Salone del Libro 2022: sono tanti i “Cuori servaggi”

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Oggi è l’ultimo giorno del Salone del Libro di Torino, un caro ultratrentenne che ne ha viste passare di stagioni, ma che è ancora in grado di stupire per eventi e numeri da capogiro. Ieri c’eravamo anche noi in quei oltre 150mila visitatori che si sono accalcati tra i padiglioni, dimentichi dell’afa straordinaria di questo maggio che a Torino sembra già luglio, catturati dagli stand, dagli autori e dagli editori.
Si respira carta al Salone, si respirano parole che vogliono essere lette.

Salone del Libro 2022 Cuori selvaggiI dati parlano chiaro: questo Salone è stato un successo, di numeri e vendite, di tutto.
Passando per gli stand la soddisfazione degli editori è quasi palpabile, dopotutto il gruppo Mondadori parla di un +35% di vendite rispetto ai primi due giorni dell’edizione di ottobre e non è il solo. È stato un successo anche per gruppi decisamente più piccoli come La Corte Edizioni o Delrai Edizioni, che ci hanno raccontato con entusiasmo la riuscita di questa edizione 2022 del Salone del Libro.

Gli incontri e gli eventi sono stati tanti, la noia è stata bandita ancora prima di iniziare. L’organizzazione ha anzi sistemato adeguate postazioni esterne per far fare una meritata sosta a coloro che, nel voler cercare di non perdersi niente, hanno fatto full immersion intensive.
A inizio giornata abbiamo visto una coda interminabile per Maccio Capatonda, a un certo punto hanno cominciato a distribuire ventagli a forma di libro per far sopportare meglio il caldo ai visitatori in attesa di entrare. Ma vi assicuriamo che non è stata l’unica coda che abbiamo visto e le facce dei presenti non erano certo scocciate. Certo, aspettare non piace a nessuno, ma c’era l’aspettativa sui loro volti e la gioia di ritrovarsi accanto persone con gli stessi interessi con cui scambiare opinioni nell’attesa.
Poi c’è stato Saviano, Zerocalcare, Annie Ernaux, Joe R. Lansdale, l’economista Joe R. Lansdale, Camilla Läckberg, Benjamín Labatut, Eshkol Nevo, Simonetta Agnello Hornby, Diego De Silva, Lidia Ravera, Nadia Terranova, Jovanotti… e questi solo i nomi illustri. Oltre a loro autori di minor calibro, conosciuti dalle nicchie di genere, e una selva di autori emergenti che si è riversata al Salone del Libro di Torino con stand che possiamo anche definire improvvisati, ma non per questo meno ricchi di gente e interesse.

Salone del Libro 2022 citazione Liguria TodayA fine serata ci siamo guardati intorno e i visi erano stanchi, ma felici. Borse piene, tutti soddisfatti degli acquisti.
Pochi sconti nel Padiglione Oval da parte dei grandi editori, sono stati invece i piccoli editori quest’anno a cercare di catturare il pubblico con offerte che erano anni che non vedevamo al Salone.

Un boom grazie soprattutto ai giovanissimi che hanno fatto salire le presenze alle stelle rispetto all’edizione di ottobre, poi si dice che i ragazzi non leggono …i ragazzi leggono, ma quello che vogliono loro, trascinati dal #booktok e dai loro blogger preferiti su instagram. Spinti dai consigli dei loro amati influencer hanno fatto si che il titolo più richiesto alla Mondadori sia stato il primo volume di “Heartstopper” (fascia tra i 14-18 anni), anche nello stand Adelphi il più venduto è stato “Follia” di Patrick McGrath (a partire dai 12 anni). Un caso? No di sicuro. Se solo i libri dedicati a loro avessero prezzi meno proibitivi, che sostano sui 25€ a volume cartaceo e 10€ per un ebook, le vendite sarebbero duplicate.

Insomma, noi ci ricorderemo di questo Salone del Libro, a nostro parere il migliore degli ultimi 3 anni. Ricco di eventi, incontri, stand e facce felici. Questo è il Salone che ci piace.

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