Ucciso a colpi di fiocina: chi è l’assassino (che dopo è andato a pesca)

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Fatah Melloul, il protagonista dell’atroce episodio che ha scosso Sirolo, si pone al centro dell’attenzione in seguito a un omicidio dalle tinte oscure. La tragica vicenda si è consumata nella domenica pomeriggio quando Melloul avrebbe compiuto un gesto efferato: l’uccisione di Klajdi Bitri, un giovane albanese di 23 anni residente ad Ancona, avvenuta con l’uso di una fiocina, durante un acceso alterco in strada. Le accuse nei suoi confronti vertono sull’omicidio volontario aggravato, gettando luce su uno scenario di violenza inaudita.

In un’insolita e quasi surreale sequenza di eventi successiva all’omicidio, Melloul è stato sorpreso mentre chiedeva scusa alla sua fidanzata. Un video amatoriale, registrato da un cittadino di Falconara, cattura questo momento di profonda tensione emotiva. È interessante notare che, nonostante l’orrore dell’azione compiuta, la fidanzata di Melloul risulta estranea alle indagini in corso.

Tuttavia, le stranezze non si esauriscono qui. Dopo aver commesso l’orrendo delitto, Fatah Melloul è stato individuato mentre si dedicava a un’attività insolita e alquanto in contrasto con la gravità del suo gesto: la pesca. Questa curiosa serie di eventi è stata confermata dalle autorità dei carabinieri, che hanno proceduto al suo arresto poco dopo le 21:00.

La personalità di Fatah Melloul, un giovane di 27 anni che compirà 28 anni il prossimo 15 novembre, emerge con tratti di ambiguità. Recentemente trasferitosi a Jesi, è cittadino italiano, ma la sua famiglia dimora da ben 20 anni a Montecarotto, anch’essa situata nella regione dello Jesino. Appassionato di pugilato, Melloul sembra al momento attraversare una fase di disoccupazione, gettando ulteriore luce sulla complessa figura del protagonista di questa tragica vicenda.


la vicenda


La vittima identificata come A.B. , si trovava in auto con un amico quando è stata coinvolta in una lite stradale con un’altra vettura. L’alterco sarebbe degenerato in un’aggressione, durante la quale l’aggressore, un uomo di colore, ha estratto una fiocina dal portabagagli della sua auto e ha sparato, colpendo il ragazzi al petto.


La vittima è morta sul colpo. L’aggressore è fuggito a bordo di una Polo bianca, con una donna alla guida.


La ricostruzione dei fatti



Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso, ma la ricostruzione dei fatti è abbastanza chiara.

Il pomeriggio di domenica 27 agosto, intorno alle 17, A.B. e il suo amico si trovavano in auto lungo via Cilea, una strada molto trafficata di Sirolo.

All’altezza di una rotatoria, l’auto dei due ragazzi ha incontrato un’altra vettura, guidata da un uomo di colore con a bordo una donna. L’uomo avrebbe iniziato a suonare insistentemente il clacson, infastidito dal fatto che l’auto dei ragazzi procedesse lentamente.

La notizia dell’omicidio ha sconvolto la comunità di Sirolo. Il sindaco, Filippo Moschella, ha espresso cordoglio per la vittima e ha condannato l’accaduto.



Il padre della famiglia a bordo dell’altra vettura, infastidito, avrebbe fatto un gesto con la mano per invitare l’uomo a passare.

A quel punto, l’uomo è sceso dalla macchina e ha iniziato a picchiare il padre, colpendolo con calci e pugni. A.B., che era in auto con un amico, si è fermato per aiutare l’amico.

L’aggressore, vedendo A.B., è tornato verso la sua auto, ha preso la fiocina e ha sparato. Il colpo ha colpito A.B. al petto, uccidendolo sul colpo.

L’aggressore e la donna alla guida della Polo bianca sono poi fuggiti.



Un delitto senza senso



L’omicidio di A.B. è un delitto senza senso, nato da una banale lite stradale.

Il ragazzo è morto per aver cercato di difendere un amico, e la sua morte è una tragedia per la sua famiglia e per tutta la comunità di Sirolo.

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Le indagini dei carabinieri


I carabinieri stanno indagando sull’omicidio per identificare e catturare l’aggressore.


Al momento, l’uomo è descritto come un uomo di colore, di circa 40 anni, con i capelli corti e un pizzetto. L’auto con cui è fuggito è una Polo bianca, con targa straniera.



I carabinieri stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per cercare di risalire all’identità dell’uomo.



Le reazioni della comunità



La notizia dell’omicidio di A.B. ha sconvolto la comunità di Sirolo. Il sindaco, Filippo Moschella, ha espresso cordoglio per la vittima e ha condannato l’accaduto.



“È una tragedia immane – ha detto il sindaco – A.B. era un ragazzo giovane e pieno di vita. Siamo sconvolti da quanto accaduto”.



Anche le associazioni e le realtà locali di Sirolo hanno espresso il loro cordoglio per la morte di A.B.

“Siamo vicini alla famiglia di A.B. – ha detto la presidente dell’associazione di promozione sociale “Sirolo in festa” – Questa è una tragedia che non doveva accadere”.



Un grido di allarme



L’omicidio di A.B. è un grido di allarme contro la violenza sulle strade.

Ogni anno, in Italia, si registrano centinaia di incidenti stradali causati da aggressioni tra automobilisti.

È necessario sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema e promuovere una cultura della legalità e del rispetto delle regole.

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Articolo a cura di un collaboratore indipendente. N.d.R: L’opinione degli autori non coincide necessariamente con quella della Redazione.

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