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Portanova: condannato a sei anni di carcere per stupro di gruppo

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Portanova, condannato a sei anni il centrocampista rossoblù. Ieri la sentenza per il processo scattato dalla denuncia del 31 maggio 2021 di una ragazza di 22 anni vittima di stupro di gruppo. La condanna più pesante per Portanova e lo zio, altri due i soggetti coinvolti.

Manolo Portanova è stato condannato in primo grado a sei anni di carcere dal tribunale di Siena per violenza sessuale di gruppo. Il calciatore del Genoa ha assistito in presenza all’udienza che si è tenuta a porte chiuse nella giornata di ieri. Oltre ai sei anni di pena il giudice ha imposto anche una provvisionale di 100 mila euro a favore della vittima, 20 mila alla madre della ragazza e 10 mila da devolvere all’associazione senese “Donna chiama donna.

Stessa pena anche per lo zio del centrocampista rossoblù Alessio Langella, entrambi avevano scelto il rito abbreviato. Il terzo indagato maggiorenne invece ha optato per il rito ordinario ed è stato quindi rinviato a giudizio alla fine dell’udienza preliminare. Il quarto soggetto – minorenne all’epoca dei fatti – sarà giudicato dal Tribunale dei Minorenni di Firenze.

Portanova, stupro: i fatti

I fatti risalgono alla notte tra il 30 e il 31 maggio 2021 ad una festa privata tenutasi in un appartamento del centro storico senese, in cui la ragazza sarebbe stata vittima di uno stupro di gruppo che ha visto coinvolti il calciatore Portanova con altri 3 ragazzi, di cui uno minorenne all’epoca dei fatti. Stando al racconto della giovane il minorenne avrebbe filmato con un cellulare la scena.

La trappola sarebbe scattata quando la ragazza si è appartata insieme a Portanova e a quel punto si sarebbe trovata di fronte agli altri tre soggetti che hanno partecipato alla violenza.

Il giocatore si è sempre difeso dichiarandosi innocente e affermando che il rapporto fosse stato consenziente, ma la ragazza all’ospedale ha avuto una prognosi di un mese ed evidenti problemi psicologici.

Immediatamente dopo il fatto, intorno ai primi di giugno del 2021, Portanova era stato sottoposto agli arresti domiciliari, una misura che era poi decaduta nel mese di luglio per permettere al giocatore di effettuare le visite mediche con il Genoa in vista del ritiro estivo in Austria.

Nonostante Portanova stesse continuando la sua carriera sportiva – domenica scorsa ha giocato al Ferraris contro il Cittadella – l’indagine è andata avanti. Lo scorso marzo è stato richiesto il processo e a luglio la vittima è stata sentita per oltre sette ore con la formula dell’incidente probatorio, confermando le accuse per i 4 imputati.

Le reazioni alla lettura della sentenza:

Fino ad arrivare alla sentenza di ieri: poche parole rilasciate dal centrocampista, che ora presenterà appello:

“che devo dire? sono innocente” ha detto all’uscita dal tribunale.

Lacrime di gioia invece per la vittima, lo ha riferito l’avvocato difensore della 22enne Jacopo Meini:

“La mia assistita si è subito messa a piangere dalla gioia e mi ha detto che è felice che la giustizia abbia creduto in lei. Ha voluto ringraziare immensamente tutto il team che ha lavorato per lei e che con lei ha sofferto. Mi ha detto ‘Ho trovato una seconda famiglia che mi ha supportata e creduta fin dal primo istante’. Sono veramente contento per la ragazza perché la difficoltà di questo tipo di processi sono i tempi rapidi con cui devono essere fatte le indagini – ha concluso il legale di parte civile -, sia il pm sia la polizia sono stati rapidissimi nel sequestrare i telefoni e sentire i testimoni due volte”.

Fino ad ora nessuna parola rilasciata dalla società rossoblù riguardo la delicata questione.

 

Francesca Galleano

 

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Info Francesca Galleano

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Francesca Galleano, 25 anni, laureata in Lettere e in Informazione ed Editoria. Appassionata di calcio, cultura, viaggi e fotografia. Caparbia, determinata e responsabile ma anche sognatrice e capace di stare contemporaneamente con i piedi per terra ma la testa tra le nuvole.

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