Un importante passo avanti per il futuro dell’Istituto Firpo Buonarroti e del quartiere di Marassi. Oggi, presso la Sala del Gonfalone di Città Metropolitana di Genova, si è tenuto un incontro cruciale tra le istituzioni locali e il mondo scolastico per delineare un percorso condiviso che garantisca sostenibilità e continuità educativa.
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di Città Metropolitana, Comune di Genova e scuola, tra cui il Sindaco facente funzioni Pietro Piciocchi, l’Assessore ai Lavori Pubblici Ferdinando de Fornari e la Dirigente scolastica Annamaria Coniglio. Presenti anche tecnici ed esperti dell’edilizia scolastica e dei trasporti, segno dell’impegno congiunto per un futuro solido della scuola e del quartiere.
Lo spostamento del Firpo, una scelta obbligata
L’Istituto Firpo Buonarroti, una delle scuole superiori più frequentate della città con circa 900 studenti, sarà abbattuto per far spazio a una stazione della metropolitana. La necessità di trovare una nuova sede adeguata ha portato a individuare un’area alternativa nell’ex officina ferroviaria tra Corso Sardegna, Via Paolo Giacometti e Piazza Martinez. Una posizione strategica, vicina alla stazione di Brignole e ben servita dai trasporti pubblici, che sembrava una soluzione ideale per garantire accessibilità e continuità didattica.
Al centro del dibattito anche il progetto dello Skymetro, infrastruttura che secondo il Comune di Genova migliorerà la mobilità della vallata e favorirà la riqualificazione dell’area, nonostante le varie critiche al progetto anche a causa gli elevati costi. È stato confermato che la demolizione dell’attuale sede dell’istituto avverrà solo dopo la costruzione e attivazione della nuova scuola.
La nuova sede più moderna
Il progetto della nuova scuola prevede una struttura all’avanguardia, sostenibile ed efficiente dal punto di vista energetico, con spazi sportivi aperti anche alla cittadinanza. Tuttavia, emergono criticità significative legate all’impatto acustico del prolungamento della metropolitana. Secondo lo studio di impatto ambientale pubblicato di recente, l’area individuata per il nuovo Firpo Buonarroti si troverebbe in una zona con livelli di rumore compresi tra 48 e oltre 68 decibel nelle ore diurne, con picchi che potrebbero superare i limiti imposti dalla normativa per gli edifici scolastici.
Il problema del rumore
L’analisi del rumore prevede l’installazione di barriere fonoassorbenti e attenuatori sui binari, ma i dati mostrano che gran parte dell’area ex officine rientrerebbe in una fascia acustica potenzialmente incompatibile con la destinazione scolastica. Per le abitazioni, il limite massimo è di 80 decibel, mentre per le scuole il tetto è fissato a 50 decibel. Attualmente, lo studio considera compatibile la vicina scuola Marconi grazie alla distanza di oltre 60 metri dalla linea ferroviaria e alla riduzione del rumore dovuta alla bassa velocità dei convogli in prossimità della stazione. Tuttavia, questi fattori non si applicano all’area ex officine, dove i treni viaggerebbero a circa 55 km/h, generando livelli di rumore superiori.
Il futuro dell’Istituto Firpo
L’incontro ha rappresentato un passo decisivo per il rilancio dell’Istituto Firpo Buonarroti e del quartiere Marassi. Le istituzioni si sono impegnate a collaborare per realizzare un modello scolastico innovativo e sostenibile, vista la grande necessità di rivoluzionare questo settore per poter migliorare le condizioni di apprendimento degli studenti garantendogli un ambiente di qualità e utile allo studio.
Se però i dati dello studio verranno confermati, la costruzione della nuova scuola nell’area individuata potrebbe tuttavia rivelarsi impraticabile, rendendo necessario un ripensamento del progetto. La questione rimane aperta e sarà cruciale il confronto tra istituzioni, tecnici e comunità scolastica per trovare una soluzione che garantisca agli studenti un ambiente didattico adeguato, senza compromettere la qualità della vita del quartiere.
Il destino del Firpo Buonarroti è ancora incerto, ma una cosa è chiara: la città ha bisogno di scelte urbanistiche lungimiranti, che coniughino sviluppo infrastrutturale e sostenibilità sociale.