ha segnato la fine di un’epoca letteraria, lasciando un’eredità duratura nel panorama letterario italiano. Attraverso la sua letteratura, Ortese continua a essere una testimone sensibile delle sfide umane e sociali.

1914-1998, ceneri consegnate alla famiglia il 15 aprile 1998

SPECIALE 120 ANNI DI SO.CREM NUMERO 2

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