caccia con arco e frecce, mailbombing di protesta foto di Mehmet Karatay da wikipedia

Cittadini e associazioni ambientaliste: Caccia con arco e frecce no, meglio il mailbombing

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Mail a raffica e raccolta firme contro la caccia con arco e frecce. Contestate anche altre norme introdotte sul codice venatorio.

Non è piaciuta a tutti la proposta della Lega per reintrodurre la caccia alla selvaggina con arco e frecce presentata e approvata la scorsa settimana: diverse associazioni ambientaliste e molti cittadini privati hanno deciso di rispondere lanciando un “mailbombing” di protesta indirizzato alle caselle di posta elettronica del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e ai consiglieri regionali.

Il testo del messaggio inviato centinaia di volte:

Non esiste un concetto universale di ciò che è etico e ciò che non lo è, dipendendo questa valutazione da tempi, luoghi, culture e persone diverse. Certamente l’uomo preistorico avrebbe trovato bizzarre e incomprensibili queste discussioni. Non siamo più però nella preistoria e almeno qualche base etica comune dovrebbe sussistere, la prima essendo che non si dovrebbe infliggere a nessuno sofferenza non necessaria. La delibera approvata non rispetta questa base: i cacciatori con l’arco non sono tutti campioni olimpici (e del resto anche i tiratori olimpici non fanno sempre centro perfetto, altrimenti non esisterebbero le competizioni) ed è fin troppo facile ipotizzare situazioni con animali trafitti da una freccia che vagano e agonizzano anche per giorni. C’è un motivo ed è la maggiore efficacia e precisione, per cui i moderni fucili hanno sostituito gli archibugi, gli archibugi hanno sostituito le spade e le frecce, e le spade e le frecce hanno sostituito le clave. Fino a che punto di barbarie vogliamo tornare indietro nel tempo?

Nella giornata di ieri lanciata anche una raccolta firme che in meno di 24 ore ha già superato le 3500 adesioni: https://www.change.org/p/vietare-la-caccia-con-arco-e-frecce-agli-animali-in-liguria

Contestate anche altre modifiche alle norme venatorie in Liguria

Oltre all’inserimento di arco e frecce come armi lecite, con il pacchetto di emendamenti presentati da Alessio Piana si potrà anche fare caccia di selezione per cervi e mufloni, specie che tuttavia sul territorio sono presenti in poche decine di capi in aree limitate. Una presenza non invasiva, secondo le associazioni ambientaliste, che non giustifica la misura. Inoltre si estende il periodo di caccia a daini e caprioli, cuccioli compresi, mentre si potrà puntare ai cinghiali senza vincoli stagionali.

«La caccia al cinghiale tutto l’anno comporta problemi di sicurezza per chi frequenta le campagne e mal si concilia con la diffusione della peste suina», ha commentato l’Associazione Gaia-Animali e Ambiente. «Più aumenta la frequentazione dei boschi da parte dei cacciatori selettori, che potranno anche spostarsi tra territori diversi nelle zone dove sono presenti gli ungulati, più facile sarà la diffusione del virus. Chiederemo rigorosi controlli sulle norme sulla biosicurezza agli organi competenti in materia sanitaria, sia per la stagione venatoria sia per la caccia di selezione, che prevedono precisi adempimenti igienico-sanitari per ogni singolo cacciatore, per i cani e per i mezzi di trasporto, nonché sul corretto smaltimento dei cadaveri».

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