Blocchi stradali e protesta ad oltranza per l’ex Ilva. Venerdì nuovo incontro dal ministro Urso (contestato)
Un blocco a Cornigliano e poi lo stop alla viabilità della super strada Guido Rossa e su via Cornigliano. Come promesso, i lavoratori ex Ilva hanno deciso di fare sentire la loro voce attraverso manifestazioni che creano problemi alla viabilità ma ottengono la solidarietà della maggior parte dei Genovesi. Anche per la prossima notte, con tende e falò, i lavoratori resteranno in presidio. E così faranno fino a venerdì, quando è previsto un nuovo incontro con il ministro Adolfo Urso.
L’incontro di venerdì scorso sul futuro dell’ex Ilva non è andato come si sperava. E ad oggi non c’è alcuna prospettiva di riapertura degli impianti del Nord e continua a profilarsi la fermata degli impianti di Genova. Una prospettiva inaccettabile. Per questo, oggi le lavoratrici e i lavoratori di Genova riprendono la mobilitazione esattamente da dove l’avevano lasciata: in difesa del lavoro, degli impianti e della produzione. Con queste premesse, non deve sorprendere che il ministro sia stato preso di mira, con tanto striscioni decisamente espliciti.
La solidarietà di Salis e Bucci ai lavoratori ex Ilva
Pur commentando nei giorni scorsi in maniera diversa l’incontro, la sindaca Silvia Salis e il presidente (ed ex sindaco) Marco Bucci hanno portato solidarietà ai lavoratori. Bucci, circondato dai lavoratori e sindacalisti Fiom, ha preso la parola e è sembrato decisamente meno positivo nel giudizio sulla trattativa in corso. «Abbiamo ottenuto la latta , ma dobbiamo risolvere il problema, dobbiamo avere le 200mila tonnellate di zancato. Poi aspettiamo la gara il 27 febbraio. Se non ci sarò compratore occorrerà che il governo si impegni. Perché è totalmente inaccettabile che l’acciaio venga chiuso».

Anche Silvia Salis si è fatta vedere a Cornigliano, spiegando che «Questa settimana tornerò a parlare con il ministro Adolfo Urso, sperando ci siano delle novità. Nel nostro ultimo incontro non ci sono state date risposte, ci è stato presentato un piano transitorio che non offre certezze né ai lavoratori né alla città. Sono risposte che non ci vanno bene, qui è in gioco lo sviluppo di questa città e la sua sostenibilità sociale». Aggiungendo: «Da sindaca – prosegue Salis – l’unica domanda che mi interessa è: che cosa fa lo Stato se non intervengono investitori privati? Al ministro l’ho chiesto tre volte senza ottenere una risposta chiara. Se ha un’idea, deve dircela. Il governo e la Regione dicono che sarebbe bello se arrivassero investitori a febbraio, ma ricordo che anche quando a settembre, quando ci siamo resi disponibili a ragionare sul forno elettrico, sembrava che ci fosse qualcuno pronto a investire subito. E invece non c’era nessuno».
La sindaca aggiunge che «al ministro dirò che la politica che sta portando avanti non mi convince e non convince la città. Stiamo parlando di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. È una linea strategica per il Paese. Difenderò i lavoratori fino in fondo, perché sono parte integrante dello sviluppo di Genova. Questa amministrazione è al loro fianco e non farò sconti a nessuno: farò qualsiasi cosa per ottenere delle risposte».



