maxi aree tir per alleggerire il traffico
Foto di Ansa

Genova, da Autostrade progetti per maxi aree tir fuori città

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Nei giorni scorsi Autostrade per l’Italia ha presentato due progetti al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica richiedendo una valutazione di fattibilità per due maxi aree tir. 

L’idea sarebbe creare delle aree di servizio dedicate ad autotrasporto, spazi dedicati ad ampi parcheggi per i mezzi pesanti ma dotati anche di alberghi, uffici e aree ristoro per gli autotrasportatori. Lo scopo è fare in modo che i camionisti possano trascorrere le attese dovute ai tempi tecnici per entrare in porto in ambienti consoni e adatti al riposo, dove potersi fare una doccia, dormire ed eventualmente ricontrollare le pratiche e i documenti di trasporto, anziché in una piazzola di sosta o in coda nella carreggiata autostradale.

La proposta ha già raccolto il plauso degli operatori del comparto logistico

Giampaolo Botta, Direttore generale di Spediporto, ha commentato: «Free To X ed Aspi hanno un progetto importante ed articolato che prevede una forte interazione tra operatori e territorio. Come Spediporto siamo pronti ad offrire la nostra collaborazione con la tecnologia di Hub telematica, con la nostra presenza ai varchi portuali con CSP, con la nostra rete di pese VGM e di servizi al mondo del trasporto e della logistica offerti grazie a Truck It Easy, la webapp dedicata al mondo del trasporto (gomma, ferro ed aereo). La digitalizzazione è  uno strumento fondamentale per trasferire servizi al mondo dell’autotrasporto ed efficienza alla supply chain».

Autostrade pianifica grandi aree di posteggio con uffici, punti ristoro e alberghi su A12 e A26 per i mezzi pesanti attingendo allo stanziamento concordato con Regione e Comune dopo il crollo del Morandi.

La convivenza tra catena logistica e città può non essere semplice, specie in un contesto come quello genovese, strettamente definito dalla sua configurazione geografica e dal clima. 

La scorsa settimana, a causa di forti venti al varco di Genova Pra’, il lavoro nel porto è stato interrotto per motivi di sicurezza. Questo ha causato lunghi ingorghi di automezzi in entrata e in uscita, con conseguenze negative sulla rete autostradale che serve Genova.

Considerando che il porto di Genova gestisce tra i 4.000 e i 6.000 tir giornalieri, è fondamentale che il traffico generato non impatti negativamente sulla viabilità, sulla popolazione e sulle altre attività produttive e commerciali del territorio.

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Nei piani di Autostrade, queste due aree di servizio dedicate ad autotrasporto verranno create a sostegno del traffico sulla A26 e sulla A12.

A12 Genova-Livorno

La maxi zona di sosta per mezzi pesanti sulla A12 per la quale è stata inviata documentazione al Ministero prevede l’espansione della già esistente area di sosta Campodonico tra Chiavari e Rapallo (nel Comune di Chiavari) per la realizzazione di 44 nuovi stalli di sosta (arrivando a 110 posti) dedicati ai mezzi pesanti e stazioni di ricarica per i mezzi refrigerati. 

A26 Voltri-Gravellona Toce

L’altra grande area per i mezzi pesanti dovrebbe sorgere tra i caselli di Masone e Ovada (più precisamente nel Comune di Belforte Monferrato), in una zona già di proprietà di Aspi. Si prevede allargamento dell’area di sosta Stura Est con un totale di 76 nuovi stalli (20 sono quelli esistenti) suddivisi in due aree distinte ma collegate da una sottopasso viario. Saranno costruiti due edifici da adibire a uffici e punti ristoro e un hotel con camere da 25 mq l’una. Inoltre saranno realizzati una pesa statica e un punto manutenzione per gli automezzi. 

L’intervento prevede di attingere allo stanziamento da cento milioni di euro concordato con Regione Liguria e Comune di Genova dopo il crollo del ponte Morandi. Inoltre, sulla carta è prevista una terza maxi area sulla A7, in corrispondenza di Ronco Scriva, ma il progetto deve ancora essere presentato. 

Reazioni tiepide dal mondo dell’autotrasporto

Il piano proposto da Aspi piace al settore dell’autotrasporto, che ha sempre bisogno di maggiori spazi di sosta per i camionisti con maggiori servizi. Tuttavia c’è la preoccupazione che diventi obbligatorio per gli autisti usufruire di queste maxi aree tir. «Un mezzo tenuto fermo senza nessun motivo ha un costo netto di 40 euro all’ora per l’azienda», spiega Giuseppe Tagnochetti, coordinatore ligure di Trasportounito, «augurandoci che il porto di Genova possa presto lavorare h24, questi maxi parcheggi devono essere concepiti come punti di avvicinamento alla destinazione finale a disposizione degli autisti che li possono utilizzare». 

Dello stesso avviso anche Roberto Gennai, responsabile Cna-Fita di Genova: «Approviamo il progetto a patto che queste non diventino aree dove i camion sono confinati a forza per non creare coda in autostrada e sulla viabilità ordinaria».

Se il Ministero darà il benestare, si potrà dare il via ai lavori, tenendo però conto di una serie di problematiche. Gli spazi individuati infatti rientrano parzialmente in aree sensibili o sottoposte a vincoli ambientali. L’area sulla A26 ricade nella fascia di rispetto del torrente Stura e, in parte, anche in aree boschive protette a loro volta. La situazione sulla A12, se possibile, è anche più complessa: anche qui il progetto coinvolge terreni in un una fascia di rispetto tutelata, quella del rio Campodonico. In più, la collina di Sant’Ambrogio e di Bacezza è una zona di interesse naturalistico.

La parola adesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per valutare la fattibilità e la sostenibilità dei progetti.

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