Perché il vicesindaco Piciocchi (questa volta) ha ragione e alcuni giornalisti no

Perché il vicesindaco Piciocchi (questa volta) ha ragione e alcuni giornalisti no

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Martedì scorso durante il Consiglio Comunale è nato uno scontro tra Amministrazione e alcuni giornalisti. Piciocchi ha dichiarato che, in alcuni casi, c’è stata molto superficialità ad affrontare la questione dell’esposto sul Capodanno e i successivi atti della Procura. L’ordine dei giornalisti ha prontamente risposto difendendo la posizione dei suoi iscritti. In realtà, se esaminiamo i primi articoli usciti sull’argomento anche su testate importanti, non passano inosservati grossolani errori (alcuni articoli sono stati infatti modificati nella versione online ma girano ancora gli screenshot).

Quasi tutti i pezzi spiegavano che per il codice degli appalti gli affidamenti diretti sopra i 40.000 euro sono illeciti (cosa non vera) poi, rendendosi evidentemente conto della gaffe, hanno corretto il tiro affermando che gli affidamenti diretti sono leciti fino a 139.000 euro ma solo se insistono su fondi PNRR (altrettanto sbagliato – ricordiamo che l’innalzamento della soglia è dovuta a un intervento normativo per la ripresa post Covid non per il PNRR).

Inoltre, se è vero che chi si occupa di cronaca politica e di pubblica amministrazione non deve conoscere il codice degli appalti a memoria, d’altra parte deve conoscere almeno qualcosa, come ad esempio l’articolo 63 di questo codice: gli spettacoli come quello del Capodanno non sottostanno alle regole sopra citate. Come non sottostà a queste regole tutto ciò che riguarda i diritti esclusivi. Spieghiamo meglio: se un Comune voleva attirare in città un capodanno “nazionale” nel 2022, visto che quello Rai è assegnato da tempo, poteva avere solo quello Mediaset. E con chi doveva fare la gara visto che solo Mediaset può trasmettere il capodanno Mediaset? Chi poteva chiamare in gara per co-organizzarlo se c’è solo una società che ha il contratto in esclusiva per organizzarlo?


È chiaro che i primi articoli usciti sulla questione ignoravano tutto questo e forse riconoscere di non aver approfondito abbastanza sarebbe stato un beau geste. Ma c’è anche una questione di merito: l’opposizione in Regione e in Comune deve giustamente fare il suo lavoro e quindi sconvolgersi (o almeno far finta di sconvolgersi) per i costi di un capodanno trasmesso in diretta nazionale.

Ma i giornalisti non possono non sapere che questi costi ogni anno sono affrontati dalla Pubblica Amministrazione che ospita questi eventi. Non riguardano certo il capodanno Mediaset 2022/2023 di Genova.

Solo quest’anno la Regione Umbria infatti ha pagato 500.000 euro per il Capodanno Rai, aiutata dal Comune di Perugia (200.000 euro) e dal Ministero della Cultura (circa 180.000) per un totale di quasi un milione di euro di soldi pubblici. Il Comune di Bari, di colore diverso da quello di Genova, ha affidato 500.000 euro alla stessa società che organizzava il Capodanno a Genova per finanziare il “pezzo” di spettacolo (cugino minore) che è stato trasmesso anch’esso in diretta su Canale 5 (e a Bari è il Centrodestra che ha ironicamente gridato allo scandalo).


Ogni anno c’è il Capodanno Mediaset e ogni anno c’è Capodanno RAI e i costi sono sempre all’incirca gli stessi, anche se le amministrazioni che li sostengono possono essere di colori diversi. Ogni anno vengono pubblicate gli atti che evidenziano questi costi e tutti i giornali in Italia li riportano, possibile che chi ha scritto alcuni articoli lo ignorasse completamente?

Forse il vicesindaco Piciocchi, questa volta, un po’ di ragione ad essere arrabbiato ce l’aveva.

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Articolo a cura di un collaboratore indipendente. N.d.R: L’opinione degli autori non coincide necessariamente con quella della Redazione.

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