Perinaldo
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Stelle, olio e carciofi per Gian Domenico Cassini

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La via normale per salire lassù si arrampica sulle colline dietro Bordighera, lasciandosi alle spalle le palme e i lungomare. Io preferisco arrivarci “dall’alto” attraverso i boschi del monte Bignone, freschi anche in estate.

Ma il risultato non cambia: Perinaldo è veramente, come alcuni dissero nel passato, un “poggio delle stelle”. Non è strano che Gian Domenico Cassini, uno dei massimi astronomi della storia, sia nato qui.

Il borgo di Podium Rainaldi sorse intorno al Mille sotto i marchesi di Dolceacqua. Passò nel 1288 alla famiglia Doria che lo cedette ai Savoia nel 1524.

Gian Domenico Cassini nacque a Perinaldo l’8 giugno 1625 e divenne insigne matematico, ingegnere, medico e biologo. Nel 1669 Luigi XIV di Francia, il Re Sole, lo chiamò a dirigere l’Osservatorio astronomico parigino.

E’ ricordato per una enorme quantità di studi fondamentali per lo sviluppo dell’astronomia e della meccanica celeste, studi che ora per brevità non menziono. Anche suo figlio, Jacques Cassini e almeno tre nipoti e pronipoti furono astronomi di una certa fama.

Il paese ha il tipico aspetto dei borghi dell’entroterra ligure, un rebigo di vicoletti e piazzette allungati sul crinale della collina.

Però quasi tutto qui, più che di terra, parla di cielo.

Partiamo dal seicentesco convento dei Frati minori (la sua chiesa barocca ha un raro campanile triangolare) che ospita l’Osservatorio Astronomico Comunale “G. D. Cassini”, il museo Cassiniano e il museo Napoleonico (perché l’Imperatore dei Francesi passò anche da qui e lasciò gustose tracce – ne riparleremo…).

Indi percorriamo il centrale carrugio di via G. D. Cassini per viaggiare attraverso il Sistema Solare.

Carruggio di Perinaldo con una mattonella del sistema solare

 

Già, perché nel 2004 sono state posizionate lungo la via, in scala di distanza 1:10.000 miliardi, alcune piastre in pietra che rappresentano il Sole e i pianeti fino a Saturno, il più lontano visibile ad occhio nudo e conosciuto ai tempi di Cassini.

Grazie all’associazione Stellaria (http://astroperinaldo.it) che si occupa di divulgazione e didattica dell’astronomia, Perinaldo è diventato negli anni un “teatro dell’astronomia” dove hanno preso vita il Giardino del Sole con l’Eclitticum che rappresenta il piano dell’orizzonte e visualizza il ciclo delle stagioni con solstizi ed equinozi, una meridiana da muro e un orologio solare analemmatico in cui l’osservatore si pone sulla pedana con i talloni all’altezza del giorno corrente, così che la sua ombra indica l’ora secondo il tempo solare del meridiano di riferimento del nostro fuso orario (15° E).

Nel Giardino delle Stelle del Nord si può osservare il cielo del nord e visualizzare alcuni elementi di meccanica celeste, la rotazione terrestre e il movimento apparente delle stelle.

Ma la “star” del paese delle stelle (scusatemi il gioco di parole) è la grande meridiana a camera oscura del santuario di N. S. della Visitazione.

Meridiana – piastra equinozio (foto Archivio Stellaria)

 

In questo tipo di meridiane non c’è un’asta che proietta la sua ombra ma un “foro gnomonico” attraverso cui l’immagine del Sole si proietta sulla linea meridiana situata in un ambiente in ombra.

Prima dell’avvento dei telescopi queste meridiane servivano a studiare il movimento apparente del Sole e per l’aggiustamento del calendario liturgico in relazione alle feste mobili come la Pasqua.

Questa è la prima di queste dimensioni realizzata in Italia dalla fine dell’800.

E’ stata inaugurata nel giorno del solstizio d’inverno del 2007 e nella nitida immagine del Sole proiettata dal foro gnomonico sul pavimento della chiesa si possono osservare macchie solari, eclissi, transiti dei pianeti interni.

L’immagine del Sole nell’istante del mezzodì sta esattamente sulla linea meridiana.

Una lamina di ottone lunga 20 metri (la milionesima parte del meridiano terrestre) disposta lungo l’asse nord-sud.

Con il variare delle stagioni e quindi dell’altezza del Sole al mezzodì, l’immagine luminosa “sale” e “scende” lungo la lamina fra i due estremi dove sono segnate le posizioni del solstizio estivo (massima altezza del Sole) e del solstizio invernale (minima altezza del Sole).

Questa meridiana è una delle più precise al mondo, tanto che è possibile rendersi conto di quel dettaglio di tempo che è il “secondo intercalare”, quel secondo che periodicamente (in media ogni diciotto mesi) viene aggiunto al tempo coordinato universale (UTC) per mantenerlo allineato al giorno solare medio, a causa dell’irregolarità della rotazione terrestre.

Un bel giorno ai costruttori della meridiana è venuta l’idea di far “uscire” dalla chiesa quella linea lunga 20 metri. Il meridiano che essa segna ha longitudine 7°40′ Est e nel 2009 è stato denominato “Meridiano Cassini” .E’ quindi stato segnato al suolo con cartelli e installazioni dal mare di Bordighera fino alle montagne della Valle d’Aosta.

Certo sarebbe bello continuarlo a nord fino in Norvegia e nei ghiacci artici e a sud del Mediterraneo mentre attraversa l’Africa e si tuffa nell’Oceano Atlantico per proseguire sino in Antartide…

Una interessante lettura su tutto ciò può essere “Uno gnomone sul Meridiano Cassini“, Giancarlo Bonini, 2019.

Bonini è anche il principale realizzatore della Meridiana e dei percorsi astronomici di Perinaldo.

Ma sotto le stelle, a Perinaldo, cosa c’è?

Ad esempio c’è il Carciofo di Perinaldo, Presidio Slow Food, discendente da una varietà di carciofo della Provenza che si dice sia stato portato dai soldati napoleonici o addirittura donato da Napoleone in persona come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta dai perinaldesi.

E poi c’è l’olio: Perinaldo è una Città dell’Olio, nelle sue ripide campagne si coltiva l’olivo di varietà taggiasca che fornisce l’ottimo olio extravergine gloria e vanto dell’estremo Ponente ligure.

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Info Gianni Dall'Aglio

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Genovese, per ragioni familiari divido (anzi, raddoppio) la mia vita tra Genova e Sanremo. Dopo la laurea in Geologia ho lavorato all’Università di Genova ma da più di vent'anni collaboro con case editrici locali e nazionali come autore di libri, guide, articoli su turismo, storia, arte e scienze; sono Direttore Responsabile del Gazzettino Sampierdarenese, socio del Club per l'UNESCO di Sanremo e delegato regionale del FAI, Fondo Ambiente Italiano. La mia famiglia comprende anche cinque gatti e un numero quasi incommensurabile di alberi di bosco e piante da giardino.

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