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Ritratto di un Sampdoriano: tra sconforto e speranza

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Ritratto di un Sampdoriano: Diviso tra sconforto e speranza per un presente turbolento e un futuro ignoto. Resta ancora il coraggio e l’orgoglio: sono 2300 i tifosi sampdoriani pronti per invadere Cremona

Ritratto di un Sampdoriano. Il tifoso sampdoriano oggi è stanco, ha gli occhi spenti e cammina con la testa china. Mentre la mente – che fa brutti scherzi – lo tortura, ripercorrendo in loop gli ultimi 8 sanguinosi anni della sua vita da tifoso. Diviso tra sconforto e speranza, mentre aspetta il giorno decisivo, che è sempre domani, e che potrebbe sentenziare definitivamente la sua vita sportiva.

Vivere o morire, anche se sempre di sport si parla. Ma dietro al coinvolgimento così totalizzante per la propria squadra del cuore, parlare di sport è sempre riduttivo. Perché non è solo sport; dietro c’è il retaggio familiare, la tradizione tramandata dai tuoi nonni prima e da tuo padre poi. C’è il tempo che hai dedicato alla tua maglia, al suo sostegno; i soldi che hai speso per poter essere presente, gli impegni a cui hai rinunciato per seguirla. Dietro c’è insomma tutta la tua vita. Un’abitudine che esiste da sempre, che ti scandisce la routine. Che se il lunedì sei affranto, sorridi se pensi che domenica però sarai allo stadio. Una certezza in una vita sempre più priva di equilibrio, una certezza che pensi non potrà mai venir meno.

Nick Hornby – grande scrittore e appassionato di calcio – nel suo libro Febbre a 90 dice proprio così: “i tifosi di calcio parlano in questo modo: i nostri anni, le nostre unità di tempo vanno da agosto a maggio. Chiedeteci quale è il periodo migliore o peggiore della nostra vita, e il più delle volte vi risponderemo con un numero a quattro cifre.” Una vita scandita dal pallone, dettata dal suo ritmo e dal suo calendario, e ogni conseguenza della tua squadra ti coinvolge in prima persona, in modo diretto ma spaventosamente spontaneo e naturale.

L’inizio della fine

Così i tifosi blucerchiati ripercorrono questi ultimi 8 anni. Cominciati con la stagione 14/15 e quel 12 giugno 2014 che impresse per la prima volta e all’insaputa di tutti, una data di scadenza all’Unione Calcio Sampdoria.

Il 12 giugno 2014 fa caldo, le scuole sono finite e l’estate esplode i suoi primi colpi. Ma non è ancora tempo di mare, bisogna guardare la tv perché nell’aria c’è l’arrivo di una notizia bomba. Comincia una conferenza stampa che sorprende tutti, c’è Edoardo Garrone fino a quel momento Presidente del club, e dopo poco presenta un personaggio nuovo. Si chiama Ferrero – immediatamente si pensa al più noto imprenditore piemontese – ma non è così, il suo nome è Massimo Ferrero, e nel suo giorno di presentazione come nuovo Presidente, sta patteggiando per bancarotta fraudolenta.

I tifosi più scettici e diffidenti se ne accorgono subito. Altri ci mettono più tempo. Ma i media nazionali lo acclamano, per i suoi modi rustici – che a dire dei tifosi erano invece grotteschi – per il suo essere folkloristico – che invece era irrispettoso- e così in breve tempo diventa quasi un’icona della Seria A e ospite inossidabile dei salottini televisivi.

Lo Stile Sampdoria

Il Sampdoriano però non ha niente a che vedere con i suoi modi. Perché essere sampdoriani vuol dire avere radicati in se stessi una serie di principi, di valori e di leggi non scritte ma che arrivano da lontano. Dai tempi in cui la Sampdoria era esempio di tutto, di stile, di tifo, di gioco. Dai tempi di Paolo Mantovani, l’indimenticabile Presidente, che creò i sampdoriani e li rese diversi da tutti. E dopo Mantovani, venne il tempo di un altro signore garbato e discreto negli usi e costumi perfettamente compatibili con il club, parliamo di Riccardo Garrone, detto “Duccio”. L’ultimo Presidente che rispettò i canoni dello stile Sampdoria.

Perciò mai come dal 2014 ad oggi il tifoso blucerchiato si è sentito orfano della sua società, più che mai distante e mai così deluso e imbarazzato di essere rappresentato in quel modo. Ma fino a quel momento, i danni potevano essere limitati ad una caduta di stile, di immagine.

Il peggio però doveva ancora venire. Dopo risultati sportivi altalenanti, retrocessioni scampate per un pelo e navigazioni in mari sempre più turbolenti arriva dicembre 2021. Massimo Ferrero viene arrestato con una serie di accuse e per il momento la Sampdoria non è coinvolta. Non lo è giuridicamente ma lo è in tutti gli altri sensi. Tutti i media schiaffano in prima pagina i colori blucerchiati macchiati dai reati commessi dall’ ex Presidente, stropicciati e usurpati da tutti coloro che adesso parlano ma che prima hanno taciuto, e attaccato invece i tifosi, che si erano permessi di contestare una simile gestione.

La Sampdoria sembra libera, l’entusiasmo è alle stelle. Dopo pochi giorni c’è il derby e la Sampdoria riesce a vincerlo ugualmente. Senza una società, un Presidente, un ordine. E’ il momento di Marco Lanna, incaricato Presidente dal nuovo CDA, gli obiettivi sono chiari: salvarsi e accelerare la cessione. La salvezza arriva, nel modo più poetico di sempre. La cessione, ci stiamo lavorando. Proprio qui che il filo del tempo si interrompe e sembra non poter più proseguire. Così si sbroglia la matassa di una serie di fili intrecciati che partono da lontanissimo e arrivano ad oggi, giorni più che mai tesi, bollenti e disillusi.

Oggi la Sampdoria è ultima in classifica in evidente crisi di gioco, risultati e organizzazione. Sembra che non ci sia più niente che possa tenere in piedi la baracca, e dopo l’ennesimo affronto provocatorio dell’ ex Presidente – che si è presentato in tribuna per la partita con la Roma, pare all’insaputa di tutti i membri del CDA – la scossa di terremoto è stata fortissima. I tifosi inferociti hanno tentato di braccare l’ex proprietario in fuga, il CDA con un comunicato stampa ha minacciato le dimissioni e la trattativa per la cessione è a un passo dal “o la va o la spacca”.

In tutto questo i tifosi sampdoriani sembrano gli unici ad aver imbracciato i remi con coraggio, per condurre questa nave, sempre più simile a una zattera sgangherata, finalmente in acque tranquille. Il settore ospiti per la prossima partita a Cremona che si giocherà lunedì alle 18.30 è andato esaurito in due giorni. Saranno oltre 2300 i tifosi al seguito, perché, per parafrasare ancora Nick Hornby: “non supereremo mai questa fase”.

Francesca Galleano

 

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Info Francesca Galleano

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Francesca Galleano, 25 anni, laureata in Lettere e in Informazione ed Editoria. Appassionata di calcio, cultura, viaggi e fotografia. Caparbia, determinata e responsabile ma anche sognatrice e capace di stare contemporaneamente con i piedi per terra ma la testa tra le nuvole.

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