Barbara del Rifugio Alma Libre
Barbara del Rifugio Alma Libre

“Denunciata per aver chiesto di non uccidere un cinghialetto”: la lettera di protesta di Barbara di Alma Libre

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Cinque capi d’imputazione per aver chiesto di risparmiare un cucciolo di cinghiale

Barbara, del Rifugio Antispecista Alma Libre, è accusata di diffamazione, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale oltre che di inosservanza di un obbligo legale e istigazione a delinquere.

Che cosa è successo di così grave? Di quali reati si è macchiata Barbara?

Era il 2 dicembre 2022 quando l’attivista di Alma Libre ha cercato di impedire l’abbattimento di un piccolo di cinghiale.

L’ungulato era rimasto ferito a causa di una caduta in un fosso, forse a seguito di un investimento, lungo il greto di un fiume a Massarosa.

La polizia provinciale aveva poi ucciso il giovane esemplare malgrado la proposta di Barbara di accoglierlo in una struttura-rifugio Cras.

Il suo accorato appello non è servito e Barbara ha dovuto assistere tra le lacrime all’esecuzione, con 4 colpi di pistola, del cinghialetto.

Una barbarie, una violenza inaudita alla quale ora si aggiungono le pesanti accuse contro Barbara che – assistita dagli avvocati Aldo Lasagna e Angelita Caruocciolo – risulta iscritta nel registro degli indagati per l’episodio.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta da Barbara

“In moltə sapete cosa è accaduto il 2 dicembre a pochi passi dal Rifugio.  

Un piccolo di cinghiale è stato freddato dalle autorità con 4 colpi di fucile sotto i nostri occhi, nonostante la nostra immediata disponibilità a prestare soccorso, accoglierlo, a provvedere alla sua cura e  riabilitazione, tutto a nostre spese.

Nulla è servito, nemmeno le suppliche, ad evitare la sua uccisione.

Lo dimostrano le sequenze video dei disperati minuti in cui si è decisa la sentenza di morte di quel piccolo corpo che hanno fatto il giro d’Italia e oltre confine.

Disegno di Caterina in Wonderland
Disegno di Caterina in Wonderland

Barbara denunciata: i cinque capi d’imputazione

A seguito di quel gesto che per me, e chi fa attivismo militante, è assurdo pensare vada contro la legge poiché è il minimo atto di umanità e aiuto che si possa fare verso un corpo vivente in estrema difficoltà, il 15 febbraio mi è stata notificata la denuncia che vede ben 5 capi d’imputazione:

– RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE

– INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO

– ISTIGAZIONE A DELINQUERE

– DIFFAMAZIONE

– INOSSERVANZA DEI PROVVEDIMENTI DELLE AUTORITÀ

La cosa assurda è che quest’estate, quando ci sono stati gli incendi nel comune di Massarosa, per aver aiutato a salvarsi degli animali, ho ricevuto un riconoscimento pubblico.

Adesso invece ricevo una denuncia, siamo al paradossale.

Riteniamo che questa denuncia sia l’ennesimo atto di intimidazione nei confronti delle attiviste militanti.

L’ennesimo tentativo di sedare quella rabbia provocata da un sistema culturale basato sulla prevaricazione dell’altro, sulla violenza nei confronti di chi abita un corpo non conforme agli standard.

O di chi si permette di attraversare confini che sono soprattutto mentali e che portano ad agire con odio xenofobo verso gli individui ritenuti diversi, i quali pagano questo “affronto” con la propria vita.

Dicevo…Questa rabbia, e questo malcelato disappunto, è la stessa che alimenta i corpi di tutti gli altri animali che resistono ogni giorno attivamente o passivamente al sopruso umano.

E che si ribellano al giogo dell’oppressione basata sul profitto ad ogni costo, che ormai utilizza un linguaggio guerrafondaio nei confronti dei selvatici, e più nello specifico verso i cinghiali, per ottenere via libera e consenso senza ostacoli da parte di istituzione e opinione pubblica.

Si parla di “invasione” di branchi nelle città, di “assedio” alle stalle, di “aggressione” ad altri animali.

Di “danni economici incalcolabili” alla produzione agricola, di “rischi” per la salute negli allevamenti causata della PSA, addirittura di perdita della biodiversità animale e vegetale.

E mi fermo qui perché a leggere tali articoli sembra di essere di fronte ad una nuova ondata di barbari invasori quando invece è evidente quanto la distorsione della realtà serva a costruire il mostro.

Un’intera categoria di mostri da annientare con qualsiasi mezzo pur di continuare a sottrarre spazi e risorse a chi vive in modo libero, a chi esplora il mondo senza badare ai confini, a chi è costretto a fuggire dalla Natura perché braccato dai cacciatori.

Manifestazioni di Alma Libre e altri rifugi antispecisti

Ed è anche per smontare questa narrazione che Alma Libre assieme ad altri rifugi e collettivi antispecisti ha dato il via a manifestazioni itineranti in cui diamo una corretta chiave di lettura ed una differente prospettiva di coabitazione tra animali umani e animali di altra specie. 

Per quanto appena detto riteniamo questo provvedimento vergognoso.

Perché uno stato che impedisca di comportarci in modo altruista, empatico e compassionevole nei confronti di chi palesemente è in pericolo di vita e che necessita di soccorso, è uno stato ingiusto.

Mi sto confrontando con i legali per decidere come procedere.

A mio carico ho già due condanne definitive sempre per la stessa tematica e alcune cose in sospeso, quindi non so a cosa porterà questa vicenda.

So che non mi fermerò e non mi piegherò ad uno stato che ci vuole impedire di fare ciò che riteniamo giusto.

Ringrazio tutte le persone che mi stanno dimostrando solidarietà e che si sono proposte di aiutare con le spese legali.

Terremo tutt* aggiornat* attraverso i canali social del Rifugio Alma Libre.”

Rosella Schiesaro

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Info Rosella Schiesaro

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Nata a Savona, di origini toscane, Rosella Schiesaro ha svolto per più di vent'anni attività di ufficio stampa e relazioni esterne per televisioni, aziende e privati. Cura per LiguriaDay la rubrica Il diario di Tourette dove affronta argomenti di attualità e realizza interviste sotto un personalissimo punto di vista e con uno stile molto diretto e libero. Da sempre appassionata studiosa di Giorgio Caproni, si è laureata con il massimo dei voti con la tesi “Giorgio Caproni: dalla percezione sensoriale del mondo all’estrema solitudine interiore”. In occasione dei centodieci anni dalla nascita del poeta, ci accompagna In viaggio con Giorgio Caproni alla scoperta delle sue poesie più significative attraverso un percorso di lettura assolutamente inedito e coinvolgente.

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