Green Logistic Valley – Strategie future per Genova e la Valpolcevera evento al Salone Nautico 2023

Green Logistic Valley – La visione sullo sviluppo e integrazione delle attività portuali.

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La visione del progetto Green Logistic Valley. Un viaggio evocativo, dal mare al cantiere del terzo valico. Realizzato da MeRcomm per Spediporto Il video alterna presente e futuro attraverso riprese aeree e ricostruzione del territorio in 3D.

Perché milioni di container in arrivo nel porto di Genova, dopo il transito, sono lavorate oltre Appennino? Perché non sviluppare occupazione e mercato sul territorio?

Il progetto “Green Logistic Valley”

Lo studio, commissionato da Spediporto, la principale organizzazione italiana di rappresentanza degli spedizionieri internazionali marittimi a cui aderiscono oltre il 90% delle imprese liguri, realizzato da Sibilla Associati, è in costante aggiornametno.

La Valle del Polcevera rappresenta il naturale ed unico polmone di spazi dove poter portare tecnologia e logistica sofisticata.

Questo progetto, sostenuto da incentivi amministrativi e commerciali, come nel caso della Zona Logistica Semplificata, ha le potenzialitù di attrarre capitali e favorire iniziative imprenditoriali in quella che diventerà, con il Terzo Valico, la valle d’Italia più vicina all’Europa!

Oggi la Val Polcevera, per motivi storici e legati allo sviluppo economico, risulta al contempo sovrasfruttata e sottoutilizzata. I numerosi spazi occupati da fabbriche dismesse e binari ferroviari inutilizzati, hanno il potenziale per ospitare un grande centro distribuito di eccellenza tecnologica e logistica, un’area fortemente digitalizzata, smart ed innovativa.

Il progetto evidenzia i vantaggi i vantaggi per il territorio: la merce, dal porto, deve sbarcare e entrare direttamente in Valpolcevera, il futuro cuore commerciale di Genova.

I benefici che potrebbero derivare dalla sommatoria tra una Zona Logistica Semplificata ed una Zona Doganale Interclusa sono legati ai vantaggi commerciali ed operativi che gli importatori e gli esportatori, non solo italiani ma soprattutto esteri, potrebbero trovare sul territorio.

Occorre quindi creare aree ad “amministrazione semplificata” in grado di garantire ad ogni attività di tipo imprenditoriale particolari agevolazioni e incentivi legati anche al particolare status doganale delle merci.

Come dice il Presidente di Spediporto Alessandro Pitto «…una ZES o una ZLS, anche se rafforzate, si basano sulla presenza di incentivi doganali e fiscali però limitati nel tempo. È necessario invece mettere in campo una componente funzionale per creare sinergie con le piccole e medie realtà imprenditoriali locali sul territorio…»

La Green Logistic Valley quindi è un progetto pilota di ZLS che ha alla base l’idea più semplice e naturale: riscoprire la centralità della merce che oggi entra in porto nei container, viene caricata su camion e treni e fugge via da Genova, senza lasciare traccia. Occorre pertanto valorizzare questa “ricchezza”, perché qui a Genova e non altrove la merce va “lavorata” e distribuita dalle aziende operanti nel territorio. 

«Insieme a operatori, imprese, amministrazioni e comitati siamo convinti che Genova meriti di essere una città del futuro, una Smart Port City – dice Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto – ecco perché è importante sostenere un progetto di Zona Logistica Semplificata che, supportando la nostra idea di Green Logistic Valley, si porrà gli obiettivi di valorizzare le piccole e medie imprese esistenti attraendo nuovi investimenti, favorire l’export italiano e quello ligure, far crescere le sinergie tra industria, logistica ed alta tecnologia e, infine, aumentare la qualità della vita, dei servizi anche attraverso l’eco-sostenibilità».

È così che gli spedizionieri vogliono valorizzare il mercato delle commodity, che ha fatto la fortuna di numerosi porti nel mondo e che oggi ha rilanciato sugli scenari internazionali anche il porto di Trieste. Tra le tante possibilità che si presentano a Genova «…c’è quella di diventare sede di importanti depositi allo stato estero abilitati dove ‘buffer stock’ o stock regolari possono essere inseriti all’interno di moderni magazzini robotizzati, in prossimità delle aree economiche di consumo.

Questi aspetti sono oggi una vera e propria calamita non solo per gli operatori della logistica ma anche, e soprattutto, per il mondo della finanza. Genova ha tutte le carte in regola per diventare, attraverso un potenziamento della sua offerta di depositi allo stato estero (ZFD), sede di importanti soft-commodity, come il caffè, prodotti coloniali, cacao e metalli ferrosi.

Ha dichiarato a LiguriaDay, Giampaolo Botta direttore generale di Spediporto.

L’idea è quella di un porto che deve non solo caricare e scaricare container ma portare a Genova e al territorio circostante crescita e occupazione, ambire a diventare una città del futuro e della tecnologia, una vera smart city, anzi una Smart Port City dove convivono logistica, blu economy, servizi e qualità della vita grazie anche all’utilizzo di Big Data, AI, IOT, Tecnologia Blockchain, Reti 5G. E la nuova diga di Genova consentirà un esponenziale aumento dei traffici in particolare legato alle nuove grandi portacontainer.


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