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Porto di Genova: settimane di fuoco per il futuro delle infrastrutture

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Genova – Il futuro del Porto di Genova sarà deciso nei prossimi 15 giorni durante i quali si discuterà in primis dell’ampliamento degli spazi operativi di calata Bettolo e della nuova diga foranea.

I giorni X per l’inizio delle due importanti opere dovrebbero essere rispettivamente il 20 aprile alle 11:30 e il 4 maggio alle 11:00, entrambi di giovedì.

Degna di nota anche la questione del piano di dislocamento dei depositi chimici costieri da ponte Somalia fino a Multedo. Alla prima delle due cerimonie è attesa la presenza, accanto alle istituzioni locali, di Pierfrancesco Agnese, presidente della Carlo Agnese S.p.a. e Soren Toft, Ceo del gruppo MSC che amministrerà l’area di Calata Bettolo.

Volendo fare un breve focus sull’impresa Agnese è importante specificare che essa ha vinto un appalto di ben 10 milioni di euro per Palazzo San Giorgio. Come già sottolineato dalla politica regionale, questo piano di rifacimento e rinnovamento infrastrutturale punta a migliorare l’accessibilità e il funzionamento del porto di Genova, fiore all’occhiello della città e dell’intera Liguria.

Il 4 maggio, invece, la cerimonia di posa della prima pietra si terrà presso la Sala delle Compere di Palazzo San Giorgio. L’intervento, che costerà un miliardo di euro, diventerà l’infrastruttura marittima più costosa della storia d’Italia e, secondo le indiscrezioni non ancora confermate, perfino il ministro dei Trasporti Matteo Salvini dovrebbe essere presente per l’avvio dei lavori. Indubbia sarà invece la presenza del suo viceministro Edoardo Rixi.

Una questione di “chimica”

Spostando nuovamente l’attenzione al discusso piano di dislocamento dei depositi chimici di Superba e Carmagnani, i tecnici incaricati dal Comune, dalle Autorità portuali e dalla Regione Liguria prevedono di consultarsi e accordarsi a breve sul da farsi.

Nel mentre, alcuni attivisti delle Officine Sampierdarenesi si preparano a intense giornate di volantinaggio per protestare e scongiurare il trasferimento delle stesse a Sampierdarena. Questa ipotesi, per quanto caldeggiata da alcuni addetti ai lavori, rischia però di essere scartata dalla Regione in favore di altre proposte.

Scegliere di sacrificare volontariamente un importante scalo merci come quello sampierdarenese di ponte Somalia per dedicare quello spazio allo stoccaggio di sostanze chimiche rischierebbe infatti di essere un’azione più dannosa che altro.

Ad ogni modo, si spera che il convegno di Vasta del prossimo 21 aprile in via Albertazzi possa fare chiarezza e trovare le soluzioni migliori a queste numerose situazioni.

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Info Alessandro Gargiulo

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Anacaprese trapiantato prima ad Udine e poi a Genova, coltivo la passione per la scrittura e il giornalismo fin da piccolo. Come un vero e proprio girovago, sono giunto in città per frequentare il corso di Informazione ed Editoria ed inseguire il mio sogno. Autentico malato di calcio, ho la fortuna di poter raccontare lo sport su LiguriaDay. Mix vincente tra Cannavacciuolo e Adani, spero in una carriera in cui potermi occupare soprattutto di calcio femminile.

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