Cortona
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Preserviamo Cortona: urge un piano strategico per scongiurare la sindrome da cartolina turistica

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Cortona: una crisi di identità da affrontare con urgenza

Quante volte a Cortona ho pronunciato questa frase: “Ci vediamo dal Molesini.”

Il Molesini è il supermarket che dal 1937 la famiglia omonima gestiva nella piazza principale di Cortona: adesso ha chiuso.

Non credo esista residente che almeno una volta o più alla settimana non sia entrato qui per una spesa piccola o consistente.

Lo stesso possiamo dire dei turisti: una bella comodità poter acquistare prodotti alimentari e per la cura della persona mentre si passeggia per il centro di Cortona.

Lei, Cortona, è la rinomata città etrusca conosciuta anche per aver dato i natali a Luca Signorelli e Gino Severini.

Qui è cresciuto e tuttora vive Jovanotti che presso la discoteca Tuculca ha iniziato la sua carriera di disc jockey. Il resto è storia della musica.

Città etrusca, Cortona sorge a 500 mt. sul livello del mare: poco più di 20000 anime che solitamente, durante l’estate, diventano molte di più.

I turisti arrivano infatti da ogni regione d’Italia, da Stati Uniti, Inghilterra, Francia.

Caratterizzata da vicoli acciottolati, antiche mura e una vista mozzafiato sulla Valdichiana, Cortona da sempre attira visitatori da tutto il mondo per il suo fascino senza tempo.

La bellezza del centro storico e dei casali circostanti, l’accoglienza dei Cortonesi e la bontà dei prodotti tipici locali fanno di Cortona un luogo dove soggiornare felicemente da soli, con la famiglia e con gli amici.

Cortona: le opere del Signorelli, del Beato Angelico e del Severini

E’ sempre una scoperta visitare il Museo Diocesano, con le opere pittoriche del Signorelli, del Beato Angelico e, ovviamente, di Gino Severini, il famosissimo pittore e critico d’arte cortonese che nel 1910 aderì al Manifesto dei pittori futuristi su invito di Tommaso Marinetti.

Il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona – offre un percorso di visita alquanto interessante: qui troviamo le antiche collezioni settecentesche dell’Accademia Etrusca e le nuove sale dedicate al Severini.

Dopo questa doverosa introduzione che in ogni caso non esaurisce bellezza e fascino del luogo, è necessario passare alle criticità che ovviamente anche Cortona presenta.

MAEC - Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona
MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona

Cortona tra arte e problemi da risolvere

Durante il lungo soggiorno natalizio ho preso nota di alcune cose che proprio non vanno bene.

A cominciare dalla mancanza di taxi presso la stazione di Camucia-Cortona, ma a quanto pare mi hanno sentito.

E’ uscito infatti da poco un comunicato per annunciare la prossima presenza fissa di due taxi nei pressi della stazione.

In effetti, al di là della navetta che passa ogni venti minuti, arrivare in stazione magari dopo un lungo viaggio e dover aspettare invano e pure al freddo, non è proprio un bell’inizio di soggiorno.

E a proposito di stazione: mi sfugge perché chi amministra un luogo si dimentica così spesso di quello che è il primo biglietto da visita di una città.

La stazione Camucia-Cortona è di una desolazione infinita, fatto salvo per il bar che precede l’accesso ai binari.

Il sottopassaggio è piuttosto sporco, mal tenuto e maleodorante.

Fossi io il prossimo sindaco – e non c’entrano gli orientamenti politici, comunque si vota tra qualche mese – investirei risorse adeguate per l’immediato miglioramento di questo luogo deputato alla partenza e all’arrivo di residenti e turisti.

Le criticità si spostano anche sul versante della sicurezza delle strade: se oggi correre con la macchina pare un’inaccettabile consuetudine, è bene ricordare che a nessuno fa piacere rischiare la vita per attraversare la strada.

Basta recarsi alla Chiesa dello Spirito Santo per rendersi conto dell’alta pericolosità dell’impresa.

Lo specchio è orientato dall’altra parte e le macchine sfrecciano incuranti delle strisce.

Strisce pedonali, va aggiunto, non adeguatamente illuminate: insomma, passare dal lato opposto della strada è alquanto rischioso.

Sistemare specchio ed illuminazione? Aggiungere dei dossi per ridurre la velocità di transito? Predisporre un guard rail per proteggere le persone?

Oltre a questi problemi tecnici – che non si esauriscono con il mio breve elenco – adesso è più che mai necessario affrontare un altro nodo cruciale di Cortona.

Cortona: una città solo per turisti?

Al di là della sua innegabile e fiera bellezza, sta emergendo una realtà preoccupante: Cortona si sta trasformando sempre più in un luogo dedicato esclusivamente ai turisti, a scapito dei residenti locali.

Cortona è da sempre un tesoro di storia, cultura e bellezza paesaggistica.

Tutti, residenti e non, apprezzano le sue stradine tortuose, le piazze accoglienti e i monumenti storici che rendono questa città unica nel suo genere.

La piazza principale di Cortona, cuore pulsante della città, è stata per lungo tempo il punto d’incontro per i residenti e i visitatori.

Tuttavia, negli ultimi tempi, la piazza e la via principale, Ruga Piana, stanno subendo una trasformazione inaspettata ed indesiderata.

La recente chiusura del penultimo negozio di alimentari, il Molesini, sostituito – così pare – dall’ennesimo ristorante, solleva interrogativi sulla direzione che sta prendendo questa incantevole città.

La trasformazione in un paradiso esclusivo per turisti può sembrare allettante a breve termine, ma riflettiamo su come questa tendenza possa influire sulla vita quotidiana dei residenti.

Tutti i rischi di una Cortona “da cartolina”

E’ naturale assistere alla progressiva perdita di identità locale: l’affluenza sempre maggiore di turisti può portare a una diluizione dell’identità locale, con la città che perde la sua autenticità a favore di una versione più commercializzata e stereotipata.

Con la chiusura di negozi tradizionali per far spazio a soli esercizi turistici, i residenti locali rischiano di essere esclusi dal tessuto sociale ed economico della loro stessa comunità.

Facile prevedere trasferimenti nella vicina Camucia dove gli affitti risultano inferiori ed i servizi offerti, invece, più rispondenti alle esigenze delle famiglie.

Pare evidente che i nuclei familiari debbano poter contare su asili, scuole, luoghi per attività ricreative: bar e ristoranti non possono sostituirsi a tutto ciò che per una famiglia è assolutamente indispensabile.

La vera sfida sarebbe piuttosto quella di mantenere l’equilibrio tra il fascino turistico e il benessere della comunità locale, preservando il vero spirito di Cortona.

In ogni caso anche i turisti, considerato il fiorente mercato di Bed and Breakfast e case in affitto, credo preferiscano poter scegliere se mangiare sempre e solo al ristorante o se invece farsi la spesa in centro per poi rilassarsi in casa propria.

Non è un pensiero a mio avviso corretto pensare che i turisti siano sempre e solo una categoria di persone da ingozzare di cibo e a cui svuotare il portafoglio.

E poi ci sono i giovani: quali spazi dedica loro Cortona?

Pensare gli studenti cortonesi in questi mesi di gennaio e febbraio girare per le strade deserte con bar e negozi prevalentemente chiusi mi mette tristezza.

Bisogna aspettare Pasqua e la primavera per il ripopolamento, ma i risultati sul lungo periodo di certi comportamenti sono spesso infausti.

Identità perdute: il precedente di Albisola Capo

Ho assistito di persona, in qualità di ex residente, alla lenta ed inesorabile distruzione di un borgo molto bello, quello di Albisola Capo in provincia di Savona.

Tra le lamentele degli abitanti per gli spettacoli estivi ed il baccano dei turisti da un lato e l’eliminazione capillare di fruttivendoli, panettieri, insomma, di tutti quei negozi che fanno parte del naturale tessuto economico di un posto, alla fine Albisola Capo è rimasta senza negozi utili, pochi turisti e residenti scontenti.

Ecco perché chiudere il Supermarket del Molesini è una scelta a mio avviso scellerata e fallimentare.

Ovviamente non è una critica per i proprietari che hanno venduto i muri e deciso di chiudere un’attività dopo tanti anni di lavoro e di sacrifici.

Però si poteva convertire il locale e adibirlo ad un “alimentari” magari un po’ più sfizioso e dedicato a residenti e turisti.

Supermarket Molesini
Supermarket Molesini

Invece ci ritroveremo l’ennesimo ristorante che di certo sarà preso d’assalto nel periodo estivo, se non altro per curiosità, ma che andrà di fatto ad impoverire in modo indelebile l’offerta generale di Cortona.

La scomparsa di attività locali come il Supermarket Molesini – ultima scellerata chiusura di una lunga serie – può portare a una perdita dell’identità autentica di Cortona.

I negozi tradizionali spesso riflettono la storia e la cultura della comunità e la loro scomparsa può contribuire alla trasformazione di un luogo in una destinazione turistica alquanto omologata.

Le risorse, in un luogo come in una famiglia, non sono mai inesauribili e l’importanza strategica di indirizzarle al meglio è quanto mai stringente.

L’eccessivo ed indiscriminato afflusso turistico – abbinato alla diminuzione degli abitanti – potrebbe anche mettere a rischio la conservazione del patrimonio culturale di Cortona, con le risorse focalizzate principalmente sull’industria turistica a discapito della conservazione storica.

Con l’aumento di bar e ristoranti orientati solo al turismo, la comunità locale potrebbe inoltre sentirsi esclusa dalle dinamiche sociali del proprio ambiente, poiché le attività sono progettate principalmente per soddisfare le esigenze dei visitatori.

Si tende così anche a sviluppare una dipendenza eccessiva dall’industria turistica e ciò potrebbe rendere l’economia locale più vulnerabile alle fluttuazioni del turismo, con conseguenze negative durante i periodi di bassa affluenza.

Anche il mercato immobiliare cortonese, lo stiamo già osservando da anni, risente di questi meccanismi.

L’orientamento verso un turismo più elevato potrebbe favorire la speculazione immobiliare, con un ulteriore aumento dei prezzi degli immobili destinati a scopi turistici.

Ciò potrebbe rendere difficile per i residenti rimanere nel luogo in cui hanno vissuto per generazioni.

Smantellare neppure troppo lentamente un luogo come Cortona non è un buon affare per nessuno.

La fuga dei residenti e la perdita di servizi locali possono contribuire a un declino generale della qualità della vita per coloro che rimangono. La comunità può diventare più impersonale e meno inclusiva.

In generale, il processo di trasformazione di un luogo in una destinazione turistica a scapito delle esigenze dei residenti solleva questioni importanti riguardo all’equilibrio tra sviluppo turistico e preservazione della vita comunitaria.

Un approccio sostenibile dovrebbe cercare di bilanciare gli interessi del turismo con la salvaguardia della cultura locale, il benessere della comunità e la preservazione dell’ambiente.

Cortona sta attraversando una fase critica della sua storia. Mentre l’attrazione turistica può portare benefici iniziali, è essenziale ponderare attentamente gli impatti a lungo termine su residenti, cultura e identità locale.

La vera sfida per chi si candida ad amministrare Cortona – è opportuno ribadirlo – è mantenere l’equilibrio tra il fascino turistico e il benessere della comunità locale, preservando il vero spirito di Cortona e garantendo che non diventi soltanto una cartolina, ma resti un luogo autentico vissuto ed amato da tutti.

Rosella Schiesaro©

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Info Rosella Schiesaro

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Nata a Savona, di origini toscane, Rosella Schiesaro ha svolto per più di vent'anni attività di ufficio stampa e relazioni esterne per televisioni, aziende e privati. Cura per LiguriaDay la rubrica Il diario di Tourette dove affronta argomenti di attualità e realizza interviste sotto un personalissimo punto di vista e con uno stile molto diretto e libero. Da sempre appassionata studiosa di Giorgio Caproni, si è laureata con il massimo dei voti con la tesi “Giorgio Caproni: dalla percezione sensoriale del mondo all’estrema solitudine interiore”. In occasione dei centodieci anni dalla nascita del poeta, ci accompagna In viaggio con Giorgio Caproni alla scoperta delle sue poesie più significative attraverso un percorso di lettura assolutamente inedito e coinvolgente.

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