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Gran Bretagna, NO ad accordo con l’UE per la mobilità dei giovani

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Fumata nera per ripristinare un accordo sulla mobilità dei giovani cittadini europei: la Gran Bretagna rimane ferma sulla sua posizione dopo la Brexit e respinge la proposta arrivata dalla Commissione europea in settimana per creare un nuovo programma per la mobilità giovanile. Senza visto, non si può entrare in UK per vivere, studiare né lavorare.

Da Bruxelles infatti giovedì si era proposto di abolire le restrizioni di viaggio per i giovani tra i 18 e 30, per 4 anni di permanenza in Regno Unito, così come per i cittadini britannici nell’Unione Europea, con anche la parificazione delle tasse universitarie e una serie di altre agevolazioni.

Il governo guidato da Sunak ha rifiutato categoricamente qualsiasi possibilità di accordo, malgrado le difficoltà che le aziende in Gran Bretagna continuano ad avere nel ricercare manodopera a basso costo in diversi settori, dalla ristorazione al commercio.

«Non introdurremo un programma di mobilità giovanile a livello europeo: la libera circolazione all’interno dell’Ue è stata interrotta e non è prevista la sua introduzione», ha dichiarato un portavoce del governo. 

Piuttosto che dialogare con l’UE, l’esecutivo di Sunak potrebbe invece lavorare ad accordi bilaterali con i singoli paesi. Al momento esistono già programmi facilitati per l’ingresso di under35 con tredici stati, inclusi Canada, Giappone e San Marino.

La Brexit pesa sulle prossime elezioni

Con le sue luci e ombre, la decisione di lasciare l’Unione Europea e i trattati che hanno sancito la transizione influenzano le decisioni in Regno Unito di tutte le parti politiche.

Se non sorprende che i conservatori sostengano strenuamente la Brexit, malgrado le difficoltà che il governo sta attraversando, nemmeno i laburisti hanno tanta fretta di riaprire la questione, temendo che un accordo su una questione “minore” come la mobilità dei giovani possa mettere a rischio l’attuale vantaggio nei sondaggi in Gran Bretagna.

La popolazione britannica, malgrado sia sempre più scontenta dell’attuale governo, potrebbe tuttavia tornare a votare chi difenderà la Brexit, ormai simbolo della sovranità britannica. Non a caso sulla questione pesa anche il tema dell’immigrazione, tornata a numeri importanti lo scorso anno – 67.000 ingressi – tema sempre molto importante per i conservatori e che potrebbe far salire di nuovo anche il favore all’estrema destra.

Mobilità giovanile ed immigrazione, temi caldi in Gran Bretagna

Il tema degli stranieri che tolgono il lavoro ai cittadini britannici è infatti un cavallo di battaglia dello Ukip. Il partito fondato da Nigel Farage si è speso moltissimo per la Brexit e da diversi anni porta avanti la campagna elettorale su questo tema. Anche per non perdere il sostegno degli elettori a favore dello Ukip, negli ultimi anni i conservatori hanno optato per diverse soluzioni fortemente contestate sul tema dell’immigrazione clandestina, come la nave “prigione” ormeggiata sulle coste del Dorset in attesa di chiudere l’accordo con il Ruanda per la deportazione per i richiedenti asilo a 6.400 chilometri dal Regno Unito.

Intanto si attende la chiamata alle urne per le elezioni che decideranno il prossimo Parlamento britannico e la composizione del governo. Per la legge della Gran Bretagna, il voto si deve fissare non oltre il 28 gennaio 2025 con lo scioglimento del Parlamento entro il 17 dicembre 2024. La votazione era attesa per maggio, ma si è deciso di non sovrapporre la data con le elezioni locali. Le università e i sindacati studenteschi temono però che un voto nel primo periodo autunnale impedirebbe a molti giovani di partecipare, non avendo il tempo di registrarsi nei nuovi distretti dopo il trasferimento nei college. E, non ultimo, si vuole evitare un’elezione a novembre per non entrare il conflitto con il voto presidenziale negli USA.

Se il futuro governo britannico mostrerà più apertura nei confronti dei giovani cittadini europei, rimane da capire.

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Beata Ignoranza!

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Info Laura Casale

Laureata in Comunicazione professionale e multimediale all'Università di Pavia, Laura Casale (34 anni) scrive su giornali locali genovesi dal 2018. Lettrice accanita e appassionata di sport, ama scrivere del contesto ligure e genovese tenendo d'occhio lo scenario europeo e internazionale.

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