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Solo 500 cinghiali abbattuti a Genova nel 2023

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Non si ferma il problema cinghiali nel capoluogo ligure. La Vigilanza faunistica regionale ha comunicato che appena dall’inizio del 2023 514 cinghiali sono stati abbattuti solo nel territorio del Comune di Genova. I dati sono aggiornati a venerdì 27 ottobre e rivelano che nel capoluogo regionale sono stati uccisi quasi un quarto del totale che riguarda la Liguria, ossia 2332 cinghiali. A questi però si sommano altri 785 esemplari eliminati entro i confini della Città Metropolitana di Genova. Ciò vuol dire che oltre la metà dei cinghiali abbattuti nel 2023 si trovava in questa sola provincia.

Non hanno dunque fine le operazioni per depopolare il territorio ligure compreso nelle zone rosse dove ha colpito la peste suina africana

Il morbo, seppure non pericoloso per gli esseri umani, continua a colpire e a dettare le iniziative delle istituzioni locali. Oltre a ciò, il Comune di Genova sta lavorando per ridurre il numero di cinghiali in centro città. La decisione ha seguito i diversi episodi in cui cittadini hanno subito aggressioni mentre circolavano a piedi o in moto. Due motociclisti sono caduti per le “collisioni” con gli ungulati in corso Europa, una donna è stata morsa in Piazza Palermo.

Inoltre, nei boschi della Val Bisgano, di Righi e di Castelletto dei branchi hanno attaccato delle persone. Durante l’estate si sono registrati inoltre diversi episodi di cinghiali che andavano a rubare il cibo ai bagnanti in spiaggia.

Un problema che peggiora anche a causa deglistessi cittadini di Genova che portano da mangiare agli animali selvatici, abituandoli in maniera scorretta e privandoli del normale timore nei confronti degli esseri umani. È una conseguenza ovvia vedere poi cinghiali che si avvicinano alle persone mentre gettano l’immondizia, aspettandosi di ricevere del cibo facile.

«Il comandante dei vigili ha firmato un ordine in cui si chiede agli agenti di prestare la massima attenzione al fenomeno», spiega Sergio Gambino, assessore alla Sicurezza e Polizia Locale.

Dare da mangiare ai cinghiali può comportare una multa salata, dai 516 ai 2065 euro, e perfino un periodo di reclusione da 2 a 6 mesi

Dall’inizio del 2023, continua Gambino, la Polizia Locale ha comminato 15 multe a Genova. Potrebbero sembrare poche, ma il problema è cogliere i trasgressori sul fatto.

«I vigili e le guardie venatorie non possono di certo “militarizzare” ogni portone o cassonetto dell’immondizia. Nessuno va a caccia in città di cinghiali, ma si interviene grazie alle segnalazioni e alla presenza sul territorio», spiega l’assessore. «Rispetto al picco del fenomeno del 2022, la presenza degli ungulati è diminuita grazie alle catture, quindi sono calate anche le sanzioni. È però evidente che è ancora lontana la soluzione del problema. Stiamo facendo molto anche sulla prevenzione. Penso che la progressiva sostituzione da parte di Amiu dei cassonetti elettronici dell’immondizia con quelli nuovi, ermetici, possa aiutare molto perché gli animali non riescono ad abbatterli».

«Stiamo contenendo il problema grazie al super lavoro delle squadre di vigilanza», ha commentato l’assessore regionale a Caccia e Agricoltura, Alessandro Piana. «È davanti agli occhi di tutti che nonostante si sia parzialmente ridotta la presenza degli ungulati, con questi numeri bisogna agire non solo con azioni mirate, ma anche con un lavoro di prevenzione, multando chi lascia loro il cibo».

«Le segnalazioni arrivano sempre», conclude Gambino, «ora sono un po’ diminuite, ma l’invito è sempre scrivere al Comune o al canale Telegram per segnalarci gli avvistamenti o se qualcuno sta violando la legge».

A Genova si è deciso di posizionare delle gabbie per la cattura nei punti caldi con più avvistamenti, come corso Europa

Nell’area del Policlinico San Martino il Nucleo di Vigilanza regionale ha eliminato uno storico branco di quattro unità. Gli incontri ravvicinati con gli ungulati si ripetono ovunque e sono pericolosi. Sempre a San Martino, un cinghiale ha buttato un uomo a terra mentre portava a spasso il cane, che ha riportato lesioni a sua volta.

Per tenere i lontani dai centri abitati, la Regione aveva valutato di realizzare una recinzione chilometrica sulla linea di confine boschi-città. «L’iniziativa è servita a poco», spiega ancora Piana. «Prima il problema era solo della Liguria e del Piemonte, ora si è allargato a macchia d’olio fino in Lombardia, anzi diciamo che è in tutte le regioni, da nord a sud».

La Liguria per fermare la Peste Suina, si è affidata oltre che alle guardie venatorie anche, e soprattutto, ai cacciatori che, secondo Piana, «sono di grandissimo aiuto, ma non possono farsi carico di tutto, dall’abbattimento dei cinghiali fino alla distruzione delle carcasse. I costi sono quadruplicati e i cacciatori vanno aiutati».

Nel corso del 2023 la Regione ha introdotto diverse novità al regolamento venatorio locale, tra cui alcune che hanno sollevato polemiche, come la reintroduzione di arco e frecce.

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Info Laura Casale

Laureata in Comunicazione professionale e multimediale all'Università di Pavia, Laura Casale (34 anni) scrive su giornali locali genovesi dal 2018. Lettrice accanita e appassionata di sport, ama scrivere del contesto ligure e genovese tenendo d'occhio lo scenario europeo e internazionale.

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