Se c’è un comune denominatore tra le elezioni regionali dello scorso autunno e quelle genovesi della prossima primavera, se c’è un sentimento che rende speculari centro destra e centro sinistra, ebbene è la disperazione. Ovviamente politica.
Un sentimento di sconforto, abbattimento, timore di perdere, aveva convinto a poco più di un mese dalle elezioni regionali il centro destra a schierare come candidato Marco Bucci. Un uomo che all’epoca era sufficientemente impegnato, facendo il sindaco di Genova non a fine mandato ma a metà del guado. La scelta era stata dettata appunto dalla disperazione e dalla quasi certezza che la partita sarebbe stata persa: tutti i sondaggi davano Orlando vincente; che se la dovesse vedere con Ilaria Cavo, con Edoardo Rixi e con Pietro Piciocchi, era il risultato non cambiava. Le cronache dell’epoca raccontano di una telefonata a Marco Bucci da parte della leader di FdI e Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni di questo tenore: “ti prego salvaci, siamo disperati”. Com’è andata a finire si sa. Bucci ha fatto il miracolo. Certo, con l’aiuto di un tal Claudio Scajola.
Oggi, a quanto pare, la stessa situazione si è verificata – almeno per quanto riguarda la candidatura, mentre per il voto si dovrà attendere – dall’altra parte dello steccato. Disperati e in affanno, tra saggi che non avevano nulla da fare e da dire, candidati in pectore indisponibili a fare un passo indietro e altre ipotesi allarmanti, la situazione per il centro sinistra stava scivolando dal problematico al grottesco.
Così qualcuno, ancora una volta a Roma, ha avuto una pensata: ha bussato alla porta (romana) di Silvia Salis e ha detto probabilmente una frase simile a quella che Meloni aveva detto a Bucci: “ti prego salvaci”. Ottenendo già un primo risultato: la partita si è riaperta, gli avversari del centro destra sono rimasti ancora più stupiti e disorientati dello stesso polo del centro sinistra.
Resta da vedere se il finale sarà lo stesso d’autunno: la disperazione vince?
E.M.
Ti può interessare anche