Rete fantasma: 450 chili rimossi dai fondali di Capo Mortola. A rischio pesci, tartarughe, coralli

Oltre 450 kg di reti fantasma sono stati rimossi dai fondali dell’Area di Tutela Marina di Capo Mortola, in Liguria, grazie a un intervento promosso da Worldrise, organizzazione non profit impegnata da oltre 10 anni per la conservazione efficace del mare, con il supporto di SC Johnson. Un’azione concreta che restituisce spazio alla vita marina e contrasta una delle forme meno visibili ma più impattanti di inquinamento del mare.

Le reti fantasma sono strumenti da pesca persi o abbandonati che continuano a danneggiare gli ecosistemi marini anche a distanza di anni. Intrappolano pesci, crostacei, tartarughe e altre specie e si frammentano gradualmente in microplastiche, che contribuiscono all’inquinamento marino. Nel corso dell’operazione, che ha coinvolto un team specializzato di sub, biologi marini e tecnici, sono stati liberati numerosi organismi, tra cui stelle marine, granchi e gorgonie, e le reti rimosse sono state analizzate per comprenderne meglio lo stato di degrado e il possibile livello di impatto sull’ecosistema marino.

Rete fantasma nell’area protetta

La scelta di intervenire all’interno di un’area protetta non è casuale: tutelare i fondali di Capo Mortola, ecosistema ad alta biodiversità e già soggetto a protezione, significa contribuire a preservare un laboratorio naturale di resilienza, fondamentale per il futuro del Mar Mediterraneo.

Accanto alle attività in acqua, Worldrise racconta in presa diretta l’intervento, accompagnando il pubblico nel profondo alla scoperta del ritrovamento delle reti e del momento in cui il mare torna a respirare. L’obiettivo è trasformare un’operazione tecnica in una storia capace di generare consapevolezza e attivazione. Recentemente altri interventi simili sono stati effettuati nell’Area di Portofino, a Bergeggi e alle Cinque Terre. 

“Sono oltre 1300 i kg di reti fantasma che abbiamo recuperato dai nostri fondali. Liberare il mare da questo fenomeno significa restituirgli futuro e spazio. Agire è fondamentale, ma è necessario anche raccontare, condividere e coinvolgere, perché la cura del mare diventi un movimento collettivo”, afferma Mariasole Bianco, esperta di conservazione marina e Presidente di Worldrise.

Rete fantasma e Worldrise

Worldrise è un’organizzazione no-profit che da oltre un decennio agisce per la conservazione efficace dei mari italiani, facilitando un cambiamento positivo che (ri)connetta le persone al mare, crei consapevolezza circa l’importanza dell’oceano e si concretizzi nell’impegno collettivo per la sua salvaguardia. Attraverso numerosi progetti e grazie ai suoi sostenitori, Worldrise promuove la protezione efficace di almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030.

Reti fantasma, pericolo in Liguria

 

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