Immagine di Zuccarello, perla del turismo tra i piccoli borghi
Fonte: Davide Papalini su Wikipedia

Le tendenze del turismo 2023 premiano i piccoli borghi

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Tempo di lettura: 2 minuti

Il caro prezzi e la ricerca di tesori nascosti rendono i 5.500 piccoli borghi una meta apprezzata dal turismo italiano e internazionale. Secondo l’analisi pubblicata questo mese da Coldiretti e Ixé, il 72% degli italiani intervistati ha deciso di visitare uno dei piccoli borghi sul territorio nazionale durante le ferie, cercando luoghi meno affollati, panorami mozzafiato ed eccellenze enogastronomiche.

Considerando le immagini impressionanti dell’affollamento registrato in località turistiche arcinote come il Lago di Como ma anche alle stesse Cinque Terre, non sorprende se i turisti siano alla ricerca di alternative più tranquille. Le aree rurali richiamano sia come meta vera e propria di villeggiatura che come luoghi da visitare in giornata o in pochi giorni, magari quando nelle giornate di maltempo non è possibile stare in spiaggia o fare lunghe escursioni.

A ciò, sempre secondo Coldiretti, si associa il turismo enogastronomico, che rimane una punta di diamante del turismo nazionale. Un terzo della spesa per le vacanze è destinato alla tavola, per i pasti da consumare in loco o per l’acquisto di eccellenze da riportare a casa. Oltre un italiano su due (il 53%) ha deciso di visitare frantoi, malghe, cantine, fattorie, agriturismi o mercati degli agricoltori per assaporare i prodotti locali.

La conformazione della Liguria offre i presupposti per una forte offerta turistica

I piccoli borghi sono un elemento fondamentale del tessuto sociale ligure, basti pensare che circa 4 comuni su cinque della Liguria (il 79,06%) rientra nella definizione di piccolo centro abitato sotto i 5.000 abitanti. 185 comuni che presentano ciascuno le proprie peculiarità e caratteristiche e che nascondono luoghi poco noti, percorsi escursionistici, eccellenze del territorio e così via.

I 25 luoghi liguri tra I Borghi più belli d’Italia, da Ponente a Levante:

  • Imperia: Apricale, Cervo, Lingueglietta (Cipressa), Diano Castello, Perinaldo, Seborga, Taggia, Triora;
  • Savona: Castelvecchio di Rocca Barbena, Celle Ligure, Colletta (Castelbianco), Finalborgo (Finale Ligure), Laigueglia, Millesimo, Noli (Borgio Verezzi), Zuccarello;
  • Genova: Campo Ligure e Moneglia;
  • La Spezia: Brugnato, Deiva Marina, Framura, Montemarcello (Ameglia), Tellaro (Lerici), Varese Ligure, Vernazza.

I borghi più belli d’Italia è un’associazione privata che dal 2001 promuove i piccoli centri abitati italiani che decidono di associarsi ad essa con una qualifica di spiccato interesse storico e artistico. Tuttavia è facile, carta alla mano, capire che dove la meraviglia non finisce certo a questo elenco: basti pensare mete turistiche molto amate e ricche di storia e bellezza come Dolceacqua o Porto Venere non rientrano in questa lista per capire che ci sia molto di più da scoprire sul territorio ligure.

La Liguria è una regione che vanta molte proprietà ricercate tra la commistione di mare e montagna senza dover fare grandi spostamenti, 300 prodotti alimentari tradizionali coltivati dagli agricoltori locali, IGP e DOP di grande pregio, la storia e la bellezza dei borghi che, nel Ponente, è apprezzata in particolare da turisti europei, tedeschi e olandesi in testa, che da decenni scelgono i paesini del savonese e dell’imperiese per le proprie ferie.

Le presenze straniere anche quest’anno si sono dimostrate il traino del turismo estivo in Liguria

In questi giorni Regione Liguria ha presentato un rapporto sul turismo 2023, in cui certifica che il territorio ha retto bene la flessione del turismo italiano (sebbene il calo sia contenuto rispetto ai dati di Emilia Romagna o Puglia, che registrano un -30 e -20% di presenze nazionali). Gli stranieri che scelgono di passare le vacanze in Liguria vengono da ogni parte del mondo, con una predilezione degli europei per il Ponente, come già detto. Le Cinque Terre e gli altri comuni dello spezzino invece attirano una prevalenza di turisti statunitensi (ma anche brasiliani, australiani, argentini).

La rete di piccoli borghi liguri è una risorsa unica che potrebbe diventare una base per creare sempre più percorsi dedicati a varie forme di turismo, dall’enogastronomia al trekking o al ciclismo, permettendo di distribuire la ricchezza economica che ne deriva su tutto il territorio e alleggerendo quelle eccellenze che rischiano di essere snaturate dal turismo massimo. Una paura che dalle Cinque Terre è stata richiamata ancora in questi giorni da Consorzio Turistico inManarola – Associazione Ospitalità Cinque Terre, che si domanda per quanto ancora l’affollamento nei borghi più noti della Liguria sarà sostenibile. Quest’anno nei giorni più critici il sentiero tra Monterosso e Vernazza è stato accessibile solo a senso unico per garantire l’incolumità degli escursionisti. Anche per la Via dell’Amore a Riomaggiore si sta sperimentando un sistema a prenotazioni e accesso limitato.

Piccoli borghi, un patrimonio per il turismo da salvaguardare

Tuttavia, sono sempre più impellenti e necessari investimenti strutturali per proteggere i piccoli borghi liguri, prima di tutto per la popolazione locale che ne è custode, in termini di servizi e di infrastrutture per invertire la tendenza dello spopolamento che da molti anni colpisce in particolare l’entroterra. Perché il territorio richiami turisti, deve essere ben curato e offrire servizi che incontrino l’interesse del pubblico. Non si parla necessariamente di un’offerta di lusso, che potrebbe anche snaturare l’identità del territorio, ma anche di semplice e ordinaria manutenzione delle strade o del verde.

Se Coldiretti richiama l’attenzione sul fatto che negli ultimi 50 anni sia sia perso circa un terreno agricolo su tre, i problemi della manutenzione del territorio e dei servizi sono molteplici, dalla medicina di prossimità alla banda larga, anche nell’ottica di trasformare i borghi liguri in un’attrattiva non solo per il turismo mordi e fuggi ma per i sempre più numerosi “nomadi digitali” e gli smartworkers. Si tratta di persone da tutto il mondo che scelgono di stabilirsi in località tranquille lavorando da remoto.

Si parla di circa 35 milioni di persone nel mondo che decidono di risiedere per periodi da 4 settimane a 3 o 6 mesi – ma anche per periodi più lunghi – in un luogo sfruttando i vantaggi del lavoro da remoto. Il fenomeno è in crescita anche in Liguria, ma con una predilezione per i comuni costieri come Sanremo o Lerici, dove è possibile avere accesso a una buona copertura di rete e a molti servizi.

I dati positivi di questa stagione estiva dunque possono far gioire la Liguria ma pongono anche molte domande sul futuro e sul tipo di turismo che si vuole proporre negli anni a venire.

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