Nudo seduto Amedeo Modigliani

In’side Art: “Nudo seduto” di Amedeo Modigliani

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Tempo di lettura: 2 minuti

Un’opera d’arte al giorno leva il medico di torno, mi dite che bensì dovrebbe trattarsi di una mela?

Amici lettori di In’side art bentornati nel nostro angolo artistico. La scelta di proporvi un nudo è stata casuale, apro il libro della fantasia, chiudo gli occhi e a caso scelgo l’opera e l’artista di turno.

Eccoci di fronte a questo nudo, uno dei tanti realizzati da Amedeo Modigliani.

Cos’è un nudo nell’arte figurativa? Perché gli artisti da sempre hanno raffigurato per lo più nudi femminili in tutte le salse? Non certo per voyeurismo. Dico la mia al volo…

Gli artisti ritraggono o fotografano nudi perché il corpo femminile è una forma perfetta, anche se a volte nella rappresentazione artistica apparentemente la bellezza femminile viene dipinta o fotografata non come tale.

Un corpo femminile dalle forme imperfette è ugualmente piacevole e bello in quanto possiamo benissimo dire che l’immagine della donna ha qualcosa di così superiore che va al di là di ogni giudizio.

Se allarghiamo la nostra visuale scopriamo che la perfezione delle forme e la bellezza possiamo trovarla in ogni momento in natura.

Dalla natura nasce la vita e la nostra origine primordiale dove non conta grado di cultura, colore della pelle, fede religiosa. Siamo figli della natura belli e perfetti anche nella nostra imperfezione e la donna vestita o nuda ne rappresenta il lato migliore.

Nudo seduto di Amedeo Modigliani

Ora davanti a quest’opera di Modigliani, un olio su tela realizzata nel 1916 nel formato 92×60 ed esposta presso Courtauld Institute Gallery di Londra, vi darò la sua interpretazione, come sempre secondo il mio umile punto di vista.

La donna è seduta, viene vista dal pittore di lato, Modì vuole dipingerla da vicino e taglia le gambe sull’inizio della coscia. Non gli interessa la figura intera, è l’attimo di relax che preferisce.

Vede la testa reclinarsi dolcemente su una spalla, dietro la donna c’è il lato di una parete anch’essa spoglia come la modella. Il verde di fondo miscelato con il nero perde di tono ma non di brillantezza, è di colore rosso la spalliera appena accennata dove poggia la schiena, l’ombra è nera non c’è bisogno di curare i dettagli, non serve l’imbottitura e la tappezzeria né una lampada d’arredo che illumini la figura.

E’ lei la donna senza veli che diventa luce e attira lo sguardo, ma non il pensiero, dell’osservatore che non deve pensare, non deve chiedersi che ci fa quella donna senza veli seduta da sola, né perché ha gli occhi chiusi o se sta sognando.

Le braccia sono tese e sembra una posizione scomoda per dormire, ma no la donna è seduta e si gode la libertà di essere nuda senza che nessuno si stupisca o si allarmi. Lei è nuda perché nudi siamo nati, perché una nudità così espressa senza malizia rappresenta la naturalezza di un momento e l’artista non cerca l’effetto, non è nel suo stile, ama solo riportare la pittura fuori dallo schema classico e delineare la bellezza senza idealizzarla.

Questa donna non è un mito ma una delle cose più belle al mondo. Questo mondo così povero di emozione spontanea e ricco di finzione.

Il tratto che utilizza Modì sembra grezzo ma in realtà è un segno dinamico, energico. La figura è ferma ma in azione perché la pelle è attiva, rosea e sanguigna; lei ha gli occhi chiusi, il volto è sereno ma il suo corpo a breve sarà pronto ad affrontare le difficoltà della giornata.

A me fa impazzire quel tratto. Quelle linee di colore nero che curvano le forme, le modellano. C’è un ritmo quasi jazz che parte in basso dalla coscia sinistra, il pelo sul pube con un ghirigoro che Amedeo ha di proposito arricciato senza paura che per l’epoca venga censurato. Poi il colore più scuro di tutti sale sul fianco e sotto il seno sinistro, una piega sotto l’ascella esalta la carne e con una dolcezza raffinata fa il paio con il volto allungato, il mento, le labbra e le guance rosse.

Ragazzi, la ragazza è viva non è barocca e i suoi capelli sono spettinati, non è tempo di mostrarsi diversa e per questo sono bastate tre tonalità, il verde, il rosso e il rosa carne. Solo tre, tutto il resto era fermento nel segno e nell’anima. In questa opera c’è un equilibrio pazzesco.

Anche la firma in alto alla destra della bella rende tutto armonioso e certifica la conclusione felice della tela con il piacere dell’artista che firmando lì non vuole disturbare la donna. La scena è la sua, amatela senza toccarla, respirate il suo profumo unico e personale, non ditele una parola, la natura non parla, regala in silenzio gioia, passione, naturalezza.

Amici dovreste ammirare quest’opera ascoltando le parole d’amore di B. B. King Live At The Regal – B.B. KING (Full Album 1964). Vi sembrerà un completamento sonoro dell’arte visiva davanti ai vostri occhi.

Ci vediamo alla prossima opera e al prossimo artista.

E ricordate, se avete richieste non esitate a chiedere in redazione. Sarete accontentati perché è sempre un piacere parlare di arte insieme a voi.

Foto : Courtauld Institute Galleries Londra

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Info Walter Festuccia

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Walter Festuccia, Roma 16 Marzo 1958, diplomato come aiuto scenografo presso il Cine Tv di Via della Vasca Navale di Roma. Artista per natura, artigiano per tradizione, pittore, scrittore. Per il mio stile utilizzato nello scrivere, amo definirmi jazzista della parola, tutto di me è racchiuso in queste definizioni. La mia scrittura, anche se è apparentemente espressa in maniera ironica e demenziale, lascia sempre una finestra aperta oppure un indizio rivolto all'attualità, tutto in un mix di fantasia quasi astratta che diventa con ciò il mio linguaggio espressivo. Come pittore, l'astrazione, l'informalità e l'uso manuale e gestuale della materia sono il mio "io" dentro di me che quando dipinge o scrive si lascia guidare dalla passione e dall'immaginazione attraverso la quale riesco a "vedere" la scena e a "sentire" i dialoghi di ogni mio componimento. Firmo testi e opere come Walter Festuccia oppure Walter Fest.

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