La struttura originaria fu commissionata dalla famiglia Giustiniani, una delle più influenti di Roma, nota per il loro mecenatismo e l'amore per le arti.
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Il Casino Giustiniani Massimo Lancellotti: un tesoro nascosto manierista nel cuore di Roma

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Tempo di lettura: 2 minuti

Alla scoperta del Casino Giustiniani Massimo Lancellotti: arte, storia e bellezza a Roma

Nel cuore di Roma, tra le strade del quartiere Esquilino, si nasconde un gioiello architettonico: il Casino Giustiniani Massimo Lancellotti, noto anche come Casino Giustiniani Massimo. Questo edificio, meno noto rispetto ad altre gemme della Città Eterna, rappresenta un patrimonio culturale e artistico di grande valore, simbolo di un’epoca ricca di fermento creativo e innovazione architettonica. L’elegante edificio risale agli inizi del XVII secolo e rappresenta un esempio del gusto tardo manierista.

La storia e le origini

La struttura originaria fu commissionata dalla famiglia Giustiniani, una delle più influenti di Roma, nota per il loro mecenatismo e l’amore per le arti.

Fortemente voluto dal marchese Vincenzo Giustiniani, mecenate di Caravaggio, in quanto desideroso di un rifugio tranquillo lontano dal palazzo di famiglia sito nei pressi del Pantheon. Nel 1600 acquistò un pezzo di terra caratterizzato da orti tra Via Merulana e la Basilica di San Giovanni e fece costruire quindi la villa destinata ai suoi momenti di relax.

Il progetto è su due piani e presenta una loggia che affaccia su un grande giardino. Le linee eleganti e la cura nei dettagli riflettono il gusto artistico di quel periodo.

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Al piano terra sono presenti tre stanze con una serie di affreschi databili inizio ottocento.

Nel 1802 la famiglia Massimo subentrò nella proprietà, un’altra dinastia aristocratica romana, che lo arricchì ulteriormente di decorazioni e opere d’arte. Nel 1848 il complesso venne acquisito dalla famiglia Lancellotti, che mantenne intatta la magnificenza del luogo, preservandone il valore storico e artistico.

Il Casino Giustiniani Massimo Lancellotti quindi prende il nome dalle famiglie nobili che lo hanno posseduto nel corso dei secoli.

Nel 1871, a seguito del progetto di lottizzazione dell’Esquilino, il vasto parco fu venduto come area edificabile, mentre il monumentale portale del muro di cinta venne ceduto allo Stato nel 1885 (fonte Wikipedia)

Nella struttura sono presenti numerosi tesori di grande pregio artistico come le Stanze dei Nazareni. I Nazareni sono un gruppo di artisti tedeschi del XIX secolo, che riprendono lo stile ottocentesco italiano.

Architettura e decorazioni

Il Casino è un perfetto esempio di architettura barocca, caratterizzata da linee sinuose, ricche decorazioni e un uso perfetto dello spazio per creare un senso di movimento e dinamismo. La facciata, sobria ed elegante, nasconde un interno molto decorato, dove affreschi, stucchi e opere d’arte si fondono in armonia.

Gli interni del Casino vedono un’esaltazione di colori e dettagli, con affreschi realizzati da artisti di fama, che raffigurano scene mitologiche e allegoriche, tipiche del gusto barocco. Ogni sala racconta una storia, ogni angolo è un invito a scoprire nuovi dettagli e sfumature.

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Il giardino

Oltre alla bellezza architettonica, il Casino Giustiniani Massimo Lancellotti è noto per il suo splendido giardino. Progettato secondo i canoni del giardino all’italiana, presenta aiuole geometriche, fontane e statue che creano un ambiente di rara bellezza e tranquillità. Il giardino non è solo un complemento estetico, ma un vero e proprio spazio di contemplazione e piacere, che riflette l’armonia e l’eleganza dell’intero complesso.

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Importanza culturale

Il Casino Giustiniani Massimo Lancellotti non è solo un monumento architettonico, ma un simbolo della storia culturale di Roma. Esso rappresenta il gusto e la raffinatezza dell’aristocrazia romana del XVII secolo, la loro passione per l’arte e il loro ruolo di mecenati. Ogni dettaglio, ogni decorazione racconta di un’epoca in cui l’arte era al centro della vita sociale e culturale.

La Famiglia Giustiniani

La famiglia Giustiniani era una delle più importanti e influenti famiglie nobiliari di Roma, nota per il suo impegno nel mecenatismo e il suo amore per l’arte e la cultura. Originaria di Genova, questa famiglia si stabilì a Roma nel XVI secolo e acquisì grande prestigio e ricchezza attraverso il commercio, il mecenatismo e il servizio alla Chiesa cattolica. La famiglia era nota anche per il suo coinvolgimento nella politica e nella società romana. Tra i membri più noti della famiglia vi sono Vincenzo Giustiniani, un importante collezionista d’arte e il cardinale Benedetto Giustiniani. Vincenzo Giustiniani, fu un appassionato collezionista d’arte e un mecenate di grande rilievo nel tardo XVI e all’inizio del XVII secolo. La sua influenza si estendeva non solo alla sua residenza romana, ma anche alle cerchie artistiche e ai grandi artisti dell’epoca.

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Un po’ di storia…

Amicizia con il Cardinal Del Monte e Caravaggio

Vincenzo Giustiniani era amico intimo del Cardinal Del Monte, uno dei più importanti committenti di Caravaggio.

La loro amicizia si rafforzò quando Giustiniani acquistò il dipinto San Matteo e l’Angelo, la prima versione della pala d’altare per la cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma. Tuttavia, la chiesa rifiutò l’opera per motivi di decoro, e purtroppo, questa versione andò perduta nell’incendio di Berlino nel 1945.

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La Collezione Giustiniani

Alla morte di Vincenzo la collezione Giustiniani contava più di 300 dipinti, di cui 15 erano di Caravaggio.

Oltre ai dipinti, la collezione comprendeva ben 1200 sculture e vari cataloghi, tra cui la famosa Galleria Giustiniana.

Questi cataloghi fornivano descrizioni accurate delle sculture e costituiscono una delle risorse più importanti, da un punto di vista storico e critico, sulla storia del collezionismo nella prima metà del Seicento.

All’inizio del XIX secolo, la collezione venne dispersa.

Nel 1815, il Re di Prussia acquistò più di 160 dipinti della collezione.

Oggi, alcuni dei pezzi più importanti sono conservati nei musei di Berlino dove sono custoditi 43 quadri della Collezione Giustiniani.

Altre opere si trovano in diverse istituzioni, come la National Gallery di Londra, il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo e il Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Purtroppo, alcuni capolavori di Caravaggio andarono perduti nell’incendio di un deposito nel 1945.

Inoltre, molte delle sculture della collezione sono oggi nei Musei Vaticani e nella Collezione Torlonia di Roma, anche se quest’ultima non è visitabile. L’eredità di Vincenzo Giustiniani continua a influenzare il mondo dell’arte.

Concludendo…

Visitare il Casino Giustiniani Massimo Lancellotti, è un viaggio nel tempo, un’immersione nell’arte e nella bellezza di un’epoca che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della città eterna.

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Info Rita Ferranti Noviello

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Rita F. Noviello autrice di libri (scrittrice è troppo impegnativo) dal 2005. Cresciuta a Genova fino all’età di sedici anni da genitori pugliesi, dopo aver vissuto per un periodo a Manfredonia, attualmente vive a Roma dove collabora con un’associazione di promozione sociale come mediatrice culturale specializzata in lingua francese. Vincitrice di vari premi letterari, uno dedicato proprio alla “sua” Genova, al suo attivo ha la pubblicazione di cinque libri di narrativa e due di poesia. Collabora inoltre con una casa editrice romana per la quale pubblica racconti brevi. Altra sua grande passione, quella radiofonica che le ha permesso di presentare anche spettacoli di piazza, passione che ora sta trascurando per continuare a scrivere e pubblicare le sue opere. Appassionata di storia, tradizioni e culture di tutta Italia ama far scoprire a chi la circonda curiosità e aneddoti di vario genere.

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