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Caso Nada Cella: la Procura di Genova chiude le indagini e accusa Annalucia Cecere di omicidio volontario

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L’imputata avrebbe ucciso la giovane segretaria per avvicinarsi al commercialista Soracco di cui era innamorata.

Dopo 27 anni, arriva la svolta sull’omicidio Nada Cella. Grazie alla riapertura delle indagini sul cold case, la 59enne Annalucia Cecere è ora accusata formalmente dell’omicidio della giovane segretaria di Chiavari.

Secondo le ricostruzioni, infatti, la Cecere avrebbe aggredito e ucciso Nada Cella per gelosia. Il suo intento era, probabilmente, prendere il suo posto come segretaria nello studio del commercialista Marco Soracco di cui era innamorata.

L’omicidio di Nada Cella

Nata nel chiavarese nel 1971, Nada Cella lavorava come segretaria presso lo studio del commercialista Marco Soracco al secondo piano di uno stabile di via Marsala 14, a Chiavari.

Il 6 maggio 1996, Nada era in ufficio quando introno alle 9 del mattino qualcuno suonò al citofono.

Nada aprì non consapevole di quello che sarebbe successo da lì a momenti.

L’aggressore la colpì almeno 15 volte alla testa e al pube con un oggetto contundente mai ritrovato.

A ritrovare la giovane in una pozza di sangue e con il corpo in preda agli spasmi fu proprio Soracco che prima di avvertire i soccorsi pensò di avvisare la madre, residente in un appartamento qualche piano più sopra.

Giunti i soccorsi, Nada venne portata all’ospedale di Lavagna e ini seguito trasferita al San Martino di Genova dove però morì dopo una breve agonia.

Le indagini

Analizzando la scena dell’incidente, gli inquirenti intuirono che Nada fosse stata uccisa. Si ipotizzò che la giovane dovesse conoscere il suo aggressore e per questo motivo i primi sospetti ricaddero sul commercialista Soracco.

Una testimone, infatti, affermò di aver visto il commercialista arrivare in ufficio intorno alle 8.50, venti minuti prima del ritrovamento della vittima e della chiamata ai soccorsi.

Un altro testimone ancora, il dottor Bertuccio, affermò di aver sentito dire al suo collega Soracco che da lì a giorni la segretaria se ne sarebbe andata via.

Anche la madre di Soracco, Anna Bacchioni, affermò di aver visto Nada presentarsi in ufficio un sabato mattina, due giorni prima del delitto. Cosa insolita, perché Nada non si presentava mai nel weekend sul posto di lavoro.

A confermare questi sospetti fu poi il ritrovamento nella borsetta di Nada del libretto del lavoro, documento che di solito tiene il datore di lavoro fino al termine del contratto.

Di fronte a queste dichiarazioni Soracco negò tutto e alla fine l’uomo venne scagionato dall’esito negativo del test del DNA.

Ad essere quindi sospettata poi dell’omicidio fu Annalucia Cecere. Già allora si ipotizzò che la donna volesse prendere il posto di Nada nello studio del commercialista. E questa motivazione sarebbe stata il movente dell’assassinio della Cella.

Tuttavia alla fine questa ipotesi venne esclusa e il caso venne archiviato come irrisolto nel 1998.

Le nuove indagini sul cold case: un bottone indicherebbe la presenza della Cecere sulla scena del delitto

Grazie alla determinazione di Silvana Smaniotto, madre di Nada, e della criminologa Antonella Delfino Pesce è stato possibile risolvere il caso e rendere giustizia alla giovane segretaria dopo quasi 30 anni.

La criminologa, infatti, aiutata dell’avvocata Sabrina Franzone, ha riletto tutti gli atti e i documenti relativi alla prima indagine scoprendo così elementi che erano stati sottovalutati.

Tra questi elementi c’era la testimonianza di una donna che aveva affermato di aver visto la Cecere sotto lo studio di Soracco mentre andava via in motorino la mattina del delitto.

A confermare poi la presenza della Cecere sul luogo del delitto ci sarebbe stato anche un bottone.

Le indagini sono state così riaperte nel 2021. A inizio del 2023 poi la Procura di Genova aveva richiesto una proroga di ulteriori sei mesi a seguito del ritrovamento di uno scatolone nella unità dei delitti irrisolti di Roma con all’interno dei reperti raccolti nella scena del crimine.

Nella giornata di ieri, mercoledì 18 ottobre, infine la Procura ha annunciato la chiusura delle indagini sull’omicidio di Nada Cella. La colpevole, per l’accusa, sarebbe proprio l’ex insegnante, Annalucia Cecere.

Annalucia Cecere accusata di omicidio volontario

Le accuse definitive della Procura di Genova sono inoltrate alla donna che attualmente vive a Boves, in provincia di Cuneo. Insieme all’accusa di omicidio volontario, alla donna sono poi contestate anche la crudeltà e i futili motivi.

Viene così confermata l’ipotesi secondo cui la Cecere avrebbe ucciso Nada Cella per prendere il suo posto come segretaria nell’ufficio si Soracco di cui era innamorata senza però essere ricambiata.

La Procura ha chiuso le indagini anche per Soracco e la madre di lui accusandoli entrambi di favoreggiamento. I due, infatti, non avrebbero raccontato all’epoca tutto quello che sapevano sulla Cecere, rilasciando così false dichiarazioni all’autorità giudiziaria.

Adesso la Cecere ha 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogata. Poi i Pubblici Ministeri potranno decidere se chiedere o meno di processarla.

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Althea Amato
Althea Amato, 26 anni, studentessa universitaria con la passione per i libri e la scrittura. Laureata in Scienze della Comunicazione, attualmente iscritta alla laurea magistrale di Informazione e Editoria. Qui con l'ambizione di trasformare una passione in un futuro lavoro.

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