Processo ultras del Genoa

Genoa, processo ultras, chiesti 33 anni di condanna

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Sta andando avanti il processo che vede indagati alcuni tifosi del Genoa accusati di estorsioni, ricatti e spedizioni punitive alla vecchia società. I fatti risalgono infatti alla gestione Preziosi.

A finire nel mirino degli inquirenti 15 tifosi rossoblù esponenti del tifo organizzato della gradinata Nord. Tifo mosso da interessi economici occulti basati su gadget, feste, biglietti e la sicurezza stessa della squadra che poteva venire meno in qualsiasi momento. Anni in cui il mondo della gradinata genoana è stato monopolizzato da una frangia estremista e legata alla criminalità organizzata.

Processo ultras del Genoa, gli accusati

Per questo nella giornata di ieri i pm Francesca Rombolà e Giancarlo Vona hanno chiesto una punizione di 33 anni di carcere complessivi per 14 dei 15 imputati. Sulla lista nera c’è Massimo Leopizzi leader della ex “Brigata Speloncia” con molti precedenti penali alle spalle tra cui estorsione, lesioni, detenzione di armi e sparatorie era anche socio occulto della Sicurart, la società di sicurezza che per anni ha fornito steward al Genoa. Per lui i pm hanno chiesto 8 anni e mezzo di carcere. Poi c’è Federico Fileni, noto come il Tombolone, per il quale sono stati chiesti 3 anni e mezzo di carcere. Piermarco Pellizzari, detto il Cobra, ex leader del “via Armenia 5r” per cui sono stati chiesti 2 anni e 4 mesi e infine Davidino Marsala, già noto per il narcotraffico, sono stati chiesti 1 anno e 4 mesi di carcere.

Un ruolo importante nella vicenda lo giocava Artur Marashi, l’unico tra gli imputati che non era tifoso rossoblù, ma faceva da prestanome alla Sicurart e in questo modo faceva da tramite tra squadra e tifo organizzato. Da una parte garantiva sicurezza ai giocatori e dall’altra collaborava a stretto giro con Leopizzi. In questo modo la Sicurart era un paravento per celare tutti i loschi affari, tra le altre cose, Leopizzi e company, avevano il potere di decidere quali giocatori erano degni di indossare la maglia rossoblù, se un allenatore poteva restare o meno e potevano poi ovviamente orientare eventuali contestazioni e pressioni alla squadra.

Tra oggi e domani ci saranno le discussioni degli avvocati con i rispettivi imputati.

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Info Francesca Galleano

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Francesca Galleano, 25 anni, laureata in Lettere e in Informazione ed Editoria. Appassionata di calcio, cultura, viaggi e fotografia. Caparbia, determinata e responsabile ma anche sognatrice e capace di stare contemporaneamente con i piedi per terra ma la testa tra le nuvole.

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