Spediporto risponde all'iniziativa del governo sui maggiori controlli nei porti

Spediporto risponde all’iniziativa del governo sui maggiori controlli nei porti

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Arrivano le prime azioni istituzionali al problema sollevato nelle ultime settimane da Spediporto in merito ai controlli sanitari delle merci in ingresso nei porti italiani. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha infatti annunciato un nuovo piano straordinario di controlli nella filiera alimentare in punti sensibili, come i porti, che però rivendica come una soluzione approntata per difendere il made in Italy piuttosto che una risposta alle problematiche riscontrate dagli operatori della logistica.

«Difenderemo con ancora maggior vigore il Made in Italy», ha dichiarato Meloni, nel corso di un incontro con le organizzazioni del comparto questa settimana a Palazzo Chigi. «Contro le importazioni da Paesi terzi che non rispettano gli standard sanitari, la tracciabilità e le norme sull’origine il governo ha istituito una cabina di regia interforze che ha definito un Piano straordinario di controlli per il 2024».

L’attenzione del governo sembra dunque sul mettere un freno alle importazioni

Questa cabina di regia comprenderà Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto, Dogane, Agea e Icqrf e, secondo la Presidente del Consiglio, con questo nuovo piano controlli «sarà allargato lo spettro delle filiere sottoposte a verifica e verrà aumentato il numero degli agenti impiegati nei punti sensibili come i porti di arrivo delle merci. Vogliamo continuare ad incentivare le filiere 100% italiane. Come sapete, nella legge di bilancio, per aiutare le famiglie in difficoltà ci sono stanziati 650 milioni di euro, per acquisto di cibo da Agea per i pacchi alimentari e per la carta Dedicata a te. Il Governo intende proseguire su questa strada, rafforzando il vincolo di origine 100% italiana delle produzioni, come aiuto diretto alla filiera agroalimentare nazionale».

Se da un lato si promettono più personale, ma anche più controlli, tuttavia tra i soggetti compresi nella cabina di regia non appaiono, per ora, quelli dipendenti dal ministero della Salute.

Spediporto e Alsea: «Bene l’attenzione del governo al tema dei controlli sanitari nei porti ma resta centrale il problema del personale»

«Accogliamo con soddisfazione l’attenzione che il Governo sta riservando al tema dei controlli sanitari anche nei porti», ha dichiarato il Direttore generale di Spediporto, Giampaolo Botta, di concerto con il segretario generale di Alsea, Andrea Cappa. «È importante che si parli di un loro rafforzamento ma sottolineiamo ancora una volta come sia imprescindibile pensare soprattutto a un incremento del personale specializzato in questo tipo di verifiche».

Limitare o interrompere le importazioni da Paesi terzi che non rispettano gli standard sanitari è, secondo Botta, «un obiettivo sicuramente importante per garantire maggior tutela per tutti, soprattutto per i consumatori. Ma è altresì evidente la necessità di un rafforzamento del personale specializzato che effettua questi controlli, soprattutto nei porti liguri. Al momento la situazione, tra Genova e Savona, resta drammatica con appena 3 veterinari che hanno potere di firma. Servono, dunque, figure professionalmente preparate, che possano agire in modo efficiente garantendo tempi contenuti per i controlli».

Già da fine dicembre Spediporto ha sollevato il problema della scarsità del personale nei porti liguri, che potrebbe comportare rischi anche per i consumatori. Considerando quanti container di merci deperibili approdano in Liguria, per stare al passo si devono rilasciare circa 450 certificati al giorno.

Il Segretario Generale di Alsea, l’Associazione lombarda degli spedizionieri e degli autotrasportatori sottolinea come sia centrale stroncare il fenomeno delle importazioni illegali. Tuttavia, aumentare i controlli al fine di limitare le importazioni potrebbe mettere in crisi un Paese come l’Italia che non è pienamente autosufficiente dal punto di vista alimentare. «I controlli»prosegue Cappa «vanno effettuati da personale qualificato, preparato e in tempi rapidi. Dunque è importante che, soprattutto nei porti liguri che sono in questo momento in maggior sofferenza, si aumenti il numero di addetti al più presto».

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Info Laura Casale

Laureata in Comunicazione professionale e multimediale all'Università di Pavia, Laura Casale (34 anni) scrive su giornali locali genovesi dal 2018. Lettrice accanita e appassionata di sport, ama scrivere del contesto ligure e genovese tenendo d'occhio lo scenario europeo e internazionale.

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