Crisi del Mar Rosso 2024
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Crisi del Mar Rosso e Porto di Genova. Effetti negativi e opportunità

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Antonio Benvenuti, console della CULMV, e Sandro Carena, ex Segretario Generale dell’Autorità Portuale di Genova, dopo aver esplorato (https://liguriaday.it/2024/01/24/crisi-del-mar-rosso-e-port o-di-genova/) le sfide affrontate dai lavoratori portuali e dal settore dei terminal nel 2023, cercano di far capire meglio ai nostri lettori le ripercussioni a lungo termine e i cambiamenti strutturali nel settore portuale.

Autorità portuali e traffici internazionali

Sandro Carena sottolinea come la riduzione del traffico, aggravata dalla crisi del Mar Rosso, influenzi non solo i lavoratori portuali ma anche le Autorità portuali. La maggior parte degli introiti di queste ultime infatti deriva dai traffici internazionali, non da quelli europei. Questo implica un impatto significativo e negativo sui redditi generati dai porti.

Effetti a catena sui costi e consumi

La crisi portuale influenza i costi dei prodotti e i consumi: con minori esportazioni e importazioni, come si sta verificando in questi ultimi mesi, i cittadini sentono immediatamente l’impatto attraverso prezzi al consumo più alti e un ridotto potere d’acquisto. Ciò può anche portare, come beneficio indotto, a un aumento della preferenza per i prodotti nazionali che teoricamente non dovrebbero, almeno nel breve periodo, aumentare di prezzo.

Inflazione e riduzione dei salari

Il console Benvenuti mette in evidenza l’effetto dell’inflazione sui salari, sottolineando come il mancato adeguamento dei contratti sindacali amplifichi l’impatto negativo sull’economia e sui singoli individui. Questo ciclo vizioso può portare a una diminuzione dei consumi, aggravando ulteriormente la situazione.

Interruzioni nella catena di fornitura

Benvenuti descrive come le interruzioni nella catena di fornitura, a causa dei mancati arrivi della merce, come la mancanza di pezzi di ricambio o di chip, possano causare rallentamenti significativi in vari settori, soprattutto in quello automobilistico e tecnologico.

Sfide e opportunità nel 2024

Guardando al 2024, Benvenuti identifica ulteriori incognite, tra cui l’impatto dei rapporti burrascosi tra Cina e Taiwan e le conseguenze della crisi del Mar Rosso. Sottolinea anche come alcuni operatori dello shipping possano trarre vantaggio da questi cambiamenti, offrendo opportunità di crescita per i mercati mediterranei.

Rivoluzione nello shipping e nei porti

Benvenuti enfatizza come il settore dello shipping e dei porti stia attraversando una rivoluzione, con grandi armatori e terminalisti che si adattano al cambiamento e traggono profitto dalla crisi. Questi cambiamenti pongono sfide e opportunità per i lavoratori portuali ma richiedono un aggiornamento delle competenze e un adeguamento alle nuove tecnologie.

Inoltre, ma strettamente connesso con il futuro del lavoro portuale vi è il tema della integrazione verticale dei grandi operatori dello shipping mondiale, le cui scelte logistiche potrebbero rivelarsi di estremo interesse per i porti (in termini di traffici e di ricchezza ridistribuita) ma anche di blocco operativo laddove interessi diversi da quelli portuali vengano assunti come essenziali. Questo tema merita una attenta considerazione, che ci si augura possa trovare nei decisori pubblici impegnati nella riforma della riforma portuale.

Implicazioni per il futuro del lavoro portuale

L’incontro tra Benvenuti e Carena si conclude con una riflessione sul futuro del lavoro portuale. Il console Benvenuti e Sandro Carena sottolineano l’importanza della flessibilità, della formazione e dell’adattamento ai nuovi modelli di business e alle tecnologie emergenti.

Il tema della riforma non dovrebbe riguardare solo la governance delle Autorità di Sistema Portuale ma altresì soffermarsi sul modello da adottare (o da confermare) per poter assicurare un equilibrato futuro ai lavoratori portuali ed alle Compagnie, magari seguendo modelli già adottati presso altre grandi realtà portuali, laddove risulta vincente la coniugazione di competenza, produttività ed equa remunerazione.

La promessa è di rivedersi tra sei mesi e valutare insieme l’evoluzione dello scenario internazionale e le ripercussioni sul porto di Genova.

Leggi anche: https://liguriaday.it/2024/01/18/la-crisi-del-mar-rosso-spaventa-leuropa/

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