Inaugurazione del Museo della Certosa

Inaugurazione del Museo della Certosa

Condividi su
Tempo di lettura: 2 minuti

Inaugurato oggi il Museo alla Certosa di San Bartolomeo proprio nel quartiere che da essa prende il nome, a seguito di un profondo intervento di restauro realizzato dalla Direzione Lavori Pubblici del Comune di Genova che ha restituito uno spazio importante alla comunità.

I lavori infatti hanno interessato gli interni del complesso certosino e il chiostro, che aveva riportato danni pesanti dall’alluvione del 2014, in cui crollò la parte centrale del loggiato lato est del complesso monastico medievale. La struttura, che ha visto la sua nascita nel 1297, ospiterà dunque una nuova struttura museale genovese: il MUCE – Museo Certosa di Genova – Territorio, Storie, Culture, che custodirà testimonianze materiali e immateriali del territorio della Val Polcevera e del genovesato.

Tra i beni in esposizione troverà presto spazio anche la fornace per ceramica di età romano-imperiale scoperta nel 2022 a pochi metri dal complesso, in piazzale Palli, nel corso dei lavori di scavo per la realizzazione della nuova stazione della metropolitana Brin-Canepari. La fornace, che testimonia un insediamento produttivo importante dell’età romana, sarà così visibile al pubblico per la prima volta dal ritrovamento.

La soddisfazione delle istituzioni per il completamento dei lavori al Museo della Certosa

«La riapertura al pubblico di questo straordinario sito è il frutto di un grande lavoro di squadra con il territorio e con la Soprintendenza», commenta il vicesindaco di Genova, Pietro Piciocchi, «dopo il restyling dei giardini di via Ariosto, che si affacciano direttamente sul chiostro della Certosa e inaugurati lo scorso anno, oggi inseriamo un ulteriore tassello nella rigenerazione del quartiere, restituendo alla cittadinanza un sito di straordinario valore storico-culturale».

«Sarà un luogo non solo di cultura, dove saranno custoditi importanti reperti frutto della campagna archeologica della Soprintendenza condotta dopo i ritrovamenti durante i lavori per la nuova metropolitana, ma anche di socialità con attività rivolte alle famiglie e a un pubblico più vasto, che potrà venire a godere di questo luogo straordinario in pochi minuti di metropolitana dal centro», continua Piciocchi. «Il quartiere di Certosa è al centro di importanti interventi finanziati anche con il Pnrr: abbiamo appena approvato in giunta il progetto esecutivo, da circa 5,5 milioni di euro, per il restauro di Villa Pallavicini, un altro edificio di valore per il patrimonio architettonico della città che avrà quindi una nuova vita e ospiterà servizi per i cittadini».

«Mi congratulo vivamente per la conclusione dei lavori di ristrutturazione e ricostruzione del Chiostro della Certosa, un importante intervento finanziato dal Bando delle Periferie», ha commentato il presidente del Municipio V Val Polcevera. «Ringrazio gli uffici dei Lavori Pubblici e la Direzione Musei per aver iniziato il progetto del MuCe – Museo Certosa. Il complesso della Certosa rappresenta un grande valore storico e culturale, ed è stato recuperato anche grazie al prezioso contributo di Giovanni Casanova e della Parrocchia San Bartolomeo della Certosa, con il particolare sostegno di Don Gianni Grosso e del compianto Andrea Brina. Questo sarà un luogo vivo, aperto al quartiere e facilmente raggiungibile dal centro, grazie alla metropolitana. Qui potranno incontrarsi bambini e ragazzi delle nostre scuole, famiglie, docenti, associazioni, comitati e tutti i cittadini della Valpolcevera e non solo. Il giardino adiacente al Chiostro sarà a breve intitolato a Don Renzo Ghiglione».

I lavori di recupero del complesso della Certosa

Grazie all’intervento di restauro, sono state ricostruite le parti crollate, risolte le criticità strutturali e migliorate la resistenza sismica. Torna così a essere apprezzabili la configurazione originale del chiostro medievale della Certosa, grazie al recupero sia dei materiali sia del funzionamento strutturale, grazie a tecniche di intervento poco invasive e rispondenti ai criteri conservativi messi a fuoco con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la Provincia della Spezia.

Il giardino del chiostro medievale ha subito un importante rinnovo sulla base delle tracce storiche presenti: quattro grandi aiuole trattate a verde con piante di lavanda e rosmarino contribuiscono a rendere piacevole la visita, conducendo lungo i percorsi del chiostro e il pozzo centrale. Anche le situazioni di dislivello tra il giardino e i tre lati del chiostro hanno trovato una soluzione di continuità per ottimizzare le visite. Ma nel giardino la fanno da padrone i quattro grandi ulivi, pregio principale di questo spazio verde che si affaccia sull’area giochi e sul parco del quartiere.

L’orto e la cella del Padre Certosino

Le indagini condotte dalla Soprintendenza durante il cantiere di restauro hanno fornito interessanti informazioni sul sistema storico di captazione e di smaltimento delle acque, un aspetto peculiare del complesso di San Bartolomeo dove sono state scoperte vasche di accumulo e numerosi tratti di cunicoli di raccolta idrica.

Accanto al loggiato superiore del chiostro, l’intervento ha infatti ricostruito una cella dei padri certosini con l’orto adiacente, spazi evocativi che offriranno al pubblico un’opportunità speciale di scoprire la forma di vita dei monaci di quest’ordine totalmente dedito alla contemplazione, il cui impegno e la cui vocazione consistono principalmente nel dedicarsi al silenzio e alla solitudine della cella, “al riparo dai rumori sia del mondo sia della casa stessa”. 

Un rilievo raffigurante la “flagellazione” rinvenuto nella cella “del monaco” è ora in corso di restauro nel laboratorio della stessa Soprintendenza.

L’orto adiacente è stato allestito come spazio a uso pubblico integrato con la cella e con il cinquecentesco loggiato superiore del chiostro. Con il restauro hanno trovato nuova attenzione il portale con le colonne marmoree e il muro che separa orto e loggiato, dove sono leggibili gli elementi stratigrafici murari che raccontano le vicende costruttive di questa parte del complesso e delle celle che vi si trovavano. L’orto e la stratigrafia muraria offriranno spunto per attività ed esperienze rivolte ai visitatori.

IL NUOVO MuCe, il Museo della Certosa

All’interno del complesso medievale sono stati realizzati spazi espositivi il cui progetto culturale e tecnico è stato condiviso e sviluppato nell’ambito di un tavolo di coprogettazione, attivato in collaborazione con il Municipio Valpolcevera, che ha coinvolto una rete di enti del terzo settore e realtà associative.

Il progetto della struttura museale, inizialmente incentrato sulle collezioni del Museo di Storia contadina genovese e ligure, si è arricchito fino a comprendere tre principali argomenti di interesse.

Una prima sezione, da oggi aperta al pubblico, illustra il territorio della Val Polcevera, le sue tradizioni, le caratteristiche e modi di gestione del paesaggio agrario, le attività e i cicli di produzioni agricole del genovesato attraverso una piccola selezione di pezzi delle collezioni del Museo di Storia e Cultura Contadina al Garbo con oggetti quotidiani, attrezzi realizzati dagli abitanti del territorio.

Nei prossimi mesi sarà allestita la sezione dedicata al complesso monumentale Certosa di San Bartolomeo, alle vicende storiche e alle testimonianze del chiostro medievale appena restaurato, alla chiesa e al chiostro cinquecentesco ora della Parrocchia di San Bartolomeo e alle scoperte archeologiche fatte il cantiere di restauro. Nella Certosa, inoltre, troveranno spazio, oltre alla fornace, anche le recenti scoperte archeologiche fatte nel corso dei lavori per la metropolitana dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la Provincia della Spezia. 

Il Museo Certosa di Genova ha l’obiettivo di raccontare le storie del territorio dalle vicende dei liguri della protostoria resi celebri dalla Tavola di Polcevera, alle cronache della Certosa, alla storia e cultura contadina e alle tradizioni degli ultimi secoli. 

Uno spazio culturale con molte attività per scuole e famiglie

All’inaugurazione è intervenuto anche Stefano Dagnino, presidente Solidarietà e Lavoro Onlus e capofila del progetto: «Con l’esperienza maturata nell’arco di  40 anni di attività, la rete che lo gestirà, progetterà programmi di sviluppo museale rivolti alle famiglie, agli studenti, ad un pubblico adulto e a fruitori culturalmente motivati, ampliando e potenziando la sua presenza sul territorio attraverso l’avvio di progetti che aiutino a comprendere la nostra contemporaneità, permettendoci di apprezzare ciò che abbiamo perso e ciò che abbiamo acquisito nell’arco di neanche un secolo della nostra storia».

Gli operatori di ADM aiutano i bambini a creare la loro “Tisana del Monaco” personalizzata

L’ATS intende proporre un’offerta didattica e culturale di livello elevato che coniughi il divertimento e la cultura a stimoli, interessi e informazioni che vanno a depositarsi nella memoria di lungo termine.

A gestire il Museo Certosa sarà l’ATS composta dalla capofila Solidarietà e Lavoro Scs Onlus e coadiuvata da Agorà Soc. Coop. Sociale, la cooperativa ASCUR, COOPSSE, ADM (Associazione Didattica Museale), Associazione Lilliput, realtà con diverse vocazioni, ma tutte presenti sul territorio genovese e della Valpolcevera e che hanno ideato una serie di attività rivolte alle famiglie, alle scolaresche e, in generale, ai visitatori del complesso. 

Per l’apertura al pubblico, oggi, tra le iniziative proposte per i bambini nel complesso della Certosa: “La tisana del Monaco” sull’uso e le proprietà di alcune erbe, il laboratorio “L’architettura delle Certose” per realizzare un modellino di Certosa con lapidei e cartoncini, una piccola caccia al tesoro, le letture ad alta voce con la Biblioteca Civica Cervetto in dialetto genovese e Cöse ti mangi?, una lettura animata in genovese sulle abitudini culinarie dei monaci e la narrazione di alcune ricette tipiche della cucina ligure.

Come visitare il Museo della Certosa

Da oggi fino a settembre compreso, il museo sarà visitabile dal lunedì alla domenica su appuntamento per un minimo di 10 persone. 

Da ottobre a dicembre: il museo sarà aperto il venerdì e il sabato dalle 14 alle 17, domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17. Rimarrà visitabile dal lunedì al giovedì su appuntamento per un minimo di 10 persone. 

Per info e prenotazioni si rimanda a museidigenova.it.

Ti potrebbe interessare anche:

Museo Galata, venerdì l’incontro con Grant Dalton e Matteo De Nora

Condividi su
MeRcomm.it | posizionamento _ strategie di brand posizionamento SEO realizzazione siti web e-commerce mercomm social media marketing produzione contenuti pianificazione contenuti gestione e sponsorizzazione contenuti mercomm visibilità _ sponsorizzazioni google ADS affissioni, maxischermi e giornali ufficio stampa mercomm contenuti aziendali produzione contenuti blog shooting foto e video graphic e motion design 2D e 3D Liguria-Day-icona-500x500 LiguriaDay _ quotidiano online di mercomm progetti editoriali

Info Laura Casale

Laureata in Comunicazione professionale e multimediale all'Università di Pavia, Laura Casale (34 anni) scrive su giornali locali genovesi dal 2018. Lettrice accanita e appassionata di sport, ama scrivere del contesto ligure e genovese tenendo d'occhio lo scenario europeo e internazionale.

Articoli simili

Turismo balneare a rischio: l’allarme arriva alla Meloni

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE che ha legittimato gli espropri al termine …

LiguriaDay